Così, l'unico amante di Harry era il suo lavoro, la sua carriera, e Louis aveva smesso di sentirsi geloso di un computer tempo prima, perché ora, al posto della gelosia, c'erano solamente tanta tristezza ed un pizzico di rabbia.

E Dio, Louis era una persona ragionevole ed incredibilmente paziente quando si parlava di Harry. Aveva provato a riconquistare il suo stesso marito dedicandogli tutte le attenzioni possibili da quando rientrava a casa fino a quando non andava a letto, ma sembrava sempre che Harry non vedesse l'ora di tagliare corto e recuperare il suo portatile.

Così, Louis Tomlinson, incredibilmente innamorato e solo, smise di tentare.

E cedette.



Harry si sistemò la camicia a trama floreale ed indossò il suo solito cappotto lungo fino alle cosce, lo abbottonò e si ravviò i capelli. Afferrò la sua borsa da lavoro nella quale custodiva il portatile poi studiò il proprio riflesso sullo specchio vicino alla porta di casa, ritenendo dopo una diagnosi di qualche secondo di essere pronto per uscire.

Annuì e tornò nel soggiorno prima di andarsene, e raggiunse Louis seduto al suo tavolo da lavoro. Non aveva nemmeno fatto colazione, eppure stava già lavorando a quello che sembrava un foulard impreziosito da un cerchio di metallo, dal quale pendeva una farfalla. Gli posò una mano sulla spalla ed il ragazzo smise di lavorare, quindi alzò lo sguardo e gli rivolse un sorriso. "Stai uscendo?"

Harry annuì, ed un boccolo andò a coprirgli la visuale. Sbuffò e lo spostò con una mano, tenendolo fermo quando si abbassò per dare un bacio sulla bocca del marito. "A stasera," gli disse, rimettendosi dritto e marciando quindi verso la porta.

Sentì un timido 'A stasera, Haz' quando si chiuse la porta alle spalle, ma subito dopo l'aveva già dimenticato. Quella mattina avrebbe incontrato il suo caporedattore, che aveva richiesto un incontro con lui per un articolo, a suo parere, particolare. Voci di corridoio parlavano di un articolo di ben due pagine, quando fino a quel momento Harry aveva potuto solamente accontentarsi di brevi colonne o articoli di una pagina con tre foto.

Non vedeva davvero l'ora di potersi mettere alla prova, soprattutto per un articolo su richiesta del suo superiore. Di solito erano gli internisti a portargli degli stupidi fogli di stampante su questo o quest'altro argomento, ed Harry aveva fatto i salti mortai per ricevere un po' di considerazione. Quel giorno però, pensava potesse cambiare tutto.

Così, dopo il breve viaggio in metro, un saluto sbrigativo a Zayn e l'ansia da ascensore, Harry poggiò la sua borsa nell'ufficio e si sfilò il cappotto, preparandosi ad incontrare Mister Corden. Una volta arrivato davanti all'ufficio del caporedattore, bussò due volte ed entrò dopo aver aspettato il suo gioviale 'Avanti!'; il fatto che Mister Corden fosse un affabile e robusto uomo di mezza età lo aiutava molto. Non gli faceva paura come il suo vero capo, Mister Listing. Lui sì che gli metteva ansia, con il suo tono acido e lo sguardo glaciale.

Ma davanti aveva James Corden e, quando si sedette davanti a lui dopo avergli stretto la mano, sorrise e ringraziò per il caffè che gli aveva appena offerto. "Grazie mille. Ci voleva."

"Figurati, ragazzo," rispose l'uomo, facendo un sorso dalla sua tazza. "Allora, penso che quei chiacchieroni dei tuoi colleghi ti abbiano già fatto sapere che questo articolo è piuttosto importante, mh? Quindi vengo subito al dunque, anche perché non ho molto da dirti. Di solito te la cavi con poche informazioni," lo lodò, ed Harry sorrise timidamente anche se dentro il petto sentiva l'orgoglio spaccargli le costole. "Quattro pagine. Don't tell him. Descrizione ironica, pro e contro e morale per chiudere. Cercalo su Google. Anche perché non penso che tu sia il tipo di uomo che... è informato su Don't tell him. Buon lavoro."

Medicine Ξ Mini Long Ξ Larry Stylinson AU Ξ Natale 2015Leggi questa storia gratuitamente!