CAPITOLO 2.3 - LA SPERANZA DI UNA CHIAMATA

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Il prossimo aggiornamento sarà domani alle 21:00. Da oggi in poi ho intenzione di provare ad aggiornare questa storia tutti i giorni con dei capitoli più brevi.

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Harry quella sera aveva in programma di andare a mangiare una pizza con la sua ragazza e poi di raggiungere il resto dei loro amici in discoteca.

Aveva passato tutto il giorno a pensare a Crystal; era sempre stata nei suoi pensieri. Decise di non passare a prenderla a scuola, non perché non potesse o non avesse voglia. Non si sentiva all'altezza di quella ragazza. Anche se aveva passato con lei solamente pochi minuti, aveva capito che era una ragazza d'oro e diversa da tutte quelle che aveva avuto. Non si sentiva il ragazzo giusto per lei, non avrebbe saputo amarla come avrebbe meritato. In passato aveva fatto degli errori e qualcuno di questi errori li stava ancora facendo. Sapeva anche che lei sarebbe stata la sua rinascita, ma non voleva nemmeno che il suo mondo fatto di tenebre eclissasse il suo fatto di luce.

Harry si preparò. Andò a farsi una doccia. Dopo sotto il consiglio di suo fratello maggiore, scelse i vesti migliori che aveva nel suo armadio. Si vestì. Si andò a fare la barba, lasciandosi un po' di basette sui lati. Lo sapeva che un accenno leggero di barbetta lo rendeva più affascinante. Si pettinò i capelli e dopo, si creò un acconciatura con il gel. Si guardò allo specchio e si rese conto d'essere proprio uno schianto. Appena finì di prepararsi, uscì di casa, ma dovette rientrare perché si era dimenticato il regalo che aveva comprato per la sua ragazza Virginia. Non è che fosse il suo compleanno o il loro anniversario, glielo fece solo per il gusto di farlo. Era un regalo molto prezioso.

Ci pensò molti giorni per scegliere il regalo giusto per lei; non aveva gusti difficili, ma avrebbe voluto che il regalo la lasciasse a bocca aperta una volta aperto.

Prese la sua moto dal garage per andare a casa della sua ragazza. Virginia era una ragazza solare e gioiosa. Non era molto brava a scuola, ma Harry le dava volentieri una mano a studiare ogni volta che poteva o ogni volta che non era impegnato con i suoi compiti.

Appena arrivò a casa di lei, scese dalla moto e si tolse il casco.

Suonò il campanello e si avvicinò alla porta salendo alcuni gradini della scala. La madre di Virginia gli apri la porta.

«Deve finirsi di preparare. Gli ci vorrà un quarto d'ora». Gli disse.

«No, non ti deve preoccupare io sono venuto con qualche minuto d'anticipo».

«Sei davvero carino vestito così, mia figlia rimarrà senza parole». Gli disse con un sorriso.

«Lo spero ci ho messo un'oretta per prepararmi così. Mentre l'aspetto mi riposo. Se mi addormento mi puoi svegliare?».

«Sì».

Harry chiuse gli occhi ma non riuscì a dormire. Gli rivenne in mente l'immagine dell'incidente. Vide Crystal schiacciata sotto quel motorino. Il volto sofferente di Crystal. La paura che aveva negli occhi e le lacrime che le cadevano lentamente da quegli occhi spendi e profondi. E soprattutto gli ritornò in mente il momento in cui la stava per baciare. Cercò di levarsela dalla testa, ma non ci riusciva. Stava uscendo con Virginia e non poteva pensare a Crystal. Anche se si stava sforzando con tutte le sue forze, non riusciva a levarsela dalla mente e ogni volta che pensava a lei, sentiva sempre di più la sua mancanza. L'importate era che Virginia, non si accorgesse che Harry stava pensando ad un'altra ragazza. Fino a ora, non se ne era mai accorta, perché Harry era diventato bravo a nascondere i suo pensieri a chi aveva davanti.

Aveva promesso a Crystal che l'avrebbe richiamata, ma non l'aveva fatto. Una parte di lui, l'avrebbe voluta richiamare, ma l'altra si sentiva in colpa verso la sua ragazza, Virginia.

Passarono più di dieci minuti e quando sentì un rumore familiare, aprì gli occhi. Capì che Virginia stava scendendo le scale e che quindi era finalmente pronta.

