"Signor Walsh!" urlò Aiden, attraverso il megafono. Nessuno rispose, completo silenzio. La luce del balcone era spenta, potei notarlo quando mi spostai leggermente, da un piede all'altro. Si confondeva con tutte le altre, ovviamente accese.
Nonostante fosse una bella serata d'estate, nessuno sembrava esser fuori, affacciato a guardare il cielo stellato o anche a fumare una semplice sigaretta.

"Magari non stanno a casa" suggerì Travis, buttandosi per terra, su uno striscio di erba anche un po' secca.

"Già, magari" acconsentì Aiden.

Il palazzo era uno dei nuovi di quella zona, anche se era molto strano, forse per qualche arcata o per il fatto che sembrava fatto di plastica. Non sembrava neanche di essere a New York, ma i clacson che spesso si sentivano nell'aria me lo ricordavano abbastanza.

"Dovevamo fare anche rifornimento di caffè" Sentii borbottare da Luke ed in effetti aveva ragione, anche se non mi sentivo così stanca.

"Forse lo abbiamo già fatto!" Chiusi gli occhi e mi morsi l'interno guancia per non urlare o tirare fuori qualche brutta parola che non avrei dovuto dire, poi mi girai verso Marcie, anche lei con un borsone blu notte in mano.
Al suo fianco, però, c'era Jason, anche se non sembravano particolarmente felici di essere l'uno al fianco dell'altro. Vennero verso di noi, con la borsa di Marcie che le sbatteva su un fianco. La appoggiò per terra e ci sorrise. Era una bella ragazza, non potevo però negarlo.

"Jason Miller!" esclamò Isaac, incrociando le braccia al petto.

Ma certo!, esclamai nella mia mente. Isaac avrebbe potuto darmi tutte le risposte che cercavo, o forse. Dopotutto, conosceva Marcie, a quanto pare anche Jason, e sicuramente sapeva qualcosa su ciò che era successo e sul perché Travis avesse lasciato Marcie. O il contrario.

Jason guardò mio fratello con un ghigno sul volto. "Isaac Evans qui con voi. Deve essersi rivoluzionato il mondo, quando sono andato via, o no?"

"È stato un bell'anno" affermò Aiden. Mi girai verso Jenna, ma lei faceva avanti e indietro con lo sguardo, da suo fratello, a Travis, a Luke, a Jason.
Sembrava essersi creato un muro di ghiaccio tra quei quattro e l'atmosfera sembrava essersi riscaldata tutto d'un tratto. Avvertivo tensione nell'aria, cosa che non avrebbe portato nulla di buono.

"Come mai qui?" chiese allora Maya. Lei sembrava piuttosto indifferente a Jason, forse non lo conosceva neanche molto bene. Forse sapeva quanto Jenna, quindi non molto.

"Perché Cameron era mio amico e sappiamo tutti che Marcie non sa tenere la bocca chiusa, quando si tratta di pettegolezzi" ci spiegò, mettendosi seduto. "Comunque, lo ha detto solo a me e solo perché sono riuscito a cavaglierlo fuori."

"L'importante è far tornare Cameron a casa" disse Maya, scrollando le spalle. "E datemi una tazza di caffè, ne ho davvero bisogno."

Ben presto, si formarono i soliti gruppetti o coppie che si creavano ogni volta che c'era troppa tensione tra di noi. Isaac e Jenna si strinsero presto l'uno all'altro, sotto varie occhiatacce da parte di Luke. Travis prese Aubrey da parte per parlarle, forse di Leah o comunque della sua famiglia. Aiden rimase a parlare con Sierra, mentre Marcie con Jason.
Mi girai intorno e, quando trovai Maya, andai verso di lei.

"Allora, come è stato questo rientro a casa?" chiesi, rifiutando subito una tazza di caffè.

Lei scrollò le spalle. "Sai che Marcie tornerà a frequentare la South? Proprio così, a quanto pare è davvero tornata per restare. Per il resto, tutto bene, ma non sono riuscita a riposare molto, questo pomeriggio. Tu, invece?"

"I miei divorziano." Andai dritta al punto. Se c'era una persona che avrebbe potuto capirmi, quella era Maya. Le spiegai velocemente la faccenda: mio padre che aveva già tradito mia madre, lei che sembrava molto più felice senza un uomo in casa, quando aveva portato Aubrey ed Isaac a fare una passeggiata.

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