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Lovett

Stavamo per immergerci nell'Oceano Atlantico dove, come tutti ben sappiamo, alle ore 2:30 del mattino del 15 Aprile 1912 affondò la "nave dei sogni" e soprannominata anche l' "inaffondabile" Titanic. Beh, cercavamo proprio quella nave perché sono super convinto che "il cuore dell'oceano" si trovi all'interno di quella fottutissima nave.

Lewis Bodine: "Tredici metri. Dovresti vederla."
Brock Lovett: "Okay, portalo su, vai oltre il parapetto di prua. Okay, Mir 2, stiamo superando la prua. Rimanete vicini."
Mir 2: "Ci avviciniamo alla vostra sinistra."
Lovett: "Okay, silenzio. Registriamo. Vederla uscire dal buio come una nave fantasma... mi fa sempre un certo effetto. È doloroso vedere il triste relitto della grande nave adagiato qui, dove toccò il fondo alle ore 2:30 del mattino del 15 aprile 1912, dopo il suo inarrestabile... sprofondare negli abissi."
Bodine: "Certo che ne dici di stronzate, capo, ah, ah!"
Lovett: "Eh, eh! Squadra sei, eccoci di nuovo sul ponte del Titanic, due miglia e mezzo di profondità, 3.821 metri. La pressione esterna è di 3.571 chilogrammi per centimetro quadrato. Questi oblò sono spessi 23 centimetri e se partono sarà sayonara in due microsecondi. Va bene, basta con queste stronzate. Poggialo sul tetto dell'alloggio ufficiali come ieri. Okay, Mir 2, stiamo atterrando proprio sulla grande scalinata. Siete pronti a lanciare il veicolo?"
Mir 2: "Sì, Brock, lancio Dunkin. Vai, Charlie."

Charlie: "Avanza lentamente, mi raccomando. Massima attenzione. Adesso tesa il cavo."
I membro equipaggio: "Tesa il cavo.", lo ripeterono in continuazione, finché non li zittii.
Lovett: "Sì, ricevuto, okay. Andate giù e superate l'apertura di murata della prima classe. Dovete mettervi al lavoro nella zona reception del ponte D e nella sala da pranzo."
Mir 2: "Okay, Brock, stiamo scendendo lungo lo scafo."
Bodine: "Tesa il cavo."
Lovett: "Okay, va bene, adesso a sinistra, sinistra, sinistra, sinistra!"
Bodine: "Okay, okay, più a sinistra. Sì, ricevuto."
Lovett: "Mata Hari al lavoro. Stiamo scendendo lungo le scale. Okay. Lewis, scendiamo al ponte B. Okay, ecco. Ponte A... Ponte B: entra qui."
Bodine: "Okay."
Lovett: "Attenzione all'intelaiatura. Attenzione all'intelaiatura, attenzione, attenzione!", dissi tutto ansioso.
Bodine: "La vedo, la vedo, è tutto a posto."
Lovett: "Portalo giù, portalo giù, portalo giù!", ero fin troppo ansioso.
Bodine: "Andiamo benissimo, andiamo benissimo, sta' calmo, capo."
Lovett: "Okay, okay. Gira. Portati... gira, gira, attento al muro, attento!"
Mir 2: "Cavo fuori, Capitano. Okay, Brock, siamo al pianoforte. Ricevuto?"
Lovett: "Okay, ricevuto. Eccoli lì, proprio lì, proprio lì, ecco. Okay, ci... ci siamo, ci siamo, quella è la porta della camera da letto. Quella è la porta della camera da letto."
Bodine: "La vedo. La vedo. Siamo entrati, siamo entrati, bello. Siamo entrati."
Lovett: "Quello è il letto di Hockley. È lì che dormiva, quel figlio di puttana."
Bodine: "Eh, eh! Ahi ahi, qualcuno ha lasciato il rubinetto aperto."
Lovett: "Aspetta, aspetta, aspetta un momento. Torna sulla destra. Quella porta d'armadio. Avvicinati."
Bodine: "Fiuti qualcosa, capo?"
Lovett: "Voglio vedere cosa c'è sotto.", sentivo che c'era qualcosa che poteva interessarci e ci poteva anche essere utile.
Bodine: "Dammi l'uso delle mani. E vai!"
Lovett: "Fa' piano, potrebbe cadere a pezzi."
Bodine: "Okay."
Lovett: "Ecco, vai, vai, vai, vai, vai, vai! Girala, gira, gira, vai, vai, vai, continua, continua! Vai, vai, vai, vai, vai, okay, lascialo cadere."
Bodine: "Oh, Santissimo, hai visto che roba, capo?"
Lovett: "Prepara lo champagne.", dissi tutto entusiasta.

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