"Dove mi stai portando? Che palle che sei, Alex! Ma si può sapere cosa vuoi da me? Voglio tornare a quella festa, adesso! Quella cosa che ho bevuto era così buona" stavo dicendo, mentre Alex infilava frettolosamente le chiavi nel buco della porta. La aprì e mi trascinò dentro come mi aveva trascinato per tutto il giardino dei Myers.

"So che era buona, l'hai finita tutta" mi fece notare, accendendo le luci. Quel posto era piccolo, non così grande come sembrava da fuori e anche troppo spoglio per appartenere a quella ricca famiglia di Portland.

"Starai qui, da adesso, così ti impari a bere così tanto. Puzzi di alcool, anche troppo, e io odio le ragazze che puzzano così tanto di alcool."

"Già, come se non mi avessi odiata abbastanza" borbottai, facendo una smorfia per imitarlo, ma Alex mi beccò e mi riservò un'occhiataccia infastidita. Notai che chiuse la porta a chiave ma non dissi nulla, avrei potuto tranquillamente saltare sul letto per poter ballare ancora e se avesse provato solo a ballare con me lo avrei buttato sul pavimento. Queste erano le idee che mi passavano per la mente offuscata e confusa da tutto ciò che stava accadendo.

Il costume diventava sempre più fastidioso, avrei voluto spogliarmi ma almeno io e il mio cervello andavamo d'accordo sull'argomento "non farsi vedere nuda dal tuo vecchio amico".
E il reggiseno in pizzo non aiutava, mi chiesi come mi era passato di mente di mettermi quello, il più fastidioso che avevo, per quella sera.

Velocemente, senza neanche pensarci troppo su perché mi risultava stancante, infilai le mani sotto il top e iniziai a sganciare il gancetto, sotto lo sguardo di Alex che non voleva proprio staccarsi.

"Girati, stronzo" esclamai, lasciando che una mano si posasse sul top per evitare di perderlo magari. Alex scoppiò a ridere alla mia reazione e si girò di spalle, lasciandomi così l'occasione perfetta per toglierlo e lanciarlo alle mie spalle, verso la porta della camera da letto.

"Perché non vai a strusciarti su Taylor? È vestita da Catwoman o sbaglio? Siete persino abbinati" gli chiesi, andando a pararmi difronte i suoi occhi dopo aver sistemato meglio la parte di sopra di quel vestito assurdo.

"Non ricordi che sono allergico ai gatti?" replicò, nascondendo invano un sorriso che apparve sulle sue labbra come un flash. La frase mi suonò più come un "preferisco stare qui", ma non glielo precisai per evitare di creare stupidi discorsi che neanche avrei ricordato.

"Voglio andare alla festa e sto morendo di fame, mi gira la testa e penso che potrei vomitare da un momento all'altro" iniziai a dire, girando su me stessa mentre osservavo quel posto.

"Ti ho portata qui per tenerti lontana dalle grinfie di Alvin, visto che il tuo migliore amico sembrava più intento a prestare attenzione a Charles" mi fece notare.

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