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" I morti non dicono bugie!!

Una voce le sussurrò nell'orecchio.

"No. Non lo fanno".

Sentiva freddo. Tanto freddo.
Più di quanto potesse sopportare.
Ma si sentiva bruciare.
Ma non bruciava.

Era tutto nero.
Una figura scura e incappucciata era vicino a lei e la guardava.
I suoi occhi dorati e felini la fissavano , e la mano , bianca e magra , le accarezava la faccia come un ragno che ammirava la preda intrappolata nella ragnatela.

Lei era pietrificata. Non riusciva a muoversi.
Un dolore perenne le attraversava il corpo e ogni suo arto era come pietra.

La figura era ancora vicino a lei , e i capelli corvini penzolavano ad ogni suo movimento.
La mano vicino al collo.
Le unghie sulla sua pelle.

"I morti non dicono bugie.
Tu lo dovresti sapere moy malen'kiy volk (lupacchiotta)"

A quel suono il suo corpo fece un sussulto.
Nessuno la chiamava così.
Ma il suono era così familiare...
Sentirlo di nuovo le faceva male al cuore.

"Non osare . Non mi chiamare in quel modo... "
La minaccia le usci come un ringhio.
Meno umano.
Più animale.

Lei sorrise.
I canini appuntiti brillarono.

" Così come? Non è il tuo nome? O smert (morte) ti piace di più? È così divertente! Perchè menti?
O mio lupo. Perdi il pelo ma non il vizzio! Eppure te l'ho detto. Le persone morte non dicono le bugie. "

E un attimo dopo non c'era più. Il mondo si fece freddo e bianco. Un'odore di pino si fece l'argo e poi un vento gelido e forte cominciò a soffiare .
Poi degli zoccoli che affondavano nella neve fresca , una voce maschile che gridava al cavallo.

D'improvviso si trovò a correrre tra il sentiero innevato e ghiacciato a piedi nudi , con i rami che le graffiavano le gambe e la tormenta che la portava allo sbaraglio.
Non sapeva perchè lo facesse, o dove stava andando o chi l'inseguisse , sapeva solo che doveva correre veloce, più veloce.

L'uomo stava arrivando, il cavallo sbatteva gli zoccoli più forte.

"Zapustite bystreye ! (corri più veloce!)"

Disse una voce lontana.
Non era l'inseguitore.
Non era la donna di prima.

No.
Era una voce più calda e forte.
Una voce nascosta e annebiata dal tempo.
La voce le risuonava in testa come una filastrocca.
Lei non si fermava.
Lui la stava ancora seguendo.

Non aveva visto il burrone.
Prima che l'inseguitore la prendesse e lei si fermasse i piedi sfiorarono il vuoto e il suo corpo precipitò nell'oblio.

Prima di accorgersene, l'acqua l'abbracciò irremobibile , cruenta e senza pietá e prima di darle il permesso si prese la sua anima e poi il suo cuore.
Il ghiaccio prese invece le sue ossa e le onde il suo corpo , fino a quando non ebbe altro da dare.

La luce la colpì ,anche lei senza preavviso e il gelo si trasformò in un lieve calore.
Una figura stava sopra di lei.

La morte era arrivata a prenderla.
Se la ricordava ancora.
La prima volta le aveva offerto la mano .
Lei non aveva niente da offrirgli.
Si era gia presa tutto.

Gli assassini di Adarlan ( In Sospeso)Leggi questa storia gratuitamente!