30. Bentornati a New York

Comincia dall'inizio

"Almeno, dove stiamo?" chiese Marcie. Si era appena svegliata e si stava legando i capelli in qualcosa che non capii, da dove ero seduta. Forse una treccia. O una coda.

"Vicino Bontoy Beach" le rispose Luke.

Quando Aiden spense il motore, ci alzammo tutti in una massa un po' disordinata per scendere da quel "rottame", come lo aveva definito Marcie.

Mi stiracchiai completamente non appena fui all'aria aperta e sentii la schiena scrocchiare un po'. Infilai gli occhiali da sole come se fossero un cerchietto e mi avviai verso l'entrata dell'autogrill. Non dovevo andare in bagno perché ero già andata in casa, volevo soltanto un semplice panino da mangiare e magari comprare anche qualcosa per il viaggio.
Tanto, mi sarei messa d'accordo con tutti gli altri. Aiden ci avvisò che avrebbe fatto il pieno di benzina per il viaggio appena finito di pranzare, così entrai nel posto dato che nessun'altro sembrava dover parlare.

L'autogrill era molto più grande di ciò che pensavo, molto di più rispetto a quello dove ci eravamo fermati all'andata. Alcuni di noi corsero subito ai bagni al piano di sotto, mentre io corsi a vedere cosa mi offriva il posto.

Panini con salame o prosciutto, pizze ripiene e cheeseburger che sembravano avere insalate di carta. In effetti, non avevano un bell'aspetto.
Presi un panino prosciutto e formaggio e anche una bottiglia di acqua perché non avevo voglia di bevande gassate per il viaggio. Pagai il tutto e mi sedetti ad un tavolo, iniziando a mangiare da sola.

Sierra e Maya stavano finendo di pagare, mentre gli altri erano corsi tutti giù.

"Un po' caro, no?" mi disse Maya, sedendosi davanti a me. Aveva preso una pizza ripiena con pomodoro e mozzarella, ma a me non piaceva tanto il secondo ingrediente.

"Un po'" ammisi, dopo aver mandato giù il primo boccone.

"Quello com'è?" mi chiese. Stava mettendo bene la carta intorno alla pizza.

"Buono" risposi. Aprii la bottiglietta e presi un sorso. "Ti va dopo di fare insieme una spesa generale? Magari qualche busta di patatine? È inutile prendere la cioccolata."

"Anche perché sono quasi le due, si scioglie" osservò, "comunque si, va benissimo. Hai litigato con Travis o sbaglio?"

Annuii. "È una lunga storia."

"Abbiamo molto tempo, quelli stanno ancora in bagno" mi fece notare. Era impossibile. Maya trovava sempre una soluzione a tutto e, ogni volta, mi faceva vuotare il sacco.

"Aubrey è mia sorella, Travis sapeva che avevamo una sorella e non me lo ha detto" dissi, diretta. Avrei dovuto comunque raccontarlo ad altre persone e raccontare sempre la stessa storia mi annoiava, dopo un po'.

"Okay, sono rimasta ad 'Aubrey è mia sorella', che vuoi dire?" esclamò, sgranando gli occhi.

"È figlia di mio padre e della madre di Travis, pazzesco eh?" le spiegai, in sintesi. "Mia madre non sa nulla, ma Travis sapeva e non me lo ha voluto dire. Dice che poi mio padre si sarebbe messo di nuovo in mezzo tra di noi, o che magari io non avrei retto la cosa e-"

"E lo avrei lasciato" concluse. "Travis non capisce mai un cazzo. Senti, so che in questo momento vorresti picchiarlo e prenderlo a calci nello stomaco, se non in altre parti, ma non rovinare tutto per questo."

"Non sono io che sto rovinando tutto" borbottai. Presi un fazzoletto e mi pulii le mani.

"Allora non lasciate che roviniate tutto da soli, Faith" si corresse.

"È come se pensasse che, con Aubrey, la nostra relazione non avrebbe un senso! E invece io lo amo, un senso ce l'ha se ci amiamo entrambi, no?" le spiegai. Il bello di Maya era questo, che ti ascoltava e ti lasciava parlare. Capiva quando volevi semplicemente sfogarti e capiva quando volevi un semplice consiglio.

Impossible 2Leggi questa storia gratuitamente!