Il venerdì arrivò più in fretta di quanto pensassi; il tempo non era migliorato, anzi, con l'arrivo di ottobre sembrava esser peggiorato rispetto a quando ero tornata a casa. Quella mattina aveva iniziato a piovere alle cinque ed io mi ero svegliata proprio per quello ma poi non ero più riuscita a prendere sonno. Perciò, avevo deciso di lavare i capelli dato che non erano il massimo e prepararmi con calma; tanto avrei avuto tutto il tempo possibile. Ero addirittura riuscita a fare colazione senza dovermi abbuffare velocemente per il ritardo; avevo mangiato con calma, preparando una bella colazione che mia madre aveva subito considerato "sana e fresca".

Al contrario di ciò che avevo pensato, la professoressa di matematica non ci preparò alcun compito, ma iniziò a spiegare un nuovo argomento, mandandomi ancora più in confusione il cervello. Le lezioni erano volate, forse perché venerdì era il nostro ultimo giorno della settimana e avremmo avuto il weekend completamente libero. Per altri, invece, la giornata a scuola era durata più del solito proprio perché non vedevano l'ora che il weekend arrivasse. Io? Beh, per me sarebbe stata uguale come cosa, tanto prima sarei dovuta passare a casa Wade per fare ripetizioni di latino.

"Sai che vorrò ogni dettaglio su ciò che farete vero? Di cosa parlerete, cosa mangerete?" mi disse Seth, mentre posavamo i vassoi del pranzo. Roteai gli occhi al cielo, tanto avevo già in programma che con Alex avrei parlato solo e soltanto di latino. E sì, non era il massimo delle conversazioni ma con lui non avrei voluto parlare più di tanto. Sarei stata un'ora, avrei cercato di spiegargli tutto nel modo più semplice possibile, e poi me ne sarei andata. Sperai soltanto che sua madre non avesse intenzione di farmi andare lì ogni settimana e per tutto l'anno; Alex avrebbe dovuto imparare a cavarsela da solo o almeno trovare qualcuno davvero bravo per dargli ripetizioni.

"Seth, sono solo delle lezioni di latino" replicai, scoccandogli un'occhiataccia.

"Sì, e tu vivi ancora nel mondo delle favole" ribatté, fermandosi davanti il suo armadietto. "Andiamo, Hayley, credi davvero che lui rimarrà tutto il pomeriggio concentrato su un libro? Lui? Alex? Non è mica Jeremy Stuart, quell'antipatico che fa biologia con me! Dovresti vederlo, mi urta il sistema nervoso ogni volta, lecca il culo ai professori come io leccavo i lecca-lecca da bambino!"

"Non ha senso questa frase" notai, "e comunque conosco Jeremy, andavo alle medie con lui ed era praticamente insopportabile, e lo è di più quando capiti al banco con lui per forza! Comunque so che Alex non è un santo, non c'è bisogno che me lo ricordi, dato che stamattina non ho visto soltanto lui nella sua stanza... di nuovo." Feci una smorfia di disgusto nel ricordare la ragazza coi capelli rossi tinti che avevo visto attraverso la mia finestra; scossi la testa per il disgusto.

"Maegan è con Alvin" mi disse, cambiando discorso. "Io non- so che a lei potrebbe piacere ancora, va bene? Ma, andiamo, è Alvin Fields, non il cricetino che balla in televisione. E purtroppo lei non vuole capirlo. Non l'ho neanche chiamata, non la sento quasi mai ultimamente."

"Non dirlo a me; dovevo chiamarla giorni fa, ma non mi ha risposto al cellulare e la mattina fa sempre tardi, quindi non riesco sempre a beccarla, ti pare normale? Non sa neanche che dovrò andare da Alex questo pomeriggio, per farti capire come stiamo messe." Purtroppo era vero, non riuscivo mai a sentire Maegan e non perché non volevo; la maggior parte delle volte ero troppo bloccata con lo studio per potermi ricordare di scriverle, di chiederle di Alvin e di come stesse andando. La mattina non riuscivo mai a fermarla per poterci parlare seriamente, all'intervallo stavamo con persone diverse - cosa mai successa prima - e così anche a pranzo, ma lei arrivava tardi anche lì.

Seth scosse la testa e staccò le spalle dall'armadietto quando la campanellà suono.
"Abbiamo educazione fisica insieme o sbaglio?"

Scossi la testa. "No, non sbagli affatto."

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