Teves. Il suo nome mi rimase impresso in mente, iniziai a rigirare le lettere, fino a tirare fuori la maschera che aveva sempre usato fino a quel momento.

"Sei Steve" indovinai, di nuovo. "Hai detto a Charlotte di fare il secondo anno alla East ma non è vero, era soltanto una copertura. E hai finto di essere innamorato di lei per costringerla a fare poi ciò che tu volevi, per tenerci d'occhio."

"Era la più debole, la più facile da prendere" mi spiegò, annuendo.

Sentii le lacrime salire agli occhi e una mi scivolò lungo la guancia come un flash. "N-non sono stata adottata, né io, né Isaac. Aubrey lo è stata vero? E tu sai perché, sai anche cosa sapeva Travis."

"Mi stai pregando così tanto perché non ti fidi del tuo ragazzo, vero? Lui ti ha nascosto una cosa così importante" mi sussurrò, ad un orecchio. "E sai anche tu perché tuo padre ha dato in adozione Aubrey. La tua mente lo sa, piccola Evans, basta pensarci solo un pochino."

Mi sforzai di pensare, pensai e pensai, un motivo ce lo avevo. Sapevo già, Steve/Thomas aveva ragione. E allora mi ritrovai a casa Walker, per la prima volta. Ero entrata con Travis, Leah ci stava venendo incontro e una cosa di lei mi aveva colpito particolarmente: gli occhi azzurri, occhi che nessuno dei suoi figli aveva ereditato. Nessuno, tranne una.

"Mio padre ha tradito mia madre" mormorai, sentendo altre lacrime che mi scivolavano lungo le guance.

"Mi sono trasferito nel Queens quando il mio compagno di camera mi ha aiutato a fuggire da quel ricovero di matti" iniziò, fregandosene di darmi altre spiegazioni. "Il Queens è stata una coincidenza, mi sono fatto passare per Vincent perché nessuno in Georgia sapeva il mio vero nome. Anche Lory veniva dalla Georgia. Volevo vendicarmi, Faith. Perché quei due bastardi hanno ucciso mia sorella!"

"Non l'hanno uccisa, loro-"

"Stai zitta!" mi urlò, alzandosi in piedi di scatto. Iniziò a camminare avanti e indietro per la stanza, aprì un cassetto a caso e ne tirò fuori altro scotch. Era abbastanza grande e grigio, ma io me ne accorsi troppo tardi per poter urlare. Mi attappò la bocca un'altra volta e sbuffò, buttandosi a terra e scoppiando a ridere in