Arabelle's P.O.V

Mi svegliai intorpidita, in panico. Aprii i miei occhi assonnati e mi guardai intorno, il sole era nascosto da ammassi di nebbia che sembravano nuvole. Fu in quel momento che decisi che il cielo non mi piaceva. Era così bipolare, cambiava da nuvoloso a soleggiato. Solitamente da qualche deformazione di sofficità bianca. Comunque, alcune di quelle "sofficità bianche" di solito non sono piene di raggi di sole o felicità ma alcune persone non sono d'accordo, loro sono piene di tempeste e odio. Ci piovono addosso per farci sentire miserabili.

Nel frattempo ci scaricano addosso altri pensieri su di loro ma quelli erano dettagli.

Mi guardai di nuovo indietro e sospirai. Trascinai lentamente il mio corpo in mezzo al tetto di fianco alla finestra dalla quale mi calai per entrare dentro la stanza.

Dentro era caldo, così caldo che le mie mani fredde iniziarono a scaldarsi in un breve periodo di tempo. Nella stanza c'era un piccolo letto che sembrava non fosse mai stato usato. Sulla parete color crema, c'erano foto incollate, immagini e ricordi.

Una in particolare catturò il mio occhio, la trovai per caso e studiai bene i suoi colori perfetti. I colori vivaci della foto erano in usuali in confronto alla stanza e delle migliaia la dentro anche se mi sembrava di averla già vista era comunque unica.

Scrollai di dosso la sensazione di connessione e uscì dalla porta che sembrava molto cara e attraversai il corridoio, non vedendo neanche una persona/vampiro, stranamente. Alzai le mie sopracciglia per la cosa inusuale e scesi la larga scalinata. Guardai casualmente nella cucina, e quasi sicuramente, pensai, li avrei trovato qualcuno. Niall stava facendo colazione, ovviamente.

Feci un respiro e andai vero l'area del cibo, facendo il sorriso più falso e credibile che potessi per non far sospettare ai ragazzi della mia bugia.

"Arabelle! Dove sei stata? Stai bene?" Harry iniziò a tossire e dovetti ammettere che sembrava stanco e sciupato come i suoi capelli che erano più disordinati del solito, comunque, era sempre attraente. Le sue possenti, forti braccia mi strinsero in un abbraccio, schiacciandomi contro la sua solita T-Shirt nera.

Quando finalmente mi lasciò andare, non potei ridere e fare un piccolo sorriso a lui. "Sto bene, non dovrei? Stavo solo... Avevo bisogno di rilassarmi. Sono dispiaciuta per la scorsa notte." Sbuffò, portando la sua grande mano in mezzo ai suoi capelli castani. Sorrise debolmente mostrando le sue piccole fossette.

"No, amore, mi dispiace di essere stato un idiota. Avrei dovuto dirtelo, avevi solo chiesto dopo tutto" Harry si scusò. In tutta onestà, aveva ragione, ma non glielo avrei mai rivelato. Era un idiota, il mio idiota.

Risi, sentendo il rossore salire sulle mie guance. "Niall, dove sono i popcorn?" Louis si rivolse a gran voce al ragazzo irlandese. La stanza si riempì di risate profonde, dopo la mia. Quando smisi di ridere camminai sorpassando Harry e gli feci un sorriso che lui ricambiò volentieri con un sorriso enorme. Camminai verso il divano e mi buttai sopra di esso, lasciando che il calore delle fiamme del fuoco mi scaldassero. Louis mi raggiunse e si sedette di fianco a me. "Quindi, dove sei stata la scorsa notte? Non lo dirò ad Harry" mi chiese Louis sussurrando al mio orecchio. Era così vicino che potevo sentire il suo respiro contro il mio collo.

"Non te lo dirò, rovinerebbe il mio 'posto segreto' non credi?" sussurrai per rispondere. Mi tirò un pugno innocente sul mio braccio in risposta. Risi al suo umore.

"Woah, Arabelle stai congelando" esclamò Louis, piazzando le sue grandi mani sulle mie braccia, sfregandole per riscaldarmi.

Lo scostai. "Sto bene, non ti preoccupare" risi. "Tu non stai bene! Liam, vai a prendere una felpa!" chiamò il ragazzo. Liam non capì subito ma poi andò a prendere la felpa.

"No, Louis, seriamente, sto bene" sbuffai. Lui scosse la sua testa come il ragazzo testardo che era. Harry camminò verso di noi e mise la sua mano sulla mia spalla, sentendo la temperatura. "Arabelle, lui ha ragione. Sei molto fredda" disse porgendomi una tazza con un liquido caldo al suo interno. Sospettai che fosse caffè. Lo sperai.

Liam, finalmente, tornò con la felpa, era grigia con la parola 'Obsessed' stampata sopra. "Hey, quella è mia" Harry scherzò "Vergognati" dissi prendendo la felpa dalle mani di Liam e infilandola dalla testa. Era enorme ed era un piacere averla indosso. La fine del maglione raggiungeva la mia metà coscia.

"Ti sta bene" disse Harry sarcasticamente. Fissava il mio corpo facendo su e giù con gli occhi. Indossavo soltanto uno skinny jeans nero e una T-Shirt aderente con sopra il maglione oversize di Harry. Il mio corpo complessivamente era tutto coperto, mi sentivo molto al sicuro in mezzo ai ragazzi. Specialmente perchè ero l'unica ragazza. Sorrisi e sorseggiai la misteriosa bevanda calda che Harry mi aveva dato prima.

***

Le ore successive, le passammo parlando allegramente e mangiando il cibo che Zayn aveva gentilmente preparato per noi. Guardammo un po' di TV ma ci annoiammo quasi subito.

"Vado a cambiarmi i pantaloni, questi sono un po' scomodi" annunciai poco entusiasta. Un coro di 'Okay' e 'Figo' si alzarono nella stanza. Risi da sola e uscì dal soggiorno per dirigermi verso il corridoio. Quando trovai la mia stanza, aprì il mio armadio quasi vuoto. Velocemente afferrai un paio di leggins e li posai sul mio letto, togliendomi poi i miei jeans.

Una volta cambiata, buttai i miei jeans alla fine del letto dove c'era la pila dei miei vestiti sporchi. sopra una scatola strana. Curiosa ma stanca, repressi l'istinto di andare a vedere cosa si nascondeva dentro.

Ci girai intorno per poi essere accolta dall'unico e solo Harry. Lui. Stava li, indossando in quel momento un paio di jeans neri e una T-Shirt bianca.

"Questa era la camera di mia madre" iniziò

"Diceva sempre che questa era la stanza migliore, la sua preferita" sorrise ricordando il momento in cui lei lo disse

Sorrisi al ricordo di me stessa, cercando di essere gentile. Lui guardava i suoi piedi.

"Ti avrebbe adorato" Harry sussurrò

Alzai lo sguardo e camminai verso di lui. Guardai profondamente i suoi occhi verdi. Lui ricambiò. Con lo sguardo fisso.

"Lei lo avrebbe fatto, come lo faccio io. Perchè, Arabelle, anche se lei ora non è qui per vederti e apprezzarti lo fa comunque, lo faccio io per lei" inghiottì faticosamente

Doveva essere stato difficile per lui. Potevo dire che i suoi occhi lentamente iniziarono a diventare lucidi e brillanti. Sapevo che voleva trattenere le lacrime e le sue paure così da poter apparire un 'vero' uomo davanti a me. Desideravo solo che si aprisse con me. E in quell'istante era il momento giusto per farlo.

"Sei perfetta" disse

Una piccola lacrima scese dai suoi occhi che velocemente asciugò, sperando che potessi dimenticarla e non vedere che stava piangendo.

"E Arabelle, sono veramente innamorato di te. Non mi interessa se tu non ricambi, ho solo bisogno che tu lo sappia" tirò su con il naso rumorosamente

In quel momento era il mio turno. Cosa avrei dovuto rispondere? Mi piaceva... Ma lo conoscevo abbastanza da sapere che non volevo correre e dargli false speranze. Prima che potessi rispondere, gentilmente posò le sue morbide labbra sopra le mie. In tutta onestà, quel bacio non fu forzato o disperato ma di un uomo che era veramente innamorato.

La sfortuna in quel momento era che il principe non poteva avere la sua principessa.

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Ciao! Scusate, avrei postato il capitolo ieri ma sono stata impegnata e come potete vedere è un po' lungo rispetto agli altri. Vi avviso che mancano solo una 15ina di capitoli e poi la storia è conclusa. L'inizio del capitolo non è molto chiaro e ho cercato di tradurlo il meglio possibile. Spero vi sia piaciuto.

Baci xx







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