Travis, Isaac, Jenna, Aubrey e Faith: secondo voi chi sarà il più bravo? Ahahah, lo scoprirete, buona lettura!

Quella sera il bowling era strapieno di gente e ne rimasi davvero sorpresa, dato che era una normalissima sera d'estate e non un sabato in cui la gente si precipitava fuori di casa per vivere un po'. Il punto è che la sala dove andavamo sempre noi e dove io ero andata sin da più piccola, non aveva soltanto il bowling, ma c'era spazio anche per le partite a biliardo, ai videogiochi, al biliardino e molto altro ancora. In più, aveva la pizzeria, che ti faceva l'offerta se avevi giocato a qualsiasi cosa escluse le macchinette con i giochi per bambini. Il nome aveva il nome meno originale che avesse mai potuto avere, perché dato che il proprietario si chiamava Bowl, aveva rinominato così la sala che aveva aperto, aggiungendoci il "fun" davanti. Quindi, aveva creato così il FunBowl, inizialmente solo bowlin, poi sala giochi per aumentare gli incassi.

Aprii la porta con le maniglie a forma di birillo ed entrai, seguita ovviamente da Travis. Doveva esserci l'aria condizionata, perché il posto non era caldo come lo aspettavo. Mi guardai intorno per individuare i capelli ricci di mio fratello o quelli più scuri di Aubrey, ma alla fine dovetti chiamare uno dei due perché erano introvabili. Infatti, stavano giocando a biliardo e ci raggiunsero cinque minuti più tardi.

"Non è affatto male" ci disse Isaac, riferendosi direttamente ad Aubrey.

Lei scrollò le spalle. "Ho sempre voluto provare il biliardo. Jenna non verrà?" aggiunse, guardandosi intorno per cercarla.

"Penso di sì, le ho scritto prima e aveva detto che sarebbe venuta" rispose mio fratello. Non dovette neanche alzarsi sulle punte per cercare tra le persone alle nostre spalle o anche fuori, data la sua-anche-troppa altezza. "Dai, la chiamo e mi faccio dire dov'è. Prendete voi le scarpe e scegliete una pista? Se siamo in cinque, c'entriamo ovviamente."

"Certo, ci pensiamo noi" accettò Travis. Appoggiò una mano sulla mia schiena per spingermi verso il bancone. La sala era davvero grande e noi eravamo soltanto in quella da bowling, dato che le altre erano tutte dall'altra parte del locale. Il bancone per le scarpe e per pagare si trovava proprio davanti le piste e c'era un signore sulla cinquantina, con i capelli brizzolati e gli occhiali sulla punta del naso, a servirti. Davanti a noi c'erano soltanto due ragazzi; erano due studenti della South con i quali non avevo mai parlato, ma ovviamente Travis li conosceva. Si scambiarono un cenno di saluto e poi toccò a noi. "Tobias" c'era scritto sulla targhetta di quell'uomo.

"Allora, voi quanti siete?" ci chiese, con un tono di voce abbastanza scocciato. Odiavo i commessi così perché, certo, le giornate no capitavano a tutti quanti; ad alcune persone anche più di altri. Però questo non voleva dire che il tuo pessimo umore doveva concentrarsi anche su di noi!

Mi girai verso Isaac per cercare una conferma per Jenna e, quando lo vidi annuire, tornai a parlare con il signore. "Siamo cinque, due sette, poi anche due dieci e mezzo e..." Mi fermai, ricordandomi di non sapere il numero di scarpe di Aubrey. 

Fortunatamente, lei capì al volo e terminò la frase al posto mio. "Un otto."

Tobias ci scrutò, tirando su una stecca degli occhiali rotta ma attaccata con lo scotch; si girò di spalle e iniziò ad appoggiarci davanti tutte le scarpe che avevamo chiesto. Presi le mie e, con l'altra mano, anche quelle di Jenna. Mise l'ultimo paio di scarpe davanti gli occhi di Aubrey e si rivolse a Travis.
"Ragazzino, abbiamo solo un dieci. Che paio ti prendo?"

"Per Isaac va bene anche la undici" replicai, "al massimo le allaccerà in modo più strette, non cadrà."
Tobias annuì e poi ci buttò sotto gli occhi anche l'altro paio di scarpe. "I nomi delle persone che giocano? Muovetevi, penso sappiate come vi chiamate; non sto mica qui per voi."

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