Harry's P.O.V

Arabelle non aveva idea di quanto ero profondamente innamorato di lei e quanto cara mi fosse. Amavo il modo in cui sorrideva riuscendo ad illuminare il mondo intero quando era felice. Lo adoravo e basta. Non lo avrei mai ammesso a me stesso ma era così.

Dopo che Arabelle e io fummo stato insieme... tornammo in cucina. C'era uno stato d'animo bollente. Probabilmente, pensai, era solo il modo in cui mi sentivo io. Ero veramente super felice che Arabelle si fosse concessa a me. Un sorriso enorme si fece spazio sulla mia faccia quando i mesi precedenti passarono davanti ai miei occhi come un flashback, con la persona migliore di sempre.

Continuavo a pensare che Arabelle se ne sarebbe andata, non aiutava.

"Hey, Harry!" mi chiamò Niall, la sua mano si muoveva davanti alla mia faccia. I miei occhi lo fissarono. "Cosa?" dissi infastidito, mi aveva interrotto mentre pensavo ai miei pensieri su Arabelle.

"Tanto per dire, Max si è svegliato" mi informò

Mi congelai sul posto. Max.

Arabelle.

Gemma.

Merda, pensai.

Saltai in piedi dalla poltrona su cui ero seduto e corsi nella stanza in cui lo avevamo portato. Sinceramente, pensai, non avrei mai voluto incontrarlo, trovarlo. 

Lo trovai sdraiato su un materasso in una stanza azzurra. Aveva delle immagini interessanti sui muri con dei colori bellissimi che stavano benissimo con la stanza. Avrei voluto, tuttavia, mettere le mie dita su quello che avrebbero potuto significare. 

Supposi che nessuno le aveva studiate da tanto tempo, avevo dentro di me un mix di sentimenti, amore/odio per quella stanza particolare. C'era una battaglia dentro quelle mura colorate...

Camminai verso di Max, aveva alcune bende dove Arabelle lo aveva colpito. 

Fu così strano il comportamento di Arabelle in quel giorno, non sapevo spiegarmi da dove arrivava tutto quell'odio e rancore, così forte, verso di lui. 

"Voglio che te ne vai" dissi semplicemente

"Cosa?" rispose esclamando. L'attenzione era tutta su di me e su di lui.

"Mi hai sentito, devi andartene quando starai meglio. Non puoi avere.." inziai

"Avere cosa? Perchè no, fratello? Perchè non posso avere quello che desidero quando tu sei qui seduto comportandoti come un ricco in questa casa enorme mentre io vivo in un porcile. Ora tu hai il coraggio di mandarmi via, io sono la tua famiglia" urlò, beh, più forte che pote, visto che non era in ottima forma. 

"Tu non sei la mia famiglia, specialmente da quanto sei entrato qui dentro e hai chiesto qualcosa come questo" risposi

Girò la testa e sbuffò.

"Non è così male" disse, la sua voce era più debole.

"Non male?! Non male!?" urlai, quell'uomo era un lunatico e niente se non una perdita di tempo. 

"Non urlare, tutti ti sentiranno" mi rimproverò/urlò verso di me

"Non mi interessa, lasciali sentire. Lo meritano" 

Scosse la sua testa e lasciò un verso gutturale, come se si stesse liberando di tutte le parole che avrebbe voluto urlarmi contro. 

Non mi interessava, mai mi era interessato. 

E mai mi sarebbe interessato.

Arabelle (Harry Styles) Italian TranslationLeggi questa storia gratuitamente!