E rivederti mi spezzerà, mi salverà (Prologo) (✔)

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10 Dicembre 2015
Sbadigliai rumorosamente, mentre posavo in borsa "Guerra e Pace". Ero così felice di aver finito il primo dei quattro libri la scorsa settimana che volevo terminarli tutti subito, ma l'aver seguito una lezione alle 8:30, mise a dura prova la mia soglia d'attenzione. I miei genitori erano ospiti di Lorena e volevano che l'andassi a trovare, quindi invece di tornare nel mio appartamento, ero in treno. Mi ero seduta nella seconda carrozza avendo rinunciato alla mia mania di sedermi nel primo vagone. Mi guardai attorno. Ero sola e temetti addirittura di essere salita sul treno sbagliato. Solo quando si fermò a Garibaldi e le carrozze si riempirono, mi tranquillizzai. Studenti come me, signori di tutte le età, ma soprattutto anziani trovarono posto a sedere, visto che il treno era molto grande. Alzai lo sguardo dalla cerniera della borsa, sentendomi in colpa per aver sospeso la lettura, e notai un uomo. Non era un uomo qualsiasi, era il mio Ladislao. Si reggeva alla porta del secondo scompartimento con la mano destra e con l'altra manteneva una borsa porta documenti. Aveva gli occhiali scuri, un'espressione seria e un lungo giaccone. Mi si bloccò il respiro. Per quanto fosse uguale a lui, non poteva essere lui. Lo avevo perso per sempre. Temei di piangere da un momento all'altro, ero seduta all'altro capo del vagone, così lontana, ma allo stesso tempo, vicina. Calcolai, anche grazie al corridoio vuoto, che potevo raggiungere a lunghi passi in pochi secondi. Dopodiché, mi sarei trovata di fronte a lui. Mi chiesi se dovessi alzarmi e parlargli, dirgli: "scusi, assomiglia all'uomo della mia vita, si può togliere un attimo gli occhiali?" ma il problema era che le gambe non mi rispondevano. Mi limitai a guardarlo e sentendosi osservato, si girò verso di me. Doveva essere lui, ma era impossibile anche per via del sole che illuminava Napoli. Era dicembre, ma la mia città non aveva avuto paura di splendere. Si preannunciava un Natale a maniche corte. Mi concentrai sulla vista del finestrino, ma non mi importava sapere neanche dove fossi, sembrava che si fosse tutto fermato. Chi era quell'uomo identico a Ladislao? Mi guardò o almeno così mi parve. Ero troppo lontana per constatare se avesse i nei alla base del collo, come lui anche se l'attaccatura dei capelli era identica alla sua. Il naso e il colore dei capelli mi sembravano leggermente diversi, ma ormai non potevo affidarmi più ai miei sensi.
Cosa dovevo fare?
Perdere una persona una volta ti spezza, ma perderla due volte era molto peggio.

ATTENZIONE
Sto procedendo alla revisione, quando sarà finita troverete tutti i capitoli con questo simbolo (✔). Gli angoli autrice saranno rimossi e una parte, originariamente d'avviso, riassumerà tutte le correzioni. Sarà inoltre comunicato quando inizierò a pubblicare il terzo libro.

Tutto dopo di te #2Leggi questa storia gratuitamente!