"Mi stai dicendo che non hai ancora aperto il pacco che ti ha mandato Phoebe?" esclamò Seth, buttandosi comodamente sul letto della mia stanza. Il pacco era arrivato la mattina prima, ma mia madre si era ricordato di darmelo soltanto la sera quando stava leggendo le bollette che erano arrivate insieme al regalo di Phoebe.

"Direttamente da Bangor, Maine!" continuò, rigirandosi il pacco tra le mani. Gli avevo promesso che lo avremmo aperto insieme, perciò lo avevo invitato subito dopo scuola a casa mia. Era il giorno di Halloween, i bambini erano già in giro vestiti con costumi strani e vistosi; le signore anziane più gentili del vicinato avevano preparato delle ciotole piene di dolciumi da distribuire quella notte; quelli più antipatici, invece, avevano come sempre appeso dei decori che avrebbero solo spaventato i bambini quando questi si sarebbero presentati sotto il portone d'entrata.

Halloween nel mio quartiere era sempre stato così. Spesso avevano fatto anche delle feste per bambini in un gazebo vicino il mare, ma poi queste erano state abbandonate quando i proprietari avevano capito che ai bimbi non piace ricevere il titolo di "miglior costume dell'anno", ma solo portarsi a casa una ciotola piena di schifezze da mangiare per il resto del fine settimana.

Noi non avremmo ricevuti dolci. Ero più che sicura che i fratelli Myers non ci avrebbero fatto trovare molte caramelle in casa loro.

"Dai, apriamolo" lo incitai, sedendomi al suo fianco. "Spero soltanto che mi piacerà, perché non ho un piano di riserva. Al massimo andrò a quella festa vestita da ragazza sonnambula, mi basterà indossare il pigiama e sarò la più originale della festa."

"Non originale quanto il ragazzo vestito da pene lo scorso anno, ti ho mandato la foto alla fine, vero? Era quello dell'ultimo anno, che frequentava il nostro stesso corso di storia perché era indietro con quella materia. Jimmy, Jerome, Jay, un qualcosa del genere" replicò. Infilo l'unghia leggermente mangiucchiata sotto il pezzo enorme di scotch, senza neanche pensare di scendere a prendere un coltello per poter risolvere il tutto più facilmente. Alla fine ovviamente fui io a doverlo andare a prendere ma non evitai di scherzare sul fatto che Seth avrebbe dovuto riniziare la palestra. La forza con il quale lo aveva lasciato lo stava forse abbandonando?

Il costume non mi sorprese più di tanto, comunque. Non quanto sorprese Seth, almeno. Saltò in piedi, con quello che Phoebe aveva definito "vestito per una festa in costume", e me lo lanciò in testa. "Wonder Woman, ragazza mia."

"Okay, siamo sicuri che quelli siano pantaloncini? A me sembrano più delle culotte messe giusto per coprire almeno il sedere, Seth" mi lamentai, osservandolo. Non era male, era davvero carino in effetti ma non era ciò che avrei messo io ad una festa di Halloween. Non era raro l'uso di vestirsi da supereroi, alcuni adoravano modificarli e farli diventare più cattivi per la notte che molti adolescenti statunitensi come me amavano. Io avrei preferito vestirmi da vampira, farmi qualche trucco strano intorno agli occhi o quello che fa in modo che il tuo collo sembri ricucito. Ovviamente non avrei fatto tutto da sola, non ero così brava a truccare, era già tanto che la linea di eye-liner venisse dritta di prima mattina.

"Hayley, è perfetto per te" ribatté, tirando fuori dalla scatola anche una fascia oro con al centro una stellina rossa; pensai fosse il marchio di Wonder Woman o qualcosa del genere che la rappresentava. Il costume era tutt'uno, non aveva pezzi staccati fatta eccezione appunto per la fascia e il mantello rosso. I pantaloncini erano di un azzurro elettrico, con delle stelle dorate così piccole che viste da lontano potevano sembrare dei pois. Il pezzo di sopra non era così complicato da mettere come avrei pensato all'inizio; era un semplice top con gli stessi colori della fascia, forse più metallizzati.
Il mantello non rimaneva intrecciato al collo, ma andava legato all'interno del top grazie a due filamenti rossi che non mi avrebbero neanche dato tanto fastidio.

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