I giorni seguenti furono piuttosto stressanti, più che altro perché, i primi giorni di scuola, i nuovi professori non facevano altro che chiederti di presentarti. E così tu dovevi alzarti in piedi, e dire come ti chiami, quanti anni hai, da dove vieni e perché sei in quel corso.
Gli altri anni lo trovavo fastidioso perché dovevo alzarmi in piedi e avevo gli occhi tutti puntati su di me. La mia timidezza mi aveva costruito una corazza così debole che quegli occhi riuscivano ad oltrepassarla, le mie gambe iniziavano a tremare e la mia lingua ad incastrarsi mentre parlavo. Così tanto che, una volta, con la madrelingua di spagnolo, avevo anche sbagliato un verbo praticamente impossibile da sbagliare ed ero sprofondata nella mia sedia, sepolta dalla vergogna.

Era venerdì, la scuola era appena finita e i miei genitori erano già in viaggio verso le terme. Cosa significava? Che dovevo preparare un borsone da portare a casa di Alex - la mattina non volevo correre a casa e sbrigarmi per vestirmi - e rimanere anche a pranzo lì perché Natalie aveva insistito davvero tanto.

Mentre tornavo a casa, mi squillò il telefono per l'arrivo di un messaggio.
Era Nate.
So dove abiti (colpa di Soph!), ti va di vederci più tardi? È un po' che non ci vediamo :)

Sorrisi per la faccina che aveva messo alla fine e risposi velocemente, dubitando del fatto che la cugina di Maegan sapeva dove abitavo.
Ti aspetto nella casa accanto alla mia, quella con le pareti azzure. Storia lunga ma ti spiegherò tutto dopo!

Posai il cellulare in tasca, sapendo che comunque la sua risposta sarebbe stata sicuramente positiva. Mi piaceva Nate, ma non nel senso che provavo qualcosa per lui. Dopotutto, lo conoscevo a malapena da una settimana. Era un ragazzo forte, simpatico e mi era sembrato anche abbastanza sincero. Mi piacevano le persone sincere; la sincerità per me era la prima cosa in un qualsiasi rapporto.
Inoltre, era anche molto carino e gentile. Ero contenta che aveva tenuto il mio numero, era stato bello da parte sua, perché nessun ragazzo si era interessato a me in un modo così puro e sincero, eccetto qualcuno a Seattle, con i quali non avevo parlato a lungo comunque.

Infilai la copia delle chiavi nella porta di casa e la aprii in un solo scatto. Quella mattina Maegan si era raccomandata del fatto che avrei dovuto dare del filo da torcere ad Alex, che avrei dovuto giocare a fare la volpe. Seth, invece, mi aveva chiesto una foto del suo corpo, se mai lo avessi visto; io gli avevo ricordato subito Charles e Seth si era ripreso scoppiando a ridere e dicendomi di star soltanto scherzando.

Salii in camera e tirai fuori un borsone da sotto il letto. Sarei stata lì solo qualche giorno e, più che altro, avrei dovuto portarmi i cambi per andare la mattina a scuola, un paio di scarpe almeno, lo spazzolino, i cosmetici e anche l'intimo. Anche se mi era balenata in testa l'idea di venire a lavarmi lì in casa.
Sarebbe stato però stupido e infantile da parte mia, quindi ci avevo ripensato. Ricordando la mente perversa di Alex, nascosi la biancheria in fondo al borsone e poi lo chiusi; lo misi su una spalla ed uscii di nuovo da casa, senza dimenticare lo zaino di scuola.

Bussai a casa Wade, tamburellando con un piede per terra. Maegan mi aveva proposto di parlare con mia madre per proporle di andare da lei, ma Seth glielo aveva proibito perché "avrebbe voluto sapere ogni tipo di dettaglio - piccante e non - che avrebbe delineato quel weekend", poi io avevo ricordato alla mia migliore amica che sarebbe stato poco giusto nei confronti del resto della famiglia e lei aveva annuito, capendo.

Ad aprire la porta fu Alex, ma non mi sorpresi più di tanto. Ne rimasi solo un po' scocciata. Qualche anno prima, nel periodo della mia cotta segreta per lui, avrei fatto qualsiasi cosa per entrare in quella casa e farmi notare da lui. In quel momento, gli avrei comodamente sbattuto la porta in faccia e sarei corsa a casa di Maegan.
Ripensai poi a Nate e alla nostra uscita, non volevo chiamarlo appuntamento perché era troppo presto. Mi decisi, quindi, a rilassare i muscoli e a farmi spazio per entrare.

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