Quel sabato mattina avrei dovuto incontrare Nate da Steps, il bar davanti il campetto da basket dove ci eravamo scambiati il numero. Avevo finalmente preso il coraggio di scrivergli senza l'aiuto di qualsiasi persona. Quella settimana sembrava essere volata, come del resto quei mesi. Eravamo già a novembre, Maegan ed io avevamo riallacciato i rapporti  così in fretta che sembrava non avessimo mai avuto nessun problema tra di noi. A volte mi dimenticavo facilmente della sua gravidanza e così anche Seth; comunque per noi non era un problema e lei stava cercando un modo per poter parlare bene anche con i suoi genitori senza ottenere sguardi deludenti. Non avevo neanche aperto bocca più con Colton. Quando lo incrociavo nei corridoi, lui fingeva di non guardarmi e  si girava dall'altra parte, come se adesso fosse lui ad avere paura delle mie parole e il che suonava veramente strano. 
Alex lo vedevo ogni mattina, ogni pomeriggio. Il giorno prima aveva provato a chiedermi un passaggio per andare a scuola insieme ma io avevo gentilmente rifiutato e, stranamente, lui non aveva neanche insistito più di tanto. 

Entrai da Steps leggermente nervosa. Mi guardai intorno; faceva davvero caldo in quel posto, per questo fui costretta a togliere il piumino di dosso. Avanzai verso il bancone, avrei potuto provare a chiedere alla barista se avesse visto Nate, sapevo che si conoscevano abbastanza. 

"Hayley." Sentii invece chiamare, non appena buttai le braccia sul bancone in attesa di qualsiasi ragazzo. Mi girai di scatto quando sentii pronunciare il mio nome e trovai subito la persona che mi aveva chiamata. Nate era seduto ad un tavolino poco distante dalla porta d'entrata, appoggiato al muro, ed io non me ne ero neanche resa conto. Era uno di quei tavoli alti, con due sgabelli uno difronte l'altro, colorati e a pois. Sorrisi e lo raggiunsi subito, sedendomi al volo sullo sgabello evitando di fare figuracce. 

"Ciao" mormorai, accennando un sorriso più che imbarazzato. 

Nate ricambiò e si passò una mano fra i capelli; era evidente che nessuno di noi due sapesse cosa dire. L'unica cosa che riuscivo a sentire erano le voci dei ragazzi seduti al tavolo accanto, che stavano parlando di una partita di hockey alla quale avrebbero assistito il giorno dopo. Io, invece, sarei dovuta andare ad un compleanno e in fondo non ne ero così entusiasta. 
Feci scivolare le braccia sopra il tavolo rosa, quel posto aveva dei colori assurdi. Notai che Nate aveva ordinato un caffè, probabilmente era lì da un po' di tempo ma io ero sicura di esser arrivata in orario. Per sicurezza, mi girai per controllare l'orario scritto sull'orologio appeso alla parete opposta. 
No, era Nate ad essere arrivato in anticipo. 

"Tutto bene? Come va a scuola?" mi chiese, finendo quindi il suo caffè. 

Annuii. "Tutto bene. Sono successe varie cose, in realtà, ma non so se posso raccontartele perché riguardano Maegan. Io, come al solito, niente di interessante, ma ieri ho preso A+ in spagnolo."

Nate ingrandì gli occhi meravigliato. "Però. Io non capivo una parola di spagnolo, quando andavo a scuola. Ancora mi chiedo perché ho scelto di frequentare quel corso. Fortuna che ora sto lavorando in arte! Sì, comunque, neanche la mia vita è un granché ultimamente. Sempre le stesse cose, a dire il vero. Due sfigati, eh?" 

"Abbastanza" risposi, scoppiando a ridere. "Non ti avevo chiamato per parlare di scuola, in realtà." Aggiunsi, tornando seria. "Mi dispiace per quella volta. Non avrei dovuto farlo, non avrei dovuto lasciare che tu mi baciassi e non avrei dovuto correre via in quel modo senza farmi sentire per un po' di tempo."

"Neanche io mi sono fatto sentire" replicò, scrollando le spalle. "Va tutto bene, Hayley. Avrei dovuto capirlo ma ho voluto provarci comunque e quando tu la prima volta non hai fatto nulla, ho pensato 'ehy, magari le piaccio'. Non voglio venire a farti una ramanzina, so che ti piace quel tuo vicino di casa, Adrian? Come si chiama? Ah, Alex. So che è sbagliato ciò che tu stai facendo, perché, da quanto mi hai raccontato, non hai proprio un bel passato con lui e... è sbagliato dirti che, secondo me, non ti merita?"

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