47. L'ora della verità

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Ma poi capii che nessuno aveva attraversato la strada e che nessuno era entrato nel parchetto. Nessuno, perché mi sentivo osservata. Deglutii e alzai lo sguardo, trovandomi davanti l'ultima persona che avevo immaginato di vedere. Mi alzai di scatto, non potendo sopportare un attimo in più la ragazza che si era parata davanti a me.
Iniziai a camminare, con i pugni chiusi lungo i fianchi, a passo veloce ma non così tanto, dato che Marcie riuscì ad afferrarmi per un polso e girarmi verso di lei.

"Sapevo che eri tu, quella seduta" mormorò. Sembrava quasi dispiaciuta, ma non sarebbe riuscita a farmi pena quel giorno. E non ero in vena di consolazioni.
"Faith, mi dispiace."

"Ti dispiace?" ripetei, "ti dispiace? Come se non avessi capito che tu e Luke lo avete fatto apposta a mandarmi a casa di Travis a quell'ora, eh? Sei una stronza Marcie e, fidati, non lo dico a tante persone."

Marcie ghignò, cambiando l'espressione da cucciolo smarrito in quella da vera e propria stronza. Avevo capito che c'era qualcosa di strano, quando Luke aveva deciso di spedirmi direttamente a casa di Travis. Non aveva voluto farlo con cattiveria, lo avevo capito dal suo tono di voce dispiaciuto e rotto. Ma io non avevo fatto caso a quello, ci ero arrivata troppo tardi, quando ormai avevo già visto tutto.

"Quindi sono io la stronza, eh? E sentiamo, perché ti ho aperto gli occhi sul tuo ragazzo o perché te li ho aperti sulla tua migliore amica? Lo siete ancora, dopo questa?" continuò, incrociando le braccia sotto il seno come se fosse una mossa difensiva da qualsiasi cosa avrei potuto replicare.
"Dovevi sapere la verità su entrambi, dovevi sapere con che razza di persone stavi uscendo. Il primo è uno stronzo patentato, la seconda è soltanto una troia malata di mente. Ecco la verità, Evans. Ero stanca di essere io quella sempre odiata, stanca di essere sempre insultata e vista male quando la vera stronza, qui, Faith, è Maya. Ho semplicemente voluto dirti la verità, anche se non è ancora tutta."

"Ti prego, portami via di qui" dissi, asciugandomi velocemente una lacrima.

Marcie annuì e sorrise dolcemente; forse, era la prima volta che la vedevo sorridere così. La seguii in macchina e per tutto il tempo del viaggio non feci altro che tenere la testa verso il finestrino. Lei accese la radio e cambiò stazione non appena sentì una canzone d'amore che cantava di una coppia che si era appena lasciata. 

Quando entrammo in casa, l'appartamento era nel più completo silenzio e questo non poté far altro che ricordarmi che quella che consideravo migliore amica si stava divertendo al letto con il mio ragazzo. Marcie mi portò nella sua stanza, non più spoglia come la prima volta che l'avevo vista. Aveva appeso delle foto alle pareti e per terra c'erano dei barattoli di vernice verde pronta per essere usata. L'armadio era aperto e pieno di vestiti firmati e non, ricco di pantaloncini di ogni tipo, abiti di ogni lunghezza e scarpe che partivano dal non avere il tacco ad essere altissime.

Il letto era ancora da fare, ma Marcie mi ci fece sedere comunque e mi portò un bicchiere d'acqua per farmi calmare. "Ti racconterò tutto, ma cerca di rimanere calma, va bene?"

Annuii e presi il cuscino che era davanti a me per stringerlo, come se avessi i capelli di Maya tra le mani.
Ero stata davvero così stupida?

"Maya soffre di bipolarità?" le chiesi, prima che iniziasse a parlare.

Marcie annuì. "Sì. Le persone bipolari a volte passano una fase... maniacale, credo si dica così. Credono di avere così tanto potenziale, da riuscire a fare di tutto e a volte tendono a ferire anche gli altri. Maya ha sempre avuto questa ossessiva cotta per Travis. Lo ha conosciuto grazie a Sierra, all'inizio erano migliori amiche e tenevano molto l'una all'altra, ma Sierra è di un anno più grande e di conseguenza è riuscita a conoscere Travis, Luke e gli altri. Maya non li conosceva molto, più che altro di vista, ma è sempre stata attratta da Travis. Le è sempre apparso come il principe azzurro senza capelli biondi, per farti capire. Poi sono arrivata io, con mio padre e, lo ammetto, le abbiamo stravolto la vita. Sierra ed io ci siamo subito trovate bene insieme e lei mi ha presentato subito i suoi nuovi amici; con l'inizio di scuola, insieme, abbiamo conosciuto una ragazza che ci ha davvero cambiate. Siamo diventate più popolari, eravamo delle cheerleader, ed era bello davvero. Ma Maya era solo al primo anno e rimase come esclusa dal nostro nuovo di vivere."

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