22. Ricordi

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//spazio autrice qui.
Scusate davvero, pensavo wattpad avesse pubblicato il capitolo intero, invece non lo ha fatto e non mi ha neanche salvato le modifiche quindi mi sono ritrovata con un capitolo a metà da riscrivere tutto.
Qui vi lascio le pronunce dei nomi perché una ragazza me le aveva chieste e niente, buona lettura!❤

Hayley: eili
Maegan/Mae: migan/mei
Seth/Colton/Alvin/Taylor/Alex: //
Nate: neit

Ricordare momenti che ti sono accaduti in passato non è facile. Magari, con l'aiuto di foto la tua mente caccia fuori il ricordo, o anche con oggetti, o racconti molto dettagliati fanno sì che i tuoi ricordi più freschi tornino a galla.
Ricordare momenti che ti sono accaduti in passato e del quale non ricordi proprio nulla, è ancora più difficile. Così difficile che inizi a basarti su ciò che la gente ti racconta e, quando la gente non ha nulla da raccontare, provi a convincere te stessa che non è accaduto niente di troppo importante per essere ricordato. Non hai foto che possono aiutarti, né persone, specialmente se questo era un ragazzo che molto probabilmente ha tagliato parti del racconto. E più passi il tempo a spremere il cervello, a provare ad inventarti qualcosa, ti accorgi che hai sbagliato tastello e che devi ricominciare tutto il puzzle.
Dopo un po', lasci perdere e capisci che tanto è inutile perché per il 70% non ricorderai mai.
Una volta, mentre stavo aspettando nella sala pazienti del dentista, avevo letto una rivista dove un articolo parlava proprio di questo, dicendo che gli oggetti aiutano a ricordare; così come rivivere le stesse cose successe. Ormai, però, io ci stavo perdendo le speranze.

La mattina dopo mi svegliai a causa del grande fracasso della sveglia. Ogni volta mi maledivo perché ero io ad impostare un volume così alto, ma tendevo a non alzarmi con uno più basso; perciò, era l'unico modo. Spalancai gli occhi, pensando di trovare un Alex ancora assonnato al mio fianco, invece il letto era vuoto; ma tra le lenzuola c'erano ancora le pieghe che sicuramente lui aveva procurato. Doveva esser stato lui, non potevo aver sognato una cosa del genere.

Lanciai uno sguardo alla porta, ma era ancora chiusa a chiave, come la finestra. O quasi. Non era chiusa del tutto, le due porte si appoggiavano l'una sull'altra e il fatto che la stanza non fosse fredda era il segno che Alex se n'era andato da poco. Tolsi le coperte, rovesciandole per lo più per terra; se chiudevo gli occhi e provavo ad inspirare sentivo ancora l'odore del suo profumo che si mescolava a quello del mio bagnoschiuma perché i nostri corpi avevano dormito attaccati.

Mentre mi vestivo velocemente dopo aver giocato ad acchiappa qualcosa a caso, come ogni mattina, notai un post-it sulla scrivania che sicuramente non avevo attaccato io.

Anni fa, la mattina dopo esserci addormentati insieme, ti ho lasciato continuare a dormire da sola perché mia nonna mi aveva chiamato giù per chiedermi come ti piacesse fare colazione. Adesso ho solo rispettato le regole. - Alex
p.s. oggi a casa mia, alle quattro, per latino

Instintivamente, mi morsi un labbro per evitare di sorridere troppo come una stupida ragazza innamorata che sorride solo per uno stupido biglietto lasciato dal ragazzo che le piace.
Cercai di tornare in me, così strappai il foglietto e buttai i pezzi di carta nel cestino sotto la scrivania. Avevo promesso a me stessa che avrei cacciato Alex fuori dalla mia vita e avrei fatto di tutto pur di provarci.

Finii di prepararmi e scesi al piano di sotto. Non vidi Alex a scuola, né la mattina, né a pranzo e quel giorno non avevamo nessuna lezione insieme. La situazione a scuola non migliorava: i ragazzi che seguivano i corsi extra-scolastici erano decisi ad occupare la scuola almeno finché il preside non si sarebbe convinto a non escludere i loro corsi. Dall'altra parte, a persone come Alex questa cosa non toccava affatto. Loro potevano giocare a lacrosse quanto volevano, tanto il padre di Taylor non avrebbe mai avuto il coraggio di toglierglielo.

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