Capitolo 38

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Il sangue che scorreva come un fiume in piena lungo il suo volto corrucciato dal dolore. Gli occhi lucidi, lo sguardo malinconico.
Quello non era mio padre.
No ...
Non il duro e severo Becken.
L'impassibile, il saggio, il cordiale, il giusto ...

-No!- grido io, prendendo a pugni il muro della mia stanza, lasciando su di esso il segno delle mie nocche, ormai marcate dal sangue.

Mi ero tolta il vestito di Rosi, sporco della linfa rossa di papà e mi ero infilata una t-shirt e un paio di pantaloni neri.
Sono pronta per partire!
Sono pronta per farlo fuori!

-Non a lui!- urlo di nuovo, compiendo la stessa azione con l'altra mano.

Jonathan Wolf, considerati morto!

Continuo a dare pugni al muro, ignorando completamente il dolore delle mia mani.
Ti odio!
Ti odio!
Improvvisamente il mio braccio viene bloccato da una mano gelida quanto l'inverno stesso, una mano che conosco fin troppo bene.

-Lyä basta ...- mi sussurra Axel all'orecchio, osservando le mie nocche grondanti di sangue -Guarda che ti sei fatta- continua lui, voltandomi nella sua direzione, cominciando a baciare le mie povere mani, in modo tale da pulirle dal sangue.

-Axel ... Vattene ... Lasciami sola- faccio io seria, nascondendo il volto fra i capelli.

-Tu non mi dai ordini Lupetta- dice questo sarcasticamente, costringendomi ad appoggiare la schiena al muro -Sono pur sempre il principe- si pavoneggia, imprigionandomi con le sue possenti braccia.

-Lo dico per il tuo bene. Se ci tieni alla pelle ti consiglio di starmi alla larga. In queste condizioni non so quanto riuscirò a tenere a bada il Vampiro che è in me ...- dico io, fredda come non mai.

Non mi importa più di nulla, l'unica cosa che voglio è uccidere Jonathan!

-Primo; anche se sfogassi tutti i tuoi poteri su di me non saresti in grado di uccidermi. E secondo; so che non lo faresti mai- la sua mano sulla sua guancia è come una manna dal cielo, come se riuscisse a farmi svegliare da quell'incubo.

-Cosa te lo fa pensare?- domando, incontrando i suoi occhi neri.

Axel non mi risponde, si avvicina a me, e stampa sulle mie labbra un dolce bacio, che in qualche recondito modo riesce a tranquillizzarmi.

-Lo so e basta- dice infine, appoggiando la sua fronte alla mia.
-Devi stare tranquilla Lupetta ... So che è difficile, ma tu sei forte non puoi lasciarti assalire dal desiderio di vendetta-

A quelle parole mi allontano di qualche centimetro da lui -Cosa dici?! Lui ha ucciso mio padre! Merita di morire!-

-Non otterrai niente se lasci che la rabbia ti faccia da padrona. Perderai il controllo. La vendetta ti accecherà la vista. Noi vampiri non siamo in grado di fermare la sete di morte e sangue. E non so che effetti possa avere tutto questo su di te- fa lui cercando di venirmi incontro.

-No Axel!- grido io liberandomi dalla sua presa -Non cercare di farmi cambiare idea! Quando il sole sarà sorto, io andrò dai Banditi e cercherò quel vigliacco di Jonathan! Ha avuto il coraggio di uccidere sangue del suo sangue! Ed io farò giustizia!-

-Giustizia dici?! Cosa otterrai quando l'avrai ucciso?! Cosa ne ricaverai? Ti sarai soltanto sporcata le mani di sangue! Sarai un assassina! Come ti sentirai dopo eh?!-

-Mi sentirei in pace con il mondo!-

Dopo le mie parole, vedo gli occhi di Axel diventare rossi e i suoi canini allungarsi.
In uno scatto veloce questo mi spinge sul letto bloccandomi le mani e schiacciandomi con il suo peso.
-In pace con il mondo?!- mi urla in faccia -Uccidere ti fa sentire in pace con il mondo?!-

La ragazza Lupo [in revisione]Leggi questa storia gratuitamente!