Capitolo 6

1 0 0

Derek è proprio fermo all'entrata del palazzo di Matt, rapidamente mi metto gli occhiali da sole, e lego i capelli in una crocchia scomposta, sembra stia aspettando qualcuno, si guarda intorno ed ora ha spostato lo sguardo in alto.
È sceso Matt, credo sia venuto a cercarmi qui, mi conosce meglio di ciò che penso, e ha intuito che sarei potuta venire qui da lui.
Continuano a parlare, Matt ha indicato l'entrata, forse vuole far vedere a Derek che non ci sono in casa, convincerlo che lui non gli sta raccontando una marea di palle per nascondermi.
Sta guardando l'orologio, segno che deve andare via, stringe la mano di Matt, ok se ne va, sale su una macchina, mette in moto, viene verso di me, abbasso lo sguardo e comincio a camminare con non chalance, mi passa proprio accanto, io sono sul marciapiede, faccio finta di nulla, scorre via, non mi ha notata.
Respiro di nuovo, sono salva.

"Matt ... Matt aspetta! Che voleva lui qui?"

"Lo hai visto vero?"

"Ero alla fine della strada, mi è passato accanto e non mi ha nemmeno notata! Che ti ha detto?"

"Mi ha detto se avevo tue notizie, se sapevo dove fossi"

"E tu?"

"Gli ho detto che non ti sento da tre mesi, che l'ultima volta ti ho vista in aeroporto quando sei partita!"

"Ci ha creduto?"

"Suppongo di si, non mi teme, non lo ha mai fatto, ha sempre vinto lui con me, quando si trattava di te!"

Colpita e affondata.

"Ma ho visto che gli hai fatto il gesto di entrare!"

"Sì, gli ho chiesto se voleva un caffè, in casa!"

"Beh menomale che non lo ha fatto, su ci sono i miei vestiti, il telefono!"

"Ma io l'ho fatto apposta, invitarlo a salire in casa, con tutta tranquillità, era il segno che non avevo nulla da nascondere, quindi se aveva minimamente il dubbio che tu fossi in casa nascosta, se l'è tolto subito"

"Stai facendo molto per me, e non credo di meritarlo"

"Andiamo a fare la spesa, dai, com'è andata con Reston?"

"Bene, come volevo che andasse, trasferimento ottenuto, il tempo di fare le carte e posso andare in California!"

"Perfetto!"

Lo dice senza essere troppo convinto.

"Pensi stia sbagliando tutto vero?"

"No ... Carpenter non ha mai capito un cazzo di te"

"Mi ha lasciata libera sempre di fare ciò che volevo"

"È meglio andare, ti va ancora di accompagnarmi?"

"Assolutamente si!"

Nel pomeriggio sono rimasta sola, Matt si è finalmente deciso ad andare in palestra, ed io mi sono decisa a fare i conti con ciò che ho perso nei tre mesi che ero in Etiopia, ho acceso il PC di Matt e ho cercato più informazioni possibili su Derek e Lucinda.
I giornali hanno parlato di crisi della coppia almeno fino a un mese dopo la mia partenza, ma né da Derek, né da Lucinda sono uscite parole ufficiali.
Io ho sentito Derek l'ultima volta più o meno nello stesso periodo, e mi aveva confermato che amava me, e che con Lucinda aveva chiuso.
Ma poi le cose sono cambiate, nel mese successivo, eccoli di nuovo insieme a cena fuori, e un articolo parla proprio di convivenza, correlato da foto di Lucinda col suo autista e una vagonata di bagagli al seguito.
Successivamente la notizia della gravidanza, da li un ossessione dei fotografi verso Lucinda, verso la sua pancia, verso il fatto che sta ingrassando.

TEMPEST IIILeggi questa storia gratuitamente!