dedico questo capitolo ad Anna, benvenuta nella impossible family❤❤

Quando tornai a casa, pensavo fosse andato tutto bene. Pensavo che nessuno avesse saputo di dove ero andata, con chi avevo parlato, cosa avevo fatto.
E invece no.
Mia madre mi aspettava seduta sul divano, con braccia conserte e sguardo serio ed io, inizialmente, non ne sapevo il motivo. L'ultima volta che l'avevo vista così, aveva appena scoperto della relazione tra me e Travis.

"Ciao, tutto bene?" le chiesi, posando la borsa sulla poltrona.

"Dov'è che sei stata? E voglio la verità, Faith Elizabeth" mi disse.

Presi un sospiro. Come potevo soltanto dirle la verità?

"Mamma, io sono stata soltanto al bar con Jenna" mentii. Avrebbe dato di matto se avesse saputo di thomas, ma avevo una specie di sensazione come se lei già lo sapesse. Si alzò con le braccia incrociate sotto il seno e mi squadrò da capo a piedi; non era mai stata a capire se dicevo la verità o no. O almeno, l'anno precedente si era bevuta una cifra di storie anche se poi la verità era venuta a galla.

"Faith Elizabeth Paige Evans" scandì bene il nome che odiavo tanto; non mi chiamava per intero da così tanto tempo che ci avevo perso l'abitudine ed invece mi ritrovavo di nuovo nella situazione dove loro vincevano e io finivo in punizione.

"Come fai a sapere dove sono andata?" dissi, allora. Tanto già lo sapeva. Come? Non ne avevo alcuna idea, ma lei sapeva. Ripensai alle parole di Thomas, "un altro come me." Come lui, ma come? Thomas aveva tante cose dentro di sé: sbagli, problemi, rancori e tristi ricordi. Era un ragazzo che doveva soltanto essere capito, perché lui aveva già capito tutti gli altri.

Forse mia madre era stata avvertita da qualcuno e allora pensai di ritrovarmi nella stessa situazione di poche settimane prima, dove tutti mi sembravano innocenti e colpevoli allo stesso tempo.

"Un giornalista mi ha mandato una tua foto, quando ti ha vista fuori dal quel centro di ricoveri per pazzi! Dio, Faith, come puoi entrare in un posto del genere quando io e tuo padre stiamo divorziando? Hai idea di cosa penserà la gente di noi, di te? Penseranno che sei impazzita per la nostra devastante rottura, sai quante persone sparleranno di noi alle nostre spalle? Hai idea di tutti i commenti che riceveremo? Lo scandalo che subiremo?"

La cosa non mi sorprese molto. La mamma era arrabbiata per ciò che avrei potuto fare all'immagine della nostra famiglia, non per ciò che aveva fatto. Forse non sapeva neppure che ero andata da Thomas, chissà cosa girava per la sua testa a volte egoista e superficiale.

"Mamma, non mi importa ciò che penserà la gente, ci sono andata per fatti miei, non per il divorzio e sì, se me lo chiederanno, dirò la verità, non mi importa niente" sbottai. "Ma certo, non chiedermi se sto bene, dopo aver rivisto ciò che è stato il mio incubo per anni, non chiedermi perché ero lì e non preoccuparti degli incubi costanti che faccio la notte. Continua a fare shopping in centro, procurati una nuova Michael Kors, questa non è del modello scorso?"
Non aspettai neanche che replicasse arrabbiata, la sua faccia formava un mix tra l'essere sconvolti e l'essere sorpresi che non mi colpì più di tanto. La superai e salii di corsa al piano di sopra, per chiudermi direttamente nella mia stanza.

Non avevo voglia di sentire nessuno. Era uno di quei giorni in cui volevo soltanto stare da sola perché erano successe troppe cose insieme, ma non era neanche l'ora di pranzo. Non volevo stare chiusa in camera ma allo stesso tempo volevo rimanere per un attimo esclusa del mondo. Prendere un orologio per bloccare il tempo e rimanere da sola. Solo io, il resto niente. Tutto fermo, nessun rumore a parte quello dei miei pensieri, che litigavano per quale fosse il più importante.
Thomas, mia madre, Marcie, il "Thomas", Aubrey e mio padre, il divorzio, i problemi di Cameron e suo padre, Travis e il bacio con Jason.
Certe volte mi chiedevo cosa avrei fatto, se avessi avuto l'opportunità di tornare indietro nel tempo per aggiustare le cose. Poi mi veniva in mente lui, il suo sorriso, la sua voce e tutte le cose che avevamo passato insieme e allora capivo che no, non avrei mai cambiato nulla. Che avrei lasciato tutto così com'era perché tanto la paura di perderlo l'avrei avuta comunque, ma almeno sarei stata certa di continuare ad averlo ancora con me.

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