Capitolo 40.

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Dopo esserci rivestiti Harry mi diede un bacio.Uno di quelli lenti, ma passionali nello stesso momento.Uno di quei baci che ti fanno venire la pelle d'oca e le farfalle nello stomaco.Lo amavo, Dio se lo amavo.

"Ti Amo." Affermai sussurrando. Lui sorrise.

"Ti Amo anche io.".

-Una volta scesi dalla macchina andammo nel grande ristorante dell'Hotel, dove la cameriera ci informò che il nostro tavolo era condiviso dai nostro genitori.

Grandioso.

Guardai Harry, e di conseguenza il suo sguardo si abbassò su di me. Mi sorrise e mi strinse la mano per confortarmi. Ci lanciammo un'ultima occhiata prima di fare un grande respiro e andare verso i nostri genitori, i quali avevano già preso posto.

Il tavolo era rettangolare con sopra una tovaglia di seta bianca. A decorarla oltre a un vaso pieno di rose sia rosse che bianche, c'erano ovviamente bicchieri e forchette di tutte le dimensioni. In più i piatti erano decorati con dei ghirigori in oro.

Il signor Styles con mio padre erano a capotavola, uno da un lato e uno dall'altro, mentre mia madre e la madre di Harry erano accanto ai loro mariti e di conseguenza di fronte a noi.

Man mano che ci avvicinavamo potevo vedere Harry mandare occhiate infuocate al padre che in risposta lo guardava storto.

Appena ci sedemmo a rompere il silenzio fu la voce di mia madre:

"Allora cosa avete deciso?"

"Perchè cosa c'è da decidere?" Risposi io con tono freddo e superficiale.

"Vi siete lasciati?" Chiese ovvia mia madre ghignando. Nei suoi occhi potevo vedere un briciolo di gioia mischiato alla cattiveria.

Potei sentire Harry irrigidirsi a quelle parole.

"Mamma io e Harry non abbiamo la minima intenzione di lasciarci. Ci amiamo, fattene una ragione." Rispondo più che convinta.

"Tu a 16 anni vuoi sapere cos'è l'Amore?" Intervenne Anne altezzosa. "Ahah ma non farmi ridere. Noi vogliamo solamente una ragazza matura per nostro figlio, non una ragazzina."

Harry non riuscendo più a sentirsi dire ancora quelle cose e troppo infuriato per rispondere alla madre in tono calmo si alza facendo scattare la sedia indietro e mormorando un "Buon pranzo." Mi prese per il braccio portandomi fuori.

-Entrati in camera Harry non faceva altro che camminare avanti e indietro sul pavimento.

"'Non ce la faccio più cazzo!" Gridò lui colpendo il muro, di un color giallo chiaro, con il pugno.Lo fermai prima che si potesse far male sferrando un altro cazzotto sulla parete.

"Ehy, ehy tranquillo." Dissi prendendogli le mani e baciando le sue nocche ormai arrossate. Lo guardai negli occhi, ma subito lui spostò lo sguardo altrove.

"Guardami." Gli imposi. Dopo alcuni sbuffi portò gli occhi nei miei. Erano così scuri e tristi. Si poteva leggere la frustrazione, il dolore, ma soprattutto la rabbia che prova nei confronti dei nostri genitori.

"Non succederà nulla okay? Non faremo nulla di tutto ciò che hanno detto. Non possono obbligarci di fare una cosa del genere, non possono va bene? Siamo abbastanza grandi da scegliere cos'è giusto per noi e cosa non. E poi.. Se non ci si innamora a quest'età quando accadrà? Non dobbiamo farci condizionare da loro. Siamo felici, ci amiamo e questa è la cosa fondamentale." Affermai io in tono sicuro.

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