Renaissance

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I fiocchi di neve si posano leggeri, candidi e soffici sul terreno, sul lampioni, sui balconi e sui passanti che, frenetici, camminano per le strade di New York, ognuno con i propri pensieri, i propri dubbi, i propri segreti.
Come me.
Non mi distinguo nella massa di persone incappucciate, semplicemente una tra tante, con le mani seppellite nelle tasche e la testa china, a guardare la neve posarsi e bagnare con la grazia di una ballerina classica le punte dei miei anfibi neri, un regalo di dieci anni prima.
Risistemo velocemente la borsa sulla mia spalla, una pesante cartella piena di libri, sentendo l'aria gelida far pizzicare la mia mano e renderla rossa, finchè non arrivo davanti alla biblioteca, un enorme edificio dall'aria antica che sembra incutere timore a coloro che la guardano, ma che io percepisco come casa.
Non a caso la sento come casa mia, in fin dei conti passo la maggior parte del mio tempo lí dentro, quando non sono a scuola o a fare ripetizioni, con il volto seppellito nei manuali di storia.
La storia è l'unica costante che ho in una vita fatta di variabili, la mia migliore amica, fedele compagna di giornate tristi e buie, di sentimenti cupi e distrazione dai costanti litigi con mia madre.
La storia ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella mia vita, accompagnandomi come una madre che prende per mano la propria figlia, accompagnandola nell'infanzia.
Nulla mi è mai importato nella mia vita, nè gli amici, nè gli affetti, nè tantomeno l'avere una vita sociale o sentimentale, al di fuori della storia, ma tutto questo è stato prima che la mia vita venisse completamente ribaltata da un paio di occhi azzurri ed un'anima massacrata dalla tristezza.

Renaissance || Luke Hemmings Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora