1Capitolo

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Pov Elena:
"Ciao papà, come stai?" Chiesi sorridendo imbarazzata.
Era da mesi che non tornavo nella mia casa a New Work ma il college e il lavoro mi tenevano occupata e non volevo sembrare la solita ragazzina viziata.
Non ero più viziata, ero solo una ragazza che lavorava in un bar e che abitava con due ragazzi fidanzati.
"Sto bene principessa ma quindi hai il fidanzato o no?" Sbuffai.
Mia sorella che aveva 18 anni di era già fidanzata e tra poco si sarebbe sposata e io non avevo nemmeno un ragazzo, non ne avevo bisogno e non ne avevo il tempo.
Dei ragazzi ci provavano con me ma non potevo distrarmi dagli studi ma non volevo che i miei pensassero che fossi solo una ragazzina stupida che non trovava nessuno.
"Si papà sono fidanzata con un ragazzo da due mesetti" sussurrai imbarazzata.
Lui rise.
"Oddio sono contento" disse.
"Papà è solo un ragazzo" dissi sbuffando e chiusi il libro di matematica.
"Portalo per Natale" disse staccando.
Mi presi la testa tra le mani guardando il calendario.
Mancavano solo 5 giorni a Natale e io non avevo nessun ragazzo in mente.
"Ehi" mi girai e incontrai gli occhi neri come la pece di Nate, uno dei miei due coinquilini.
"Ciao Nate"
"Ti va di accompagnarmi dal meccanico? Devo andare a prendere la macchina e Josh non c'è" annuii alzandomi dalla sedia.
Presi il mio giacchetto di pelle e lo seguii fuori.
"Quindi che farai a Natale?" Chiese Nate sorridendomi.
Se non fosse stato gay lo avrei chiesto a lui di essere il mio finto ragazzo, ma era gay e stava con Josh.
"Niente, vado a casa" dissi sbuffando.
Lui annuì accendendosi una sigaretta.
"I genitori di Josh ci hanno invitato a casa loro" disse divertito.
"Ma è magnifico" esultai ridendo.
"Già" disse felice.
Arrivammo davanti al meccanico, Nate buttò la sigaretta a terra.
Entrammo dentro e un odore di benzina, olio mi invase le narici.
Non c'era nessuno.
"Nate" ci girammo verso quella voce sexy e roca e davanti ai miei occhi mi ritrovai il ragazzo più figo che avessi visto nella mia vita.
Era alto, 20 centimetri più di me di sicuro e io ero solo 1,65.
Aveva le braccia con delle scritte, aveva un corpo da Dio Greco.
Aveva i capelli castani chiari e due occhi celesti che erano la meraviglia.
Indossava una maglietta bianca con lo scollo a V tutta piena di olio e benzina, jeans neri strappati ed era davvero bono.
"Come stai?" Chiese Nate ridendo.
"Sto bene, ho finito la tua macchina due ore fa" disse ridendo anche lui.
Posò i suoi occhi su di me mandandomi in tilt tutta.
"Chi è lei?" Chiese il ragazzo mordendosi il labbro inferiore.
"La mia coinquilina" disse Nate sorridendomi.
Mi schiarii la voce e mi presentai:
"Sono Elena" lui annuì, mi porse la mano svogliatamente e sussurrò rocamente:
"Sono Lucas ma tutti mi chiamano Luke"
Annuii sorridendo.
"Quanto è per la macchina amico?" Chiese Nate.
"Sono 200 Nate" Nate Annuì e diede i soldi a Lucas.
"Me lo dai il tuo numero Elena?" Chiese Luke sorridendomi.
"Scordatelo" dissi divertita.
Lui scoppiò a ridere.
"Sei difficile" disse divertito.
Era simpatico.
"Andiamo Ele" disse Nate trascinandomi fuori.
Mi guardai dietro e vidi che Luke sorrideva.
"È un bel ragazzo" ammisi sorridendo.
"Già, ma non ha molti soldi e non penso sia il tuo tipo" disse Nate.
Il mio cervello malato ebbe un'idea.
"Non ha molti soldi?" Chiesi fermandomi in mezzo alla strada.
Nate scosse la testa.
"Nathan ho in mente un'idea" lui mi guardò confuso.
"Fidati di me Nate" dissi sorridendo.
"Mi preoccupi Ele" disse scuotendo la testa ma divertito.
Lo abbracciai e corsi verso l'officina.

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