"Allora, le tue preferite sono ancora quelle a forma di animaletto?" mi chiese Alex, passandomi una caramella proprio a forma di delfino. Senza neanche osservarla un po', la misi in bocca, rimanendo un po' delusa perché le ricordavo più buone. Ma, in fondo, erano caramelle, quindi erano buone lo stesso e solo perché da piccola mi piacevano di più, non avrei smesso di mangiarle quel giorno.

"Diciamo che mi piacciono tutte" gli risposi, prendendone un'altra dal pacchetto che lui teneva per le mani.

"Ricordi quando prima di iniziare il liceo avevi messo l'apparecchio e quando io ho comprato un pacchetto di queste per 'inaugurarlo' tua madre non te le ha fatte mangiare?" esclamò, sorridendo.

Annuii. "Come se non avessi mai mangiato caramelle con l'apparecchio" aggiunsi, scoppiando a ridere. Alex mi sorrise e allungò un braccio per darmi un'altra caramella.

"Allora, quando hai tolto l'apparecchio? Ad essere sincero, me ne sono accorto solo adesso che abbiamo tirato fuori l'argomento Dottoressa Fell-ti-spacco-la-bocca. Ha la delicatezza di un elefante, Dio, ricordo ancora quando mi ha staccato un dente senza neanche avvisarmi!" Scoppiai a ridere; io ed Alex avevamo lo stesso dentista e Teresa Fell non era nota per la sua delicatezza, anzi. Eppure a mia madre piaceva così tanto come persona e sì, non era male di carattere, ma forse un po' più di leggerezza non avrebbe fatto male ai suoi pazienti. Alex ci aveva sempre scherzato su. Lui aveva sempre avuto denti perfetti ed io lo avevo sempre invidiato per questo, dato che mia cugina mi prendeva sempre in giro chiamandomi castorina e non è affatto divertente.

"Ehy!" esclamai, scattando sul posto. "Guarda che la Fell è simpatica e disponibile con tutti!"

"Simpatica quanto le carie che ti toglie" borbottò Alex.

Gli lanciai un'occhiataccia ed evitai di scoppiare a ridere, così presi un'altra caramella e continuai. "Si è spesso informata su di me. Mi chiedeva come stesse andando la mia vita da teenager ed io le raccontavo tutto, così mi dava dei consigli su come non essere bullizzata a scuola. Era molto... non so, confortante. Però le avevo fatto promettere di non dire nulla a mia madre. Lei ti vede come un angelo sceso dal cielo e non mi sentivo di rovinare l'amicizia tra lei e tua madre."

"Andiamo, Hayley, non era bullismo!" sbottò, mettendo improvvisamente le spalle contro il finestrino per girarsi completamente verso di me e avere la possibilità di guardarmi in faccia. Feci la sua stessa cosa, mentre notai i suoi muscoli irrigidirsi improvvisamente e il suo sguardo indurirsi davvero. "Non sono un bullo, niente del genere."

"Non ti ho mai dato del bullo" mi giustificai, "non saltare a conclusioni senza neanche sapere."

"Okay, scusa" rispose. Notai come si tranquillizzò, come se avesse ripreso a muovere ogni muscolo del corpo che prima teneva fermo, immobile. Forse per la rabbia, forse per la tensione, ma presto dimenticammo la vecchia conversazione e fu un problema, perché iniziammo a mangiare caramelle senza sapere più cosa dire. Alex sembrava essersela presa davvero e seriamente? Ancora non avevo capito bene il motivo di farsi perdonare così tanto. Ricordai i primi giorni, quando mi comportavo male con lui; quando gli avevo versato il drink alla festa o quando gli avevo tirato un calcio nel punto più doloroso. In realtà mi piaceva eccome passare del tempo con lui; avrei voluto parlargli di Maegan e Colton ma non pensavo spettasse a me quel compito.

Dopotutto, Colton era pur sempre il suo migliore amico e toccava a lui dirglielo. Tirai fuori il cellulare; avevo una cinquantina di messaggi da Seth e Mae che stavano scrivendo sul nostro gruppo, dopo tanto tempo. Chissà se stavano parlando del bambino o di altro.

"Oh, quasi dimenticavo!" Alex si batté una mano sulla fronte, dopo avermi fatto prendere un colpo dato il suo tono di voce. "Domenica è il compleanno di mia sorella, indovina chi vuole invitare?"

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