Leaving

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Lauren's pov.

Mi stiracchiai sbadigliando e aprii lentamente gli occhi. La luce che filtrata attraverso le tapparelle delle finestre mi cadeva esattamente sul viso impedendomi di continuare a dormire. Mi rigirai nel letto per poi allungare svogliatamente una mano sul mio comodino e tastarlo alla cieca fino a riconoscere la forma del mio cellulare, lo presi e me lo portai davanti al vis premendo il tasto di sblocco. Lo screen si illuminò facendo apparire il mio blocco schermo. Sorrisi. L'immagine che avevo davanti mi faceva sempre sorridere, amavo quella foto perché era un mix prefetto di spontaneità e divertimento. Era un selfie mio e di Camilla, la mia migliore amica. Era stato scattato qualche ora prima del concerto a Dallas, quel giorno avevamo spaccato di brutto e i nostri fan ci avevano fatto degli applausi lunghissimi. A dir la verità ricordo veramente poco di quella sera, ma l'unica cosa che non scorderò mai sarà la presa salda della mano di Camilla sulla mia. La sua pelle era così soffice e calda, infondeva calma e coraggio, mi fece sentire protetta.
Alzai lo sguardo fino ad incrociare l'ora sullo schermo del telefono: 07.30.
Spalancai gli occhi di botto e mi scoprii scendendo dal letto rapidamente per poi girarmi ancora verso di esso e trattenere una risata; Camila stava ancora beatamente dormendo anche in una posizione leggermente strana: il braccio destro le passava sotto il corpo, posto con la pancia sul materasso, mentre l'altro era intento a soffocare il mio peluche di Mike Wasonsky, la palla verde monocchio di Monsters & Co. Le gambe erano arrotolate tra le coperte e la testa era ficcata sotto il cuscino. Restai ad osservarla qualche momento per poi allungarmi nuovamente sul materasso e spostarle il cuscino lontano dal viso. I capelli neri e lunghi ricadevano disordinatamente sul lenzuolo, mentre l'espressione sul suo viso era buffa e corrucciata. Chissà cosa stava sognando. Le sposta delicatamente una ciocca di capelli dall'orecchio e mi avvicinai.

-Camz, svegliati. Terra chiama Camz rispondete.-

La sentii mugugnare qualcosa e girarsi dalla parte opposta. Osservai di nuovo l'ora: 07.40. Cazzo era veramente tardi.
Sbuffai divertita e mi stesi sopra di lei per raggiungerla nuovamente, questa volta parlai alzando leggermente il tono della voce per riuscire a svegliarla.

-Karla Camila Cabello siamo in ritardo. Muovi il culo o ci lasciano qui.-

Nessuna risposta. Sospirai e mi alzai per andare in bagno a prendere un bicchiere d'acqua da tirarle, con lei ogni volta bisognava ricorrere all'artigliria pesante. Tornai in stanza con il bicchiere pieno fino all'orlo e proprio mentre stavo per rovesciarglielo sulla testa sentii la sua voce leggermente ovattata dal materasso.

- Lauren Michelle Jauregui se provi a rovesciare quel coso ti uccido la vita.-

A quelle parole trattenni una risata e inclinai il bicchiere facendo cadere parte del contenuto sulla sua maglietta. Sentii un gridolino acuto e la vidi alzarsi di botto con tutti i capelli arruffati sul viso.

-TU. inizia a correre.-

Mi guardò assottigliando gli occhi e prendendo in mano il cuscino, in un secondo capii e il sorriso scomparve, mi girai e iniziai a correre. Lei mi seguì correndo e cercando di prendermi a cuscinate; arrivammo in cucina esauste ridendo entrambe.

-Tu prima o poi finirai per uccidermi...-

Dissi tentando di riprendere fiato dopo aver corso per mezza casa e aver affranto anche le scale per scendere al piano terra. Presi due tovagliette di plastica e le misi sul tavolo mentre lei, passandomi accanto, andò a prendere il pane dalla credenza. Per un frazione di secondo il mio sguardo cadde sul suo corpo, era perfetto. Aveva una silhouette longilinea con delle curve perfette. Arrossii distogliendo immediatamente lo sguardo.

- Io?! Tu persona mi hai fatto la doccia Alle sette e mezza di mattina! Ho tutto il diritto di ucciderti.-

Disse ridendo mentre posava il burro e la Nutella sul tavolo di legno. Risi alla sua battuta e mi sedetti a tavola per poi versare nelle due tazze che avevo in mano un po di latte e caffè. Nel frattempo Camila mi si era seduta di fronte e stava spalmando del burro su una fetta di pane.

-Per colpa tua faremo tardi...di nuovo. Perché ci ostiniamo a fare i pigiama party se poi la mattina seguente dobbiamo partire?-

Le porsi la tazza e quando le sue dita sfiorarono le mie dei piccoli brividi mi percorsero la schiena.

Camila's pov.

Mi piaceva stare in compagnia di Lauren. Lei riusciva a farmi stare bene, a farmi sentire a casa. Sempre.
Finimmo rapidamente di mangiare e incartammo qualche fetta di pane per poi riporre sia esse che la Nutella in un sacchetto di plastica. Mi si illuminò il telefono, lo presi e premendo il tasto centrale lo sbloccai, c'erano sei messaggi whatsapp:
1. Da Dina
2. Dal Manager
3. Da Austin
Decisi di leggere prima quello di Dina, così cliccai sulla casella con il suo nome e lessi il contenuto del messaggio. Solitamente prima di una partenza ci riunivamo per stare tutte assieme, ma questa volta, dato che Ally era tornata il weekend dai suoi genitori, avevamo optato per tante serate separate. Allegate al messaggio vi erano un paio di foto che lei, Normani e un altro paio di ragazze si erano scattate dal Giapponese.
Sorrisi e selezionai Snapchat per poi scattare una foto a Lauren mentre stava di spalle a lavare le tazze nel lavandino. La inviai sia a Dina, che ad Ally che a Norman. Prima di chiudere l'applicazione restai per qualche secondo ad osservare la foto e la vera lei, passando lo sguardo tre o quattro volte dall'una all'altra. Aveva un corpo bellissimo. Non che non ci avessi mai fatto caso, anzi, ma in quel momento con il tutone a pois del pigiama era veramente bella. Mentre pensavo a ciò mi alzai e mi avvicinai a le per poi passarle le braccia attorno ai fianchi e stringerla. La sentii sussultare quasi impercettibilmente, un piccolo sorriso si fece strada sul mio volto. Le scostai i capelli dalla spalla e vi ci appoggiai il mento.

- Hey Lolo, vado su a lavarmi così poi hai il bagno libero.-

La sentii annuire e mi staccai da lei, controvoglia. Quella ragazza aveva un profumo stupendo e starle vicina mi metteva sicurezza, oltre che buon umore. Uscii dalla cucina e iniziai a salire le scale,in pochi secondi sentii Lauren salire dietro di me e mi girai a guardarla. I suoi occhi occhi smeraldo si puntarono nei miei paralizzandomi, sapevo di dovermi muovere ma rimasi ferma ad osservarle gli occhi...erano così profondi e lucenti che ogni volta che la luce ci si rifletteva li faceva sembrare di fuoco. Rabbrividii al pensiero di quegli occhi e trovai la forza di staccarmi dal suo sguardo magnetico, feci per salire lo scalino seguente mentre lo urtai e caddi. Feci un grido quasi impercettibile chiudendo forte gli occhi aspettandomi di colpire il legno ma, con mio grande stupore, questo non avvenne. Riaprii gli occhi e sentendo una presa sui fianchi mi gira e vidi Lauren accanto a me sorreggeremi.

-Vedi di stare attenta o finisci per non partire nemmeno! -

Disse ridendo mentre si distanziava nuovamente da me. Io ripresi l'equilibrio ed arrivai in bagno.
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Circa mezz'ora più tardi ero sulla soglia con la mia valigia e lo zaino ad aspettare che Lauren scendesse.

-LAUREN JAUREGUI MUOVITI O CI MOLLANO QUI SUL SERIO!-

Urlai per poi vederla apparire in cima alle scale. Iniziò a scendere goffamente, portava dei leggins neri e una felpa nera della Bulldog abbinata ad un paio di converse bianche basse. Sorrisi e le diedi una mano a fare gli ultimi scalini, salimmo in macchina e partimmo.

Damn It. //CamrenLeggi questa storia gratuitamente!