"Aspettami" dissi a Maegan, alzandomi di scatto. Presi il vassoio tra le mani e andai con lei a svuotarlo. Non c'erano tantissime persone. Di solito gli studenti lo svuotavano solo dopo l'ora di pranzo, ma a me non andava neanche più di stare lì dentro.
In realtà, volevo uscire a prendere una boccata d'aria. Mi girai verso Mae per dirglielo, ma una ragazza mi interruppe. Taylor Miller.

I capelli biondi, corpo e viso assolutamente perfetti, truccata anche troppo, la corta gonna gialla e la canotta rosa sopra. Neanche lei era cambiata. Per niente.

"Simpatico il tuo ritorno, sai mi ricordo di te, non eri quella con la faccia su cui tutti avremmo sputato sopra?" disse. Jenny era al suo fianco, con una mano sul fianco spostato leggermente. Era molto simile a Taylor: capelli biondi, occhi più chiari, vestiti aderenti. Ovviamente, lei era la figlia del preside.

Jenny rise per un po', con la mano vicino alle labbra ripassate con un bel lucidalabbra rosa.

Taylor mi sorrise innocentemente e mi rovesciò il suo vassoio addosso. Sussultai al caldo del brodo, saltando all'indietro. Alcune persone scoppiarono a ridere, altri ci vennero incontro per vedere meglio lo scontro.

"Sei così infantile, Miller" fece Mae, avanzando più avanti. Presi la piccola brocca d'olio per condire le verdure dal suo vassoio e lo versai sulla testa bionda di Taylor Miller.

Mi lasciai scappare un ghigno di soddisfazione. "Ah, e da quanto ne sapevo, questa è una scuola, non un club per puttanelle."

Tolsi il tortellino che era rimasto appiccicato alla maglietta e lo buttai per terra, poi uscii tranquillamente fuori dalla mensa, senza essermi persa la faccia distrutta di Taylor.
Forse avevo esagerato, l'olio non era stata la situazione migliore ma quella brocchetta in plastica era stata la prima cosa che aveva catturato i miei occhi.

E, in fondo, se lo meritava. E non solo per il brodo sulla maglietta, ma per tutto ciò che mi aveva fatto anche negli anni passati. Non avevo alcun cambio, ma sperai che l'odore di alcuni aromi che Dorrit aveva usato non fosse così forte come pensavo.

Mi chiusi in bagno e osservai la chiazza bagnata sulla t-shirt. Sbuffai; la odiavo così tanto. Raccolsi un po' di carta e tamponai un po' sopra, anche se sapevo non avrebbe funzionato.
Sicuramente avrei dovuto raggiungere l'ufficio del preside in pochi istanti. Taylor era così viziata! E il padre veniva praticamente manipolato da lei.

Mi scocciava tornare a lezione in quello stato ma, almeno, mancavano soltanto altre due ore. Dopodiché, avrei finito.

Mi osservai allo specchio. Forse non dovevo, ma mi sentivo così fiera di me. Era come se fossi dimagrita di venti chili, avevo tolto un peso dallo stomaco enorme ed era da tanto che aspettavo di farlo. Avrei voluto sciacquarmi il viso, ma ero truccata e non volevo tornare in classe anche con tutto il trucco sbavato.

Sentii la porta aprirsi piano piano. Pensai fosse Taylor, ma lei non avrebbe mai esitato, così immaginai fosse Maegan. Forse pensava stessi piangendo.
Mi girai verso la porta, ma venni presa di sorpresa. Alex mi fece sbattere contro il lavandino, annullando qualsiasi distanza tra di noi. Beh, più o meno. Non eravamo mai stati così vicini prima e i suoi occhi non trasmettevano nulla di buono.

"Che ti è saltato in mente?" sbottò.
Cercai di spingerlo, ma lui appoggiò le mani al lavandino. Era una missione praticamente impossibile uscire fuori di lì.

"Cosa mi è saltato in mente? Mi ha rovesciato il suo pranzo addosso!" esclamai, diventando sicuramente rossa di rabbia. Non capivo cosa voleva, era stata la sua ragazza ad iniziare.

"E tu le hai rovesciato l'olio!" replicò, guardando di scatto verso la porta. No, non c'era nessuno.

"Appunto, olio non benzina" dissi in mia difesa. "Perché non vai ad asciugarle le lacrime?"

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