28. Parte della famiglia

Comincia dall'inizio

"Dove sono gli altri?" le chiesi, mentre la seguivo fuori di lì. Il sole mi colpì dritto in faccia, erano sicuramente le otto o le nove del mattino. Comunque sia più tardi di quanto pensavo inizialmente.

I ragazzi erano seduti su alcuni tavolini, probabilmente appartenevano al bar accanto il centro di polizia dove avevo passato la notte. Sembravano abbastanza scossi, si erano divisi in gruppetti o coppie e c'era anche chi preferiva starsene da solo. Comunque, non sembravano parlare molto, erano tutti abbastanza seri come non li avevo mai visti. Sembrava che dovessero decidere se far scoppiare una bomba oppure no.

"Faith." Travis fu il primo a vedermi. Lui era uno di quelli che avevano preferito starsene da soli; posò la tazza che aveva tra le mani sul tavolo di mio fratello e corse a stringermi tra le sue braccia.
Volli ricambiare, ma i ricordi della sera prima mi trattennero dal farlo. E pensare che la mattina prima mi ero svegliata con il pensiero che tutto tra di noi stesse andando a gonfie vele.
Si staccò da me, sicuramente stranito dal fatto che non avevo ricambiato l'abbraccio.

"Maya?" chiese Aiden, guardando oltre le mie spalle. Jenna si batté una mano sulla fronte. "Ecco cosa mi ero dimenticata! Vado a svegliarla, tenetemi sempre quel cornetto da parte."

"Sembra tranquilla" dissi, quando ormai era già corsa via. "Insomma, la Jenna di sempre."

"Già, lei è quel tipo di persona che cerca di prendere tutto alla leggera" borbottò Aiden, passandosi una mano tra i capelli.

"Dio, mi avevi fatto prendere un colpo!" esclamò Isaac, stringendomi in un abbraccio piuttosto forte. Non potei far a meno di ricambiare. Avere mio fratello, in quel momento, era come avere tutto con me.

"Tra poco ce ne andiamo, aspetto che Henry mi chiama, così torniamo a casa okay?" mi sussurrò.

Scossi la testa e mi scansai, feci per parlare ma Marcie mi interruppe. "Che ti ha raccontato Thomas? Vorremmo delle risposte anche noi."

"Dov'è Thomas? Dove lo hanno portato?" domandai. Non dovevo avere pena per lui, ma una parte di me era fatta così. Aveva provato a farmi morire impiccata, certo, ma Thomas non stava bene. Stava davvero male, chissà quanti farmaci sbagliati prendeva e che gli facevano aumentare la rabbia. Da una parte, la sua reazione non sorprendeva.

"Lo hanno riportato in Georgia stamattina" mi rispose Sierra. Si era legata i capelli in uno chignon e sembrava piuttosto stanca, non era molto truccata come sempre e aveva due grosse occhiaie.

"Allora?" mi incitò Marcie. Isaac mi spinse verso il tavolino con lui e mi porse un cornetto, che rifiutai subito. Non avevo molta fame, avevo soltanto voglia di andarmene e di non dare alcuna spiegazione. Non capivo cosa si aspettavano che dicessi, sapevano tutto.

"Thomas si è finto Steve, ce l'ha detto Maya" iniziò Cameron, muovendo una mano come se volesse che proseguissi. Ma, a quel punto, interruppi tutto. "Maya? Perché?"

"Steve, Thomas, chiamalo come vuoi, ha preso prima lei di te, l'aveva legata dietro il divano" mi spiegò Leo. Sembrava il più calmo di tutti, nel senso che era l'unico a non voler sapere nulla. Certo, Thomas aveva in un certo senso rovinato la sua relazione con Cam, oppure l'aveva soltanto affrettata.

"Vuoi dirci che cosa diavolo ti ha detto? E mi pare che voleva finirla con Aubrey, non con te!" insistette Marcie. Avrei voluto tirarle la sedia che avevo al mio fianco, peccato che Isaac la occupò, come se mi avesse letto nel pensiero. Tutti mi guardavano, si aspettavano qualcosa che già sapevano, perché Thomas mi aveva semplicemente spiegato come aveva strutturato il suo piano, come era riuscito ad essere sempre un passo avanti a noi grazie anche all'aiuto di altre persone.

"Cosa mi ha detto? Già lo sapete! Era soltanto uno psicopatico che ha tentato di uccidermi, perché me? Perché ha scelto la sorella di turno, dato che Aubrey c'entrava nell'omicidio di Lory!" sbottai, senza rendermi neanche conto delle parole che avevo usate. Provavo una mezza pietà per Thomas, eppure lo avevo appena definito un pazzo maniaco. Perché lo era, ovviamente. Non avevo torto.

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