Louis' P.O.V

Quando, finalmente, Harry ed Anne smisero di imbarazzarsi a vicenda, iniziammo la nostra ricerca per trovare Arabelle.

Chi poteva sapere cosa avrebbe fatto quel mostro alla m- la ragazza di Harry.

Probabilmente era stata bloccata in un van per ore e alla fine il mostro senza cuore era andato a prenderla per qualunque ragione lui la volesse.

Harry stava sfrecciando per la strada bagnata di Holmes Chapel. Era un giorno piovoso e noioso. L'unica cosa positiva di quel giorno era che avevamo trovato Anne.

L'adrenalina scorreva nelle mie vene causando in me un sentimento molto più vertiginoso mentre ci dirigevamo per affrontare il problema di Max.

Anne era districata da tutto quello che sembravano migliaia di corde ed era seduta sui posti anteriori della macchina. Harry stava guidando.

La madre di Harry non aveva detto nemmeno una parola se non scusa. Potevo dire che si sentiva male per quello che Max le aveva fatto, e anche che magari era colpa sua. 

Ovviamente non lo era ma lei magari la vedeva in questo modo.

"Che ora è Lou?" Harry chiese di fretta

"Le 8:29 e calmati, lei starà bene, cerca di non preoccuparti" 

I miei tentativi di far calmare e far sentire meglio Harry non mi procuravano sforzi.

Harry velocemente guardò lo specchietto retrovisore per controllare che sua madre stesse bene; lo era.

In quel momento che Anne era li mi sentivo come il terzo incomodo, agh.

"Cosa succede? Sembri nervoso"  Harry mi chiese mentre faceva un'altra brusca sterzata facendomi stringere la presa sulla portiera. Le mie nocche sembravano dovessero esplodere come i popcorn. Harry, per l'amor di Dio, pensai.

"S-sto bene, perchè?" balbettai, bene, ovviamente avrebbe pensato che qualcosa non andava

La verità era che ero innamorato. Innamorato di una ragazza che non potevo avere, che schifo.

Harry girò la sua testa per fissarmi, non sembrava molto convinto. 

"Dici sempre così" sospirò

Guardai in basso, non volevo davvero parlare in quel momento.

Dopo un silenzio imbarazzante di circa mezz'ora la macchina si fermò davanti la villa. Eravamo finalmente tornati indietro per raccontare ai ragazzi cosa era successo e trovare un modo per riavere Arabelle.

Mi incamminai verso la mia stanza, il mio paradiso sicuro, per quel momento.

Arabelle's P.O.V

Era buio. Era tutto quello che percepivo in quel momento. La mia testa mi faceva così male che non riuscì ad aprire gli occhi, nemmeno al buio.

Iniziai a essere mossa da qualcosa.

Ero in una macchina, oh. 

Tutto quello che ricordavo erano Harry e Max che litigavano e dopo lui che prese Anne e che Max mi trascinò via.

Che maleducato.

Sapevo che lui non aveva scelta.

Il retro del van fu aperto e la linea stretta e piccola all'estremità del mio occhio fu colpito dalla luce luminosa e raccapricciante. Probabilmente una torcia se non era più giorno. Solo Dio sapeva quanto ero stata fuori.

Lentamente iniziai a sentire di nuovo il mio corpo, mi sentivo tutta intorpidita per qualche ragione.

Avevo dovuto sbattere la testa da qualche parte quando Max mi trascinò nel van. Come si era permesso? Appena lo avrei trovato lo avrei colpito, lo avre-

Il motore si spense e il van non fece più rumore.

Merda, significava che qualcuno stava arrivando. Immediatamente serrai i miei occhi e mi sdraiai come se stessi dormendo -in qualunque caso non ricordavo bene.

"Arabelle, tesoro, so che sei sveglia" una scura e mostruosa voce echeggiò nell'aria.  Non volevo più sentire il suo nome.

Lo odiavo al 100%.

Aprii i miei occhi e lo guardai dritto nei suoi occhi verde smeraldo. Erano così simili, i suoi e quelli di Harry. A volte, trovavo così spaventosa la loro somiglianza. 

Solo che, ovviamente, i capelli di Harry erano meglio dei suoi. Erano incredibili.

"Cosa vuoi?" replicai

"Come mai sei così scortese? Pensavo fossimo amici, Arabelle" disse ironico

"Ovviamente la tua mente malata pensava male" battibeccai 

La sua espressione cambiò, in un modo che non avevo mai visto prima, rabbia, gelosia, passione. Non sapevo quale di quelle emozioni erano mischiate.

Salto dentro il van con me, i suoi stivali fecero un rumore che probabilmente sembrava che era come se qualcuno stesse scavando la mia tomba.

Indietreggiai immediatamente, stupida idea, colpii l'altra portiera con la schiena. Fantastico.

"Non hai via di uscita" ghignò malignamente mentre sospirava aggressivamente

Afferrò il mio braccio e trascinò il mio corpo sulla sporcizia e il cemento, ero sicura che avrei avuto qualche graffio.

Fui tirata su mentre tiravo calci e urlavo, non accadde nulla.

"Qualcuno è esuberante oggi, non è così?" mi disse trascinandomi in una stanza e sbattendo la porta

Ero sicura che aveva blaterato qualche parola mentre si allontanava ma non avevo voglia di sentire la sua merda quel giorno e mai.

Mi guardai intorno, una camera da letto classica e carina, un letto, alcuni dipinti e una sedia con una finestra. La finestra era bloccata con innumerevoli tavolette di legno inchiodate alla parete.

Scappare sembrava solo come un mito nel mio caso in quel momento.

Alla fine avevo tempo di pensare...

Mi alzai dal pavimento non badando nemmeno al mio aspetto nel caso mi sarei dovuta vergognare.

Mi buttai sul grande e poco comodo letto e mi sdraiai cercando di dormire un po'.

Era stata una lunga giornata, e forse, solo forse mi sarebbero servite le energie per il giorno dopo...

***

Buon Natale!

Avete passato una bella giornata?






Arabelle (Harry Styles) Italian TranslationLeggi questa storia gratuitamente!