L'ora di letteratura con il professore Mitchell era, a volte, davvero troppo stressante. Perché non solo era la prima ora e quindi ero ancora con la testa praticamente appoggiata al cuscino, ma perché a volte era proprio lui ad essere pesante. Iniziava a dire che eravamo una classe di nullafacenti e il suo odio per Seth non era diminuito neanche un po'.

Quel giorno, per nostra fortuna, fu davvero diverso, perché a fare lezione con noi ci fu anche l'insegnante di inglese, Marie Johnson. Praticamente, l'anno precedente avevano avuto l'occasione di fare uno scambio culturale ed erano andati in Argentina; poi, a causa di vari problemi con l'altra scuola, gli altri compagni non sono mai riusciti a venire da noi, nel Maine. Ovviamente questa cosa valeva solo per quelli che studiavano anche spagnolo, ma visto che la Johnson era una specie di vice preside, si era occupata di gestire lo scambio culturale insieme all'aiuto della professoressa Rodriguez. Quindi si, aveva soltanto interrotto la lezione di Mitchell per comunicarci questa cosa.

"Potrete ospitare i vostri compagni a gennaio, stiamo già stabilendo un programma da farvi rispettare e presto ci sarà anche una riunione con i vostri genitori, nella quale vi comunicheremo anche la settimana esatta" ci spiegò. "I ragazzi che avevano fatto questo scambio sono esattamente Miller, Myers, Collins, Wade, Ortiz, Wickinson, Grayson e Becket giusto? Oh signore, ora mi toccherà passare anche dagli altri ragazzi. Avrei dovuto convincere il preside a riunirvi."

"Com'è che si chiamava la ragazza argentina che ti ha ospitato?" chiesi a Seth, girandomi verso di lui.

"Beatriz" rispose, usando l'accento spagnolo. "Speravo tanto di non doverla rivedere mai più. La ragazza che stava con Mae invece Camila, ma non posso ricordarglielo, perché figurati se mi rivolgerà la parola."

Roteai gli occhi e lanciai uno sguardo a Maegan che, appena voltai il viso, distolse lo sguardo da me e Seth. Si era messa dall'altra parte della stanza e aveva avuto la testa china sul banco da quando eravamo entrati in classe.

"Il mio compagno invece si chiamava Martin" esclamò Alex. Si era seduto proprio accanto a me perché Helen aveva occupato il suo solito posto ma stranamente non l'aveva fatta spostare.

"Non mi sembra di avertelo chiesto" replicai, girandomi poi verso il prof Mitchell, quando la Johnson chiuse la porta alle sue spalle dopo averci salutato.

Iniziai a prendere appunti mentre il professore spiegava un'opera di Shakespeare, quando una pallina di carta mi colpì all'improvviso.
Scattai verso Alex per rilanciargliela ma lui mimò con le labbra di aprirla.

Ti è arrivato il ciclo? Ieri non eri così acida

Anche se fosse, sono problemi miei, risposi, posandogli il pezzo di carta sul banco mentre il prof era occupato a scrivere uno schema sulla lavagna.

Quando pensai di essermi tolta Alex e di poter seguire bene la lezione, la pallina di carta entrò perfettamente nel mio astuccio e riuscii a sentire il ragazzo alla mia destra esultare sottovoce.

Usciamo da questa classe? Mi aveva proposto.

No! Non arrotolai il foglio in una palla, ma lo piegai con cura e lo lanciai sotto la sua sedia, senza staccare lo sguardo dalla lavagna.
Strinsi le labbra, scocciata di aver perso il filo della spiegazione per colpa di Alex e di quel foglietto. Poi, perché doveva scrivermi su un pezzo di carta?

Questa volta anche lui me lo lanciò piegato e il foglio atterrò proprio sulla mia coscia.

D'accordo, ma non stringere le labbra in quel modo perché mi viene voglia di baciarti

Non lo feci apposta, né per stuzzicarlo, strinsi le labbra per reprimere un sorriso che gli avrei regalato se solo non lo avessi odiato così tanto.

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