Non sapevo bene come avrei fatto a partecipare ad un color party in quel periodo, faceva ancora abbastanza freddo e non avevo la minima idea di che cosa indossare per quel giorno. Anzi, per quell'appuntamento. Volevo essere più carina del solito, odiavo me stessa per questo, e finivo con il ritrovarmi il letto pieno di magliette e il corpo occupato da una tuta che usavo per casa. 
Volevo indossare una maglietta bianca, vecchia, in modo da poter mettere in risalto i colori che poi avrei avuto addosso. Non avevo la più pallida idea di dove sarei andata, cosa avrei fatto. Non sapevo nulla, non ero mai andata ad una festa del genere. L'unica volta che mi ero pitturata il corpo con qualcuno era stato con Alex quando eravamo bambini, ma non sapevo molto come funzionassero le cose ad un color party.

Indecisa su cosa fare, mi buttai sul letto nonostante alcuni panni fossero lì sopra, ma sentii subito bussare alla porta. Il che portò alla distruzione del mio tentativo di relax. 

"Avanti" mormorai, tirandomi su col busto. Incrociai le gambe e sentii la crocchia in testa farsi sempre più debole: sembravo un cartone animato con quella pallina bionda in testa. 

La porta bianca della mia stanza si aprì lentamente, come se la persona fuori pensava stessi dormendo. Era Seth. Aggrottai la fronte, sorpresa, e lui accennò un sorriso, mormorando poi un "buongiorno". Erano le due del pomeriggio. 

"Ciao anche a te" esclamai. 

"Passavo di qui e mi sono fermato, mi ha fatto salire tua madre" mi disse, sedendosi al mio fianco sul letto. Prima di farlo, scansò alcuni vestiti e mi rivolse un'occhiata incuriosita. "Perché tutti questi vestiti? Non mi sembra ora di un cambio stagione."

Sbuffai. "Devo andare al color party, con Alex, e non so cosa mettere."

Seth non sembrò così sorpreso quando gli dissi che ci sarei andata con il mio "vecchio" amico. Si girò verso tutte le magliette che avevo buttato sul letto e ne prese una. Era una canottiera, in realtà, e a febbraio non sarei potuta andare da nessuna parte con quel pezzetto di cotone addosso. 

"Questa con la felpa grigia che ti metti sempre? Non è male e poi ci metti quei jeans chiari che stanno appesi sulla sedia. Ma hai un armadio o lo vedo solo io?" mi suggerì. 

Scoppiai a ridere. "Non sapevo cosa mettere, così ho svuotato tutto."

"E' Alex e stai andando ad un color party, volevi metterti un vestito lungo con i tacchi?" replicò, facendo spallucce. "Anche io devo andarci. Ho chiesto a Mae di accompagnarmi ma, sai, la questione del bambino. Ha iniziato ad urlare no uno dopo l'altro, ricordandomi della gravidanza. Perché ho l'impressione che diventerà una mamma isterica?"

"Perché è solo un'adolescente?" gli feci notare. Seth sorrise, sapevo stava solo scherzando. 
"Mi ha detto che a casa la situazione con i suoi va molto meglio, come se quel pancione non si vedesse affatto. Colton la sta addirittura aiutando a scegliere il nome per il bambino. E' passato dalla fase 'non sarò padre' a 'il nome lo scelgo io perché è anche mio figlio', però sono felice, la vedo più allegra ultimamente." 

Seth annuì. "Sì, l'ho-l'ho notato anche io. Tutto merito di Colton Myers. Chi lo avrebbe mai detto, eh? Spero non gli daranno un nome troppo strano. So che Maegan va per i nomi un po' particolari e ho paura che possano chiamarlo, non so, Timothy, come il gatto di mia nonna. Tim Myers."

"E' il nome del nonno di Mae, non lo chiamerebbe mai così perché non le piace dare nomi di parenti" replicai. "Mi ha detto che Colton vorrebbe chiamarlo Jordan, Axel, Ryan oppure Evan e non ricordo gli altri nomi. Non sono così male."

Seth scosse la testa e sospirò pesantemente, come se la conversazione gli stesse pesando un po'. Avevo quasi dimenticato della sua storia con Colton, a volte tendevo a pensare di aver sognato tutto, non riuscivo a capacitarmi del fatto che fosse accaduto qualcosa davvero. Ma come potevo biasimarlo, dopo tutto quello che stava accadendo tra me ed Alex? Avrei voluto parlargli, sentire la sua versione dei fatti; volevo aiutarlo Seth, ascoltarlo, capirlo. Volevo parlare con lui di quella cosa, di Colton, volevo farlo sfogare. Sapevo che ne aveva bisogno di parlarle con una persona. Mi aveva sempre raccontato tutto, non capivo perché avesse fatto la stessa cosa con quella storia, ma non mi importava del motivo. Volevo sapere come si sentiva, come si era sentito quando Maegan ci aveva detto di essere incinta proprio di Colton. Volevo parlare con lui come due migliori amici fanno, volevo consolarlo, chiedergli della cotta che aveva avuto per Charles Crawford all'inizio dell'anno. 
Eravamo solo noi due, fuori c'era solo mia madre che, certamente, non si sarebbe messa ad origliare. 
Era il momento perfetto per farlo. 

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