//spazio autrice.

Lo faccio qui ahah. Aspettavo da tempo di scrivere questo capitolo e vorrei scrivere adesso il prossimo e quello dopo ancora, ma sarò veloce a scrivervi qui (ho scritto prima il capitolo e dopo lo spazio autrice ovviamente ahah) perché devo uscire e mi uccideranno se sarò in ritardo.
Quindi niente. Spero che il capitolo vi piaccia e buona lettura!!

-Martina.


Passò praticamente una settimana; era iniziato agosto e di Travis non avevo alcuna notizia. Avevo provato a chiamarlo per due giorni ma non mi aveva risposto e allora avevo deciso di lasciar perdere. Avevo capito già che la nostra storia era praticamente andata in frantumi, non avevo più bisogno di conferme o altro.

Se Travis mi avesse voluto, sarebbe stato già sotto casa mia. Invece, non sapevo neanche dov'era.
Jenna mi aveva detto che spesso usciva con Aiden, ma per me la cosa non significava niente.
Avevo parlato con Aubrey: lei mi aveva confermato di aver incontrato mio, anzi nostro, padre, e di averci parlato abbastanza da non essersi convinta a non andar via.
Non aveva ancora una idea precisa di cosa fare, ma mi aveva tranquillamente detto che avrebbe sicuramente finito gli studi in Nevada e poi, magari, sarebbe tornata a New York da noi, finito il liceo.
Comunque avrebbe partecipato al nostro viaggio per Londra ed Isaac ne era davvero entusiasta.
Aveva anche conosciuto la famiglia di Travis, ma io ovviamente avevo preferito non andarci, anche se mi aveva raccontato che Cole e Melanie avevano fatto domande su di me.

Per il resto, era stata una settimana abbastanza tranquilla. Isaac mi era stato molto vicino per la storia con Travis; avrebbe anche voluto parlarci ma Jenna gli aveva detto che avrebbe preferito pensarci lei. Così, ero intervenuta tra loro due mentre discutevano su chi doveva andare a parlarci e gli avevo chiaramente detto che non dovevano essere le mie guardie del corpo, perché stavo bene e perché così sarei dovuta stare.

"Oh, andiamo, potrei convincerlo a tornare con te" mi pregò Jenna, sbattendo le palpebre per fare gli occhi da cerbiatto che con me, però, non funzionavano in quelle situazioni.

"Jenna, scordatelo" replicai, "se avesse voluto stare con me sarebbe già stato qui. E te lo sto dicendo per la milionesima volta."

"Hai una migliore amica e un fratello che vorrebbero strangolarlo e tu non li usi, sul serio? Nel senso, se Isaac mi ferisse un'altra volta Aiden lo ucciderebbe e basta ma tu non puoi perché è tuo fratello" mi spiegò, prendendomi le mani. Isaac la guardò per un secondo; il discorso che Jenna stava facendo non aveva senso per entrambi.

Jenna poi aveva iniziato a lamentarsi perché il suo capo non le voleva dare altre ferie - lei era convinta che dovesse averle - e poi, quella sera, lei e Maya sarebbero venute a dormire da me. Aiden aveva posticipato l'aiuto che gli serviva da lei e Maya mi chiamava spesso per raccontarmi di com'era in ansia per incontrarlo.

Dovevo andare a ritirare un vestito per mia madre, dato che Marion era occupata, così ne approfittai anche per prendere una boccata d'aria. Girai per un po' nell'Upper East Side, finché non trovai il negozio dov'ero diretta. Comprai qualcosa anche per me; era da tanto che non lo facevo e ne avevo davvero bisogno. Quando finii di comprare, erano le due e stavo morendo di fame, dato che mi ero svegliata tardi e non avevo mangiato nulla da lì.
Questa volta mi fermai quindi al primo fast food che incontrai per strada e andai subito in cassa ad ordinare. Per mia fortuna, c'era ancora parecchia gente davanti a me, almeno non sarei arrivata davanti il cassiere senza sapere cosa prendere; indecisa com'ero. L'indecisione più grande era sempre stata quella tra l'hamburger e la cotoletta, tanto non prendevo panini con cetrioli dentro o al massimo li facevo togliere. Odiavo i cetrioli.

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