It's me

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La macchina di mio padre mi passa davanti ai miei occhi tristi -come sempre- e come ogni volta che dobbiamo andare in quel luogo viscido, l'ospedale per pazzi. Ma come ripeto sempre, non sono pazza. Preferisco solo stare sola.

"Pronta tesoro?" Chiede mio padre con un gran sorriso e io annuisco solamente.

"Ti faranno solo una controllata,tranquilla tesoro" mi azzitisco.

"Domani andrai da mamma sei felice?" I miei sono divorziati da anni e quasi ogni week end devo andare da mia madre perché secondo mio padre,sono ancora una bambina sana. Ma non lo sono mai stata. Sono sociopatica dai miei 4 anni, e non sono mai stata sana mentalmente.

"Sì." Mi limito a dire.

Appena arrivati l'orologio segna le 9 del mattino.

"Signorina Thompson, mi segua" dice l'infermiera e lascio mio padre in sala d'attesa.

"Come ha passato la settimana?" Mi chiede aprendo la porta del suo ufficio.

"Normale. Come sempre." Rispondo espondendo mezzo sorriso.

"Bene. Distenditi sul lettino e dimmi cos'hai fatto questa settimana."

"Credimi, ci vorrà molto poco."

"Hai avuto contatti con esseri umani?"

"No. La fuori la gente ha una maschera. Sotto sono tutti dei mostri"

"Non sempre Emy" mi risponde tirando fuori la mia cartellina con dentro praticamente tutta la mia vita.

"Sei consapevole del fatto che forse non guarirai?"

"Sì. E ne vado fiera. Meglio stare chiusi nel mio mondo piuttosto che avere a che fare con mostri"

"Ma non tutti.." non termina la frase per il semplice fatto che sono sopra la sua scrivania a guardarla con occhi crudeli.

Ecco la mia impulsivitá.

"Senti infermiera del cazzo, a me piace stare così e tu non aiuterai gli altri e ne tanto meno me. Quindi ora tappati quella fogna che ti trovi in bocca o..ti uccido! E come sai, non ho sentimenti quindi, non avrò nemmeno il senso di colpa,vecchia di merda." Le mie mani vanno a formare un pugno e a picchiare l'infermiera.
Prima stomaco, poi viso.
Vendetta per tutte quelle volte che mi hai messo in isolamento,troia.

Noto del sangue sulla bianca scrivania ed esco da quella merda.

Vengo inseguita da papà che violentemente mi prende le mani e inizia ad urlarmi.

"Sei il degrado della famiglia. Perché ci sei? Era meglio rinchiuderti in manicomio! Meriti di soffrire."

"Oh papà..credi seriamente di farmi stare male? No!" Gli urlo addosso e lui mi da uno schiaffo fortissimo da farmi cadere a terra.

"Sei un mostro di merda" mio papà non mi aveva mai detto certe parole.

"Emy Thompson è pazza" dice un signore da dietro e con lo sguardo lo fulmini facendolo abbassare lo sguardo.

"Tu resti qui." Dice mio padre allontanandosi.

"Ciao." Sale in macchina e se ne va.

Cammino per un po' senza meta poi avviandomi a casa.

"Ecco. Questa è la mia vita e come si può vedere è poco sociale" ripeto tra me e me a bassa voce.

Psychopatich  [E.P.] Donde viven las historias. Descúbrelo ahora