Il giorno dopo la scuola era un via vai peggiore di quello che avevo visto alla festa di Colton; i ragazzi correvano da una parte all'altra e si gridavano a vicenda cose che non riuscii a comprendere bene. Ero ancora abbastanza presa dal sonno: mi ero svegliata tardi ed avevo fatto una bella corsa per provare (almeno) ad arrivare con soli dieci minuti di ritardo. Il risultato? Un quarto d'ora.

Comunque gli studenti sembravano letteralmente impazziti e quella che veniva considerata l'élite scolastica non si vedeva da nessuna parte. Vidi Helen correre nell'aula del teatro con uno striscione in mano, ma non capii bene cosa stesse succedendo.

"Sono impazziti tutti?" chiesi a Seth, quando entrai in classe.

"Stanno organizzando una specie di protesta" mi spiegò, "te l'avevo detto no? Il preside vuole cancellare tutte le attività extra-scolastiche per lasciare più spazio a quelle sportive."

Mi sedetti al suo fianco e iniziai a tirar fuori tutte le cose che mi sarebbero potute servire durante la lezione. "Ieri ti ho chiamato tantissime volte, ma dove lo avevi il cellulare?"

"Ero con Charles! Tu, piuttosto... dobbiamo fare un bel discorsetto, io e te" mi rispose, seriamente.

Roteai gli occhi. "Per la notte di Halloween? No grazie. Ho risolto tutto con Alex."

"Ti prego dimmi che non avete fatto nulla" mi pregò.

"Non abbiamo fatto nulla, ma qualcosa deve essere successo per forza" gli spiegai, "Alex si è improvvisamente scusato per ciò che mi ha fatto. Non lo avrebbe mai detto, ho paura di aver parlato troppo. Sicuramente è così."

"Eri ubriaca quindi gli avrai detto ciò che pensavi di lui" mi suggerì, accennando un sorriso di conforto.
"Mi è preso un colpo quando vi ho visti insieme, ti giuro. Però sei divertente da ubriaca, continuavi a muovere la mano e dire parole senza senso come se volessi fare una di quelle magie di Hogwarts!"

"Immagino" borbottai, sottovoce.
"Nate mi ha baciata, ieri. E sai io cosa ho fatto? Prima gli ho fatto capire che avrebbe potuto continuare a baciarmi quanto voleva, poi ad un certo punto ho cambiato idea e sono scappata via."

Seth scoppiò a ridere, ma si fermò quando vide che io non trovavo la cosa affatto divertente, perché troppo vera per scherzarci su.
"Oh mio Dio, sei seria" disse. "Quindi tu non sei scappata da Alex ma sei scappata da un ragazzo figo che prova qualcosa di reale per te?"

"Esatto." Annuii, sentendomi ancora più uno schifo. Nate mi aveva anche richiamata quella mattina ma io non avevo trovato il coraggio di rispondergli.

"Tu sei strana forte" mi disse Seth, "lo hai fatto perché pensi di provare qualcosa per Alex, vero? Dio, Hayley, capisco che ti piace e tutto, ma devo davvero ricordarti quello che ti ha detto? Adesso ti sta appiccicato soltanto perché ti trova alla sua altezza! Devi smettere di pensare a lui."

"Provo sempre a stargli lontano ma ogni volta mi ritrovo a passare del tempo con lui anche se non voglio" gli spiegai. "La notte di Halloween abbiamo persino dormito insieme."

"È un verme" continuò, "con quante persone eri amica alle medie e ora non lo sei più? È la vita, gli amici vanno e vengono mentre cresci e cambi. Non hai mai pensato che se magari non fosse stati vicini di casa non sareste mai stati amici? Lo eravate soltanto perché sua madre lo portava sempre da te, e quindi perché giocavate, studiavate e andavate a scuola insieme. Ma se non fosse stati vicini di casa avreste avuto quel legame?"

Riflettei molto sulle parole di Seth, così tanto che alla fine mi persi nei miei pensieri e non gli risposi più. 
Non ero così malinconica come lui voleva credere; a me Alex piaceva e basta. Era una cotta e io non potevo annullarla; l'unica cosa che potevo fare era stargli lontano ma non avrei mai usato Nate per farlo. 
Sapevo che ero stata il giocattolo che aveva divertito lui e i suoi amichetti quando ero piccola e indifesa. Sapevo che lui non mi meritava, che io avevo bisogno di qualcuno migliore. 
Sapevo anche che Seth aveva ragione. In quegli anni la nostra amicizia si era fondata soltanto sui nostri genitori che amavano passare il tempo insieme e sulla troppa vicinanza delle nostre case. Punto.

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