se volete, potete leggere questo capitolo con Impossible di James Arthur come sottofondo; io l'ho scritto così.

"Che diavolo stai facendo?" ripeté Travis, strappandomi quello che sarebbe stato il quarto cocktail in una serata.

"Ridammelo, stronzo" protestai, allungando il braccio verso di lui, ma Travis lasciò il bicchiere in mano alla prima persona che gli si parò davanti. "Adesso tu vieni con me, dove credi di andare in condizioni come queste?"

"Oh, io non vengo da nessuna parte con te" mormorai, spingendolo. Scesi dallo sgabello e per poco non caddi per terra. La testa mi girava davvero tanto, le parole uscivano libere dalla mia bocca, facevo quello che volevo, anzi, quello che da sobria non avrei mai fatto. "Vattene Travis, non sei nessuno per dirmi quello che devo fare e non. Trevor, digli qualcosa per favore!"

"Io non- ma tu chi sei?" fece Trevor, mettendomi un braccio intorno alla spalla per darmi sostegno.

"Il suo ragazzo e tu chi sei per lasciarla bere così tanto?" sbottò Travis, tirandomi per un braccio verso di lui. Ricordo che era furioso, aveva il viso rosso e per un momento avevo pensato che forse era ubriaco quanto me, ma in fondo sapevo che non era così.

"Ha diciotto anni, penso che sappia quanto può bere e quanto no" replicò Trevor, mentre io cercavo di dimenarmi dalla presa di Travis per tornare tra le braccia di Trevor. Sembrava che stessero giocando al tiro alla fune, mentre io capivo che se avessero continuato a sballottarmi così, non sarebbe finita bene per il pavimento sotto di me.

"Diciotto anni? Coglione, ne ha sedici!" ribatté subito Travis, lanciandomi un'occhiataccia che io ricambiai con tanto di linguaccia.

"Come ti permetti di rovinare tutto? Rovini sempre tutto" iniziai a dire, "sei così stupido. Rovini tutto, sei un mostro, anzi, i mostri farebbero meno paura. Levati, adesso, non vado da nessuna parte con te. Voglio trovare Luke, dov'è Luke?"

"Sei qui con Luke? Fai seriamente adesso? Che ti salta in mente, Faith?" mi urlò contro.

"Io voglio divertirmi e tu di certo non fai più parte dei miei piani" iniziai a blaterare. Trevor lasciò presto la presa su di me e ricordo che iniziai a chiamarlo mentre si allontanava, ma non servì a nulla perché ormai era troppo lontano per potermi sentire.

"Sei ubriaca fradicia!" esclamò Travis, mettendomi un braccio sopra la spalla che io scansai subito. Non doveva toccarmi, né sfiorarmi, doveva semplicemente lasciarmi vivere invece di venirsi a preoccupare per me dopo quello che mi aveva fatto. Certo, perché lui non sapeva cosa mi aveva fatto. Non sapeva quanto avevo pianto, disperata per averlo perso per sempre, mentre buttavo via i nostri ricordi per ridurli in cenere.

"Non c'è bisogno che me lo dici, ora voglio ballare" sbottai, facendo un passo avanti, ma per poco rischiai di cadere un'altra volta. Travis rafforzò la presa sul mio braccio e mi tirò a sé; mi urlava che mi avrebbe portato via perché quello non era un posto per me. Ma lui non sapeva che era lì che io volevo rimanere lì e che avrei preferito stare tra le braccia di un'altra persona piuttosto che nelle sue.

Sentii poi le sue mani mettersi sui miei fianchi e non feci in tempo a scansarle che lui mi tirò su, proprio come un sacco. Ricordo che iniziai a lamentarmi, perché volevo scendere e non volevo stare ancora con il viso contro la sua schiena che Maya aveva graffiato quel pomeriggio. Ma lui questo non lo sentì e continuò ad essere all'oscuro del fatto che io sapevo quello che mi aveva fatto, mentre si allontanava dalla folla di persone che ballava e si divertiva, contrariamente a ciò che io stavo facendo.

Quando Luke ci notò, in mezzo a quella massa di gente, ci venne subito incontro, lasciando perdere la ragazza che ci stava provando spudoratamente con lui.
"Travis che ci fai qui?" esclamò, fermandoci.

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