IL TEMPIO DELLA SAPIENZA

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《Sfogati pure, se vuoi.》disse Matthew alla gattoniglia, dispiaciuto per averle ricordato qualcosa che lei non avrebbe assolutamente voluto rammentare.《Scusami.》.

《Non voleva farti piangere.》la rassicurò la sorella, avvicinandosi comunque con cautela alla quattordicenne per paura di una sua qualche reazione indesiderata e pericolosa.《Ma ora che hai iniziato, è meglio che non ti trattieni: dopo starai meglio; almeno secondo lui.》.

《Sai?》continuò il lupo nero, pensando bene a cosa dire.《Noi siamo stati prigionieri, però siamo evasi prima che fosse troppo tardi.》.

《Davvero?》gli domandò Bun fra i singhiozzi, passandosi una mano sul viso per asciugarsi le lacrime.《Non è facile evadere dalle celle del regno. Anzi, è praticamente impossibile.》.

《Certo.》confermò lui, usando quanta più sicurezza possibile, nella speranza di farle capire che era sincero e che aveva buone possibilità di capirla.《Ti posso raccontare com'è andata, se vuoi.》.

La giovane annuì e rispose:《Voglio narrarvi anch'io qualcosa. Non tutto, perché alcune cose probabilmente non le rivelerò mai.》. Tremò nel dire queste ultime parole.《Però prima ci sono delle persone che devo farvi assolutamente conoscere e che hanno vissuto questa orribile esperienza con me. Le voglio rivedere dopo...》. Si voltò di scatto, infastidita, e sbraitò. 《ALEX EMME, SMETTILA DI GUARDARMI IL SEDERE! TANTO NON TI FARÒ RIVEDERE LA CODA!》.

L'interpellato si allontanò amareggiato e mormorò: 《Nemmeno un po'?》.

《No!》.

《Per favore?》

《NO! Il primo è sufficiente!》.

《Uffa. Va bene.》.

Detto questo, salirono sul mercantile, spiegarono le vele, levarono l'ancora e salparono in fretta, per evitare che qualcuno potesse trovarli mentre perdevano tempo.
Frieda nominò l'isola a cui era interessata e gli altri tre capirono che ci sarebbero voluti tre giorni di tempo per raggiungerla. Per loro fortuna avevano a bordo abbastanza cibo per minimo una settimana e il vento era a loro favore, almeno per il momento.
Lasciare la costa del regno in cui erano ricercati li fece sentire leggermente più liberi, ma non abbastanza: sarebbero rimasti nelle sue acque territoriali e sotto al cielo tetro ancora per un bel po'. Da una parte erano ormai abituati a tutto quel paesaggio scuro e spoglio, e alle loro pelli schiarite dopo molto tempo senza il sole, ma avevano ancora nella mente i ricordi di quando tale stella risplendeva molto meglio fra le nuvole e non ne venivano fatti passare soltanto alcuni raggi ogni tanto, al fine di tenere in vita, a volte a malapena, le piante con cui chi governava e i suoi uomini si nutrivano, e chi le coltivava.
Erano cambiate così tante cose in così poco tempo. Però non troppo poco: il sovrano attuale era sveglio e scaltro, e non agiva mai con eccessiva rapidità; e lo stesso si poteva dire di molti di coloro che si trovavano al suo servizio volontariamente.




























































Arrivarono alla meta nel tempo previsto e senza dirsi nulla, a parte quello che servì per aiutarsi a cucinare, navigare e mettere in ordine: non si conoscevano ancora così bene da chiacchierare gli uni con gli altri su un argomento qualsiasi. Neanche i due lupi in grado di controllarsi avevano comunicato tanto a voce, perché in grado di capirsi pure con dei segnali nati da anni di vita sotto allo stesso tetto e non comprensibili dal resto del gruppo.
A bordo, durante una breve perlustrazione, Emme aveva trovato dei vestiti nuovi e un machete con cui avrebbe potuto lottare, se necessario.
Una volta sbarcati e aver camminato per pochi minuti su una distesa di terra secca, si ritrovarono davanti a un edificio colossale, simile a un antico tempio con il tetto costituito da un enorme libro di marmo, e vi entrarono in completo silenzio, passando fra le enormi colonne, attraversando il gigantesco portone di bronzo, e sentendosi minuscoli e insignificanti.
Una volta dentro, rimasero ammutoliti di fronte alla grande quantità di libri presenti sugli innumerevoli scaffali altissimi: erano di ogni colore e dimensione, e trattavano ogni argomento conosciuto dagli umani, dai nani, dagli elfi, dai folletti, dai ra'zac, dagli urgali, dagli gnomi, dai fantasmi, dagli orchi pacifici, dai giganti buoni, dai tritoni e dalle sirene, e da tutte le altre creature di ogni parte del mondo in grado di leggere e scrivere o capaci di imparare a farlo.

IL REGNO OSCURO E LA LEGGENDA DEI CUSTODIDove le storie prendono vita. Scoprilo ora