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Capitolo 43

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La luce del sole che trapassa dalla tenda verde batte sui miei occhi, svegliandomi dal mio profondo sonno.

Mi guardo intorno riconoscendo ciò che era la mia vecchia camera.

Questa ... Questa é la casetta dove abitavo con papà!

La osservo accuratamente riconoscendo il mio letto, lo specchio dove ancora vi è appesa la foto di mia madre, l'armadio, e il comodino sopra al quale c'è ancora la rosa bianca che Jagho mi aveva portato il primo giorno di scuola.
È ancora lì ... appassita, con i petali ormai marroni.
La prendo fra le mani, notando che i miei polsi erano fasciati, così come le braccia e la testa, che incomincia a girarmi come una trottola.

Ma cosa ci faccio qui?!
Provo ad alzarmi, ma una fitta alla schiena mi costringe a rimanere seduta sul letto.

Cos'è successo?

Provo a rialzarmi e sta volta il dolore è più sopportabile.
Mi guardo allo specchio constatando che ho addosso una delle t-shirt di Axel che mi arriva poco più sopra del ginocchio.

Ma dove sono tutti?!
Non capisco!

Apro la porta in legno che scricchiola appena viene mossa, e mi catapulto nel piano di sotto.

Quando arrivo a destinazione, la vista del principe che si stava rilassando sul divanetto del mio salotto mi fa rimanere a bocca aperta
Ha gli occhi chiusi e le labbra leggermente aperte. Un braccio è poggiato dietro alla testa, mentre un altro è rilassato sopra alla sua pancia dura e scolpita da dei perfetti addominali.
Sembra così tranquillo. Mi rifiuto di andarlo a disturbare.
Penso che anche i vampiri ogni tanto abbiano bisogno di fermarsi e riposare.

Anche lui ha numerose fasciature sul corpo, partendo dalle mani fino a raggiungere le spalle forti e muscolose.

Mi appoggio al muro difronte al divanetto beandomi di tanta bellezza.

Dio come vorrei svegliarmi ogni giorno con quest'immagine.

-So di essere il tuo desiderio più grande, ma perché restare a guardare cioè che puoi possedere?- sento all'improvviso la sua voce che mi fa arrossire.

"Come al solito ... La modestia fatta su persona!"

-Che vuoi dire?! Non ti stavo mica guardando- controbatto io camminando verso di lui, raggiungendolo.

-Non c'è bisogno che ti legga nella mente per capire che stai mentendo!- esclama il ragazzo afferrando il mio braccio in un veloce scatto, facendomi cadere sul divano affianco a lui -Ora sei mia- fa malizioso, provocandomi con la sua bocca sottile e perfetta.

Come fa ad avere questo effetto su di me? Non riesco a non guardarlo.
-Axel ora è ... È tutto ...-

-Si Lyä ora è tutto finito- sospira questo rilassandosi, avvolgendomi con le sue forti braccia.

-Ma come mai mi avete portata qui? E dove sono tutti gli altri?- sussurro appena appoggiando la testa sul suo petto di marmo.

-Dopo che sei svenuta, mio padre e tua nonna hanno portato tutti al tuo villaggio per medicare e curare i feriti- mi risponde il principe continuando a tenere gli occhi chiusi.

-Ed è stata mia nonna a curarmi e cambiarmi?-

-A curarti si, a cambiarti ci ho pensato io- mi risponde lui aprendo di poco gli occhi neri guardandomi malizioso.

-Hai saputo che Sophie ...- non faccio in tempo a finire la frase che il ragazzo mi precede.
-Si- mi risponde questo serio -L'ho saputo ... e se stai anche solo pensando che sia stata colpa tua, ti dico che ti sbagli di grosso-

La ragazza Lupo [in revisione]Leggi questa storia gratuitamente!