La mattina dopo mia madre mi svegliò alle otto per ricordarmi che c'era il compleanno di Avery.
Così iniziai la giornata in un modo più che pessimo: mia madre avrebbe potuto ricordarmi del compleanno anche alle undici, ma svegliarmi alle otto - di domenica, poi - mi sembrava un tantino esagerato. Certe volte pensavo si preoccupasse troppo per me, anche se era mia madre e magari io l'avrei capita vent'anni più tardi. 

Feci quindi una ricca colazione e indossai un jeans e un maglioncino. Anche Alex mi aveva scritto, come se io avessi perso la memoria e rimosso il compleanno di sua sorella dalla testa. Mi aveva ricordato di andare da lui perché voleva un aiuto a cucinare, diceva che avrebbe dovuto dimostrarmi quanto bravo fosse diventato. La verità era che non ci credevo affatto. Da quello che ricordavo, quando eravamo piccoli avevamo sempre creato impiastri mentre sua madre preparava sempre dolci decisamente più mangiabili rispetto ai nostri intrugli di latte, farina e cioccolato. 

Avevo comprato ad Avery un completo formato da gonna e maglietta, lei adorava quel genere di cose, quindi sapevo che così sarei andata sul sicuro. Uscii di casa dopo aver preso il regalo. La porta di casa Wade era già aperta e sentivo la madre di Alex urlare qualcosa al figlio; sembrava stesse ancora dormendo quando io mi ero svegliata alle otto per andare a quel compleanno che, tra l'altro, iniziava alle due e mezza. 

"Hayley! Mio figlio si è riaddormentato, perdonalo" mi disse Natalie, quando entrai in casa. Posai il regalo sul divano e le accennai un sorriso. "Non fa niente. Alex è fatto così. Mi ha sorpreso ricevere un messaggio alle nove, in realtà. Era troppo strano." 

"E' carino da parte tua aiutarlo a preparare la torta per Avery. Lei è da sua nonna, stanotte ha dormito lì perché non voleva vedere cosa avremmo preparato per questo pomeriggio" mi spiegò. In effetti, non capivo come avremmo preparato la torta di Avery con lei in casa. Era una bambina che cercava sempre di ottenere ciò che voleva, molto testarda e a volte arrivava ad essere addirittura capricciosa. A quattro anni protestava sempre per cucinare con sua madre, se mi avesse visto cucinare con suo fratello avrebbe voluto mettersi in mezzo e Alex non ha moltissima pazienza, specialmente quando sua sorella rompe per fare ciò che i "grandi" stanno facendo. Avery era sempre stata così e finiva sempre con il litigare con suo fratello. 

"Mi piace cucinare" buttai lì, sorridendo nervosamente. Lanciai un'occhiata alle scale, di Alex nessuna traccia, ma sentii l'acqua iniziare a scorrere, segno che si stava facendo una doccia o semplicemente sciacquando la faccia. Mi sedetti su uno sgabello in cucina quando mi accorsi di avere una chiamata persa da Maegan e altri due messaggi sempre da parte sua. 

Quindi oggi non esci con me e Seth? Diceva il primo. 

Non ho capito perché, comunque; diceva invece il secondo. 

Lunga storia, ti spiego più tardi, le risposi. Lanciai un'occhiata al salotto: Natalie mi aveva detto che sarebbe andata a fare la lavatrice ma ancora non era tornata. Sentii qualche urlo provenire dal piano di sopra, probabilmente si era messa a rimproverare Alex. Sentii lui ribattere, balbettando qualche volta e con la voce ancora impastata dal sonno, come se si fosse svegliato da soli cinque minuti. Scoppiai a ridere quando lo sentii protestare su qualcosa che non capii di preciso, ma avevo sentito il nome di Colton, di quello ne ero sicuramente. Sentii Alex imprecare, stava scendendo le scale e borbottava tra una parolaccia e l'altra. 

"Buongiorno" mi disse, entrando in cucina. Aprì il frigorifero, prese il latte e ne versò un po' in una tazza. 

"Buongiorno anche a te" risposi, girandomi verso di lui. Sì, si era appena fatto una doccia. Quando mi era passato accanto mi era arrivato un buon profumo di bagnoschiuma alla vaniglia e i capelli scuri erano ancora leggermente bagnati. Inzuppò qualche biscotto dentro il latte nonostante questo non fosse caldo. Il suo sguardo passava da me, alla stanza intera e al pavimento. 

StitchesLeggi questa storia gratuitamente!