Capitolo 1

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HERMIONE POV.

Mi sveglio urlando, tra le lacrime con la fronte madida di sudore. vedo Ginny che mi abbraccia dicendomi che va tutto bene, ma io so che non è vero. faccio lo stesso incubo da settimane, da quando è finita la guerra più o meno.

sono sdraiata a terra al Malfoy Manor, la più accanita delle Mangiamorte... Bellatrix Lestrange mi sta torturando, crede che abbiamo rubato qualcosa dalla sua camera blindata alla Gringott. io continuo a ripeterle che non abbiamo preso niente mentre piango disperata, dopo un po' lei tira fuori un pugnale d'argento con l'impugnatura nera e inizia ad incidere delle lettere sul mio braccio sinistro, ogni secondo che passa io urlo sempre di più dimenandomi, ma non riesco a spostarla. poi il dolore cessa e l'ultima cosa che vedo sono due occhi color tempesta che mi guardano tristi, come per scusarsi di tanto dolore, come se fosse colpa loro; poi mi sveglio

-ancora quel sogno?- mi chiede dolcemente Ginny , io annuii tra le lacrime mentre schiacciavo la faccia contro il suo petto ancora di più, e tra i singhiozzi dissi -sembra sempre più reale- -ma non lo è! capito Herm. non è reale, la guerra è finita- io annuisco convinta. -Grazie ragazzi! non so cosa farei senza di voi, adesso tornate pure a dormire, domani ci aspetta una intera giornata di lezioni, e non vorrete fare tardi il primo giorno!- -ahahaah! certo che no Hermione, ma sei sicura di star bene?!- -si adesso si. grazie ancora- a quel punto Harry, Ron e Ginny escono dalla mia stanza singola da prefetto. nonostante io mi impegni con tutta me stessa non riesco addormentarmi, allora decido di fare una passeggiata notturna, tanto a quest'ora l'unica sorveglianza sono i due prefetti che hanno la ronda questa settimana, perciò sarà facile evitarli. scendo dal letto, mi metto una morbida felpa verde e sguscio fuori dalla camera cercando di fare il meno rumore possibile. decido di andare nelle cucine per bere un bicchiere d'acqua e un paio di biscotti con le gocce di cioccolato; i miei preferiti! ogni volta che li mangio mi torna il buon umore. quando arrivo davanti al quadro della frutta inizio a solleticare la pera e questa dopo essere scoppiata a ridere mi lascia passare. entro e mi verso il bicchiere d'acqua e quando mi accingo a prendere i biscotti mi graffio il braccio sinistro su uno spigolo proprio dove ho la cicatrice, caccio un urlo piuttosto stridulo; mi accascio a terra scivolando sulla parete e scoppio in un pianto, ma non il solito pianto pieno di singhiozzi e rumore, no questo è un pianto silenzioso. mi porto le ginocchia al petto e ci affondo la faccia. dopo un paio d minuti sento una mano appoggiarsi sulla mia spalla; a questo punto alzo la testa tanto quanto basta per vedere chi mi sta consolando, e l'unica cosa che vedo sono degli occhi color tempesta, gli stessi del sogno, dei capelli platinati e un'espressione enigmatica su di una pelle diafana. Draco Malfoy. -Hey Granger! che succede?!- non credo di aver sentito bene; non posso aver sentito bene. -a te cosa sembra!- -che cos'hai?- -non riesco più a dormire da quando è finita la guerra, mi fa male guardarmi il braccio e ho continui incubi ogni volta che chiudo gli occhi. vedo e sento tua zia che incide la mia pelle e soffro da morire per questo!- urlo, solo a quel punto mi accorgo che i suoi occhi sono velati di lacrime; a quel punto mi viene spontaneo abbracciarlo, ed e quello che faccio. all'inizio si irrigidisce, poi però ricambia l'abbraccio stringendomi ancora di più a lui. quando ci stacchiamo ci guardiamo negli occhi per un paio di minuti, poi lui si alza e mi aiuta ad alzarmi -Vieni. Ti riaccompagno alla Torre.- io annuisco e lo seguo fuori, intanto parliamo del più e del meno, fino a quando non arriviamo davanti al quadro della Signora Grassa. -Bhe, sei arrivata- -Già- -anche io ho continui incubi, i peggiori quando sono sveglio e mi guardo il braccio, mi dispiace di averti causato tanto dolore Granger, ma almeno voglio che tu sappia che mi hanno costretto- -Io ti credo Malfoy- -setivadomaniseracipossiamovedere- -scusa Malfoy ma non ho capito bene- -se ti va domani sera ci possiamo vedere, almeno non saremo soli con i nostri incubi- -per me va bene; allora a domani. Notte- dico e dopo avergli stampato un bacio sulla guancia bisbiglio la parola d'ordine, prima di chiudere il quadro dietro di me però mi volto a guardarlo e gli sorrido timidamente. a questo punto addormentarsi sembra un gioco da ragazzi, mi è bastato pensare a lui.


SPAZIO ME!!

QUESTO è IL PRIMO CAPITOLO, SPERO VI PIACCIA NONOSTANTE FACCIA SCHIFO. AGGIORNERò IL PRIMA POSSIBILE



DRAMIONE- mudblood loveLeggi questa storia gratuitamente!