Gli andò in contro e l'abbraccio stringendola al suo petto. all'improvviso, si rese conto di non provare le stesse emozioni di quando aveva tenuto in braccio Crystal. Dopo qualche istante, s'allontano da lei. Fece qualche passo indietro e la squadrò dai piedi alla testa. Rimase sena parole. Non sapeva cosa dire da quanto si era fatta bella.

Indossava un vestito bianco, con le spalline e con un lungo spacco sia davanti che dietro. Ai capelli aveva fatto un acconciatura strana, rendendoli molto ricciolosi. Aveva un giacchetto nero per coprirsi le spalle e una borsa bianca con le tasche nere.

«Sei bellissima!». Le disse.

«Anche tu!».

Uscirono di casa. Virginia andò a prendere il casco in garage, dopo lo raggiunse e salì sulla moto. Appena arrivarono in pizzeria. Scesero di moto e si poterono finalmente baciare. Virginia non gradiva che Harry la baciasse in casa quando c'erano i sui fratelli e i suoi genitori, perché la metteva in imbarazzo. Harry non era mai stato d'accordo con questa sua decisione, ma comunque l'accettava.

Nel frattempo, Harry era in discoteca con i suoi amici e la sua ragazza. Quella discoteca era molto lontana dal locale con il biliardo dove erano andati Lore e Sebastin. Era già da un po' che Harry non andava tanto d'accordo con la sua ragazza, era molto pensieroso e con la testa tra le nuvole. In quel momento, mentre beveva il suo drink, pensava a Chrystal.

Prese il cellulare dalla tasca dei pantaloni, per chiamare Crystal e invitarla a uscire come amico; ma quando si mise le mani in tasca per cercare il foglietto sul quale lei gli aveva scritto il suo numero, non lo trovò e si ricordò che quei pantaloni dove c'era il numero erano finiti in lavatrice.

"Speriamo che mi chiami è veramente carina, anche se credo di non meritarmela". Penso fra se.

Ma chi voleva prendere in giro, non sarebbe mai riuscito a essere solo un suo amico. Era rimasto affascinato da lei, fin dal primo momento in cui l'aveva incontrata.

"È una ragazza speciale e forse, non sono all'altezza di lei. Si merita accanto qualcuno migliore di me". Pensò nuovamente tra se e se.

«Hai pensieri?, ti vedo strano?». Gli chiese un suo amico.

«No, sono solo stanco». Disse per tagliare il discorso.

Mentre pensava a Crystal, vedeva la sua ragazza divertirsi e ballare. Dopo, le s'avvinò e gli allungò una mano per invitarlo a ballare.

«Andiamo a ballare e scusa se prima abbiamo litigato di brutto». Gli disse.

«Andiamo a ballare, ti ho già perdonata». Lo trascinò, verso il palco.

Andarono a ballare, lui, era lì con il corpo, ma non con la mente, perché pensava a Crystal. Ballarono per un po' di tempo, ma lui aveva la testa da un'altra parte. Lei se accorse, ma non gli disse niente. Dopo, Harry portò la sua ragazza a casa e poi, anche lui tornò a casa.

Quella sera non riuscì a prendere sonno, perché non sapeva se era giusto conoscere Crystal. E non sapeva se era giusto al tempo stesso, lasciare Virginia, visto che le cose tra loro non andavano tanto bene.

Anche Crystal non riusciva a chiudere occhio, per questo decise che doveva fare un tentativo, per riuscire a capire come contattare Harry. Andò al computer, che era sempre acceso e cercò il cognome del primario dell'ospedale. Sarebbe stato un gioco da ragazzi trovarlo, le bastava soltanto fare qualche ricerca su Google. Per fortuna, dopo qualche minuto riuscì a trovarlo. Ora sapeva come faceva di cognome; le sarebbe bastato aggiungerlo come amico su Facebook, per iniziare a parlarlo con lui e magari, chiedergli di uscire; ma decise che lo avrebbe fatto il giorno successivo, era troppo stanca.

Anche se si sentiva molto stanca e i suoi occhi erano appesantiti dal sonno, non riusciva dormire, perché pensava a Harry e aveva paura che lui non provasse i suoi stessi sentimenti; ma alla fine, tutti e due s'addormentarono.

After You Alive - Harry Styles #Wattys2017Leggi questa storia gratuitamente!