"Rimani a dormire da me?" mi chiese Travis, mentre uscivamo da casa Blake. Avevamo i vestiti addosso, ma si erano completamente appiccicati ai nostri petti, ancora bagnati e pieni di goccioline. Neanche i capelli si erano asciugati molto.
Faceva anche freddo, avevo la pelle d'oca anche sulle cosce e a volte piccoli brividi che mi riscuotevano.

"Non penso che posso" ammisi, girandomi per guardarlo. Mi circondò le spalle con un braccio e mi strinse a sé, così appoggiai la testa sul suo petto, cercando di trovare un po' di caldo anche se lui era bagnato quanto me.

"Dai, almeno ti asciughi" iniziò ad insistere, "non ti farò mai salire in macchina bagnata così, lo sai. E in più, hai appena sbadigliato, ciò significa che sei stanca."

"O che sei noioso" aggiunsi, facendomi scappare un sorriso. Travis scoppiò a ridere e continuò a guardarmi, come per ricevere una risposta. Alla fine, alzai gli occhi al cielo e annuii, mormorando un "va bene". Tanto a casa la situazione non era delle migliori e Aubrey avrebbe potuto dormire da me invece che nella stanza degli ospiti.

"Visto? Mai mettersi contro di me, io vinco sempre" mi ricordò.

"E chi ti dice che non rimarrò a casa tua solo per asciugarmi?" replicai, staccandomi dalla sua presa. Travis mi osservò con un sopracciglio alzato e un volto divertito dalle mie parole. Tanto, sapevamo entrambi che sarei rimasta a dormire da lui. Sperai che Leah fosse già andata a dormire, sarebbe stato imbarazzante per me.

Entrammo in casa senza dire una parola e camminando in punta di piedi, scalzi e con le scarpe tra le dita della mano. Era quasi mezzanotte, infatti il salotto era completamente deserto; la televisione era spenta e le luci erano tutte spente, eccetto per una piccola lampada sulla libreria.

"Vieni" sussurrò Travis, prendendomi le punta delle dita. Intrecciai le nostre mani e camminai, cercando di non far troppo casino. Avevo paura di svegliare qualcuno: Cole, Leah o Robert. Attraversammo il corridoio ed entrammo nella sua stanza, tanto la porta era già aperta.

Come al solito, non era il massimo dell'ordine. Le coperte del letto erano tutte spiegazzate, uno dei due cuscini era stato buttato sotto la scrivania. La valigia si trovava ancora ai piedi del letto e alcune magliette erano state lasciate sul parquet della stanza dal ragazzo al mio fianco.

"Povera tua madre" borbottai, sedendomi sul letto.

"Sei tu quella che si è seduta sul mio letto con il culo bagnato" ribatté, scoccandomi un'occhiataccia. Mi alzai di scatto, non me ne ero neanche resa conto ma sapevo che la sua era solo una finzione. Infatti, nascose un sorriso mentre si chinò per raccogliere il cuscino.

"Allora... vai in bagno ed asciugati come vuoi, ti raggiungo subito" mi disse. Si avvicinò all'armadio e tirò fuori una semplice t-shirt rossa, poi me la lanciò e io la colsi al volo.

"Grazie" mormorai, abbassando la voce al contrario di quello che aveva fatto lui. Corsi velocemente in bagno e chiusi la porta, pregando ancora che non si svegliasse nessuno.

Aprii uno sportello per cercare il phon, sapevo che Travis non lo aveva portato a Miami perché non lo usava mai. Lo trovai, poi, ancora attaccato alla presa accanto il lavandino. Presi l'asciugamano più grande che trovai e mi tolsi i vestiti da dosso. Erano bagnati soltanto a metà, più che altro nelle parti dove avevo l'intimo. La porta si aprì di scatto ed io, di istinto, mi coprii con l'asciugamano.

Travis scoppiò a ridere ed io sentii il cuore diminuire i battiti, continuando con il suo moto normale.
"Mi hai fatto prendere un colpo!" esclamai, sottovoce.

"Non è una missione, idiota, puoi parlare normalmente" mi ricordò, togliendomi l'asciugamano di dosso. Presi la maglietta e, sentendo l'intimo più asciutto, la indossai velocemente.

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