22 || San Pedro de Atacama

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L'aereo atterrò sul suolo cileno con un brusco sobbalzo e Perla si svegliò di soprassalto dal sonno che l'aveva sopraffatta non appena si era seduta sul sedile scomodo e rigido di quel piccolo velivolo. Dopo un viaggio di circa undici ore, durante il quale non era praticamente riuscita a chiudere occhio a causa dei troppi pensieri che le frullavano in testa, avevano fatto scalo all'aeroporto di Santiago del Cile; poi avevano preso un piccolo aeroplano locale che li aveva portati a Calama - El Loa in un paio d'ore. Le sarebbe piaciuto restare sveglia per guardare dal finestrino il paesaggio cileno, ma la stanchezza aveva vinto e si era addormentata profondamente poco dopo il decollo.

«Ben svegliata.»

Perla si girò e incrociò lo sguardo Tyler. Dagli occhi piccoli e arrossati e dai segni rossi che aveva sulla guancia, era chiaro che anche lui si fosse appena svegliato da una breve dormita, e le profonde occhiaie mostravano quanto fosse stravolto a causa delle poche ore di sonno.

Gli rivolse un lieve sorriso, poi spostò lo sguardo fuori dal finestrino e vide che l'aereo aveva iniziato a rallentare. Osservò con interesse il paesaggio che circondava l'aeroporto, ancora incredula di essere arrivata in Cile. Sebbene avesse mille paure a riguardo, non vedeva l'ora di affrontare quel viaggio e il pensiero di poter visitare nuove città e conoscere persone nuove, persone con le quali condivideva la fortuna di poter usare la magia e dominare un Elemento della Natura, la mandava completamente su di giri. Insieme all'entusiasmo e alla paura di dover portare a termine un obiettivo molto importante come quello che le era stato affidato, però, vi era anche la nostalgia di casa: il suo pensiero volava spesso verso suo padre e i suoi amici; si chiedeva di continuo che cosa avrebbe fatto John da solo, aspettando il giorno in cui lei sarebbe tornata, e se Sam l'avrebbe mai perdonata per non averle detto la verità. Si domandava inoltre che cosa avrebbero pensato i suoi compagni di scuola non vedendola andare alle lezioni per tanto tempo. Aveva provato a chiedere a Tyler qualcosa in merito e lui le aveva semplicemente risposto che c'era qualcuno che si sarebbe occupato della faccenda. Aveva provato a chiedergli chi fosse questo qualcuno, ma il ragazzo le aveva detto che non poteva dirglielo e non aveva aggiunto altro.

L'aereo aveva finalmente arrestato la sua corsa. Dopo qualche minuto dall'atterraggio il segnale luminoso delle cinture di sicurezza si spense, e mentre dall'interfono il pilota annunciava di essere arrivati a destinazione e augurava ai passeggeri un piacevole soggiorno in Cile, le persone a bordo iniziarono man mano ad alzarsi, prendere il proprio bagaglio a mano dall'apposito vano sopra le loro teste e precipitarsi fuori dall'aereo. Quando la folla di passeggeri iniziò a defluire, Tyler, Perla e i loro tre compagni di viaggio si alzarono e scesero dal velivolo. Recuperarono i loro bagagli e uscirono dall'aeroporto, avvertendo subito sulla loro pelle la calura esterna, tipica di quel posto. Nonostante fossero solamente le quattro e mezza del mattino, la temperatura era torrida e secca, e rendeva quasi difficile respirare.

Perla si guardò intorno, cercando un chiaro segno che le ricordava di non trovarsi più negli Stati Uniti, bensì in Cile; tutto quello che vedeva, però, era l'enorme parcheggio che circondava l'aeroporto, con taxi e pullman pieni di gente pronta a partire per chissà dove.

«Sai come si chiama il tizio che ci porterà a San Pedro, vero Scott?» chiese Tyler, togliendosi la giacca. Scott aveva detto loro che sua nonna Inés conosceva una persona che abitava in Cile che le doveva un favore, e che dopo una sua breve chiamata il mattino precedente non aveva esitato un attimo e aveva accettato di buon grado di dare loro un passaggio dall'aeroporto fino a San Pedro de Atacama.

«Mi credi forse uno stupido?»

«Credo tu sappia già la risposta.»

«Ah, ah, sei davvero simpatico» rispose sarcastico il ragazzo. «Comunque è il signor López. È proprio là, guarda. Vicino a quella specie di mini van azzurro.»

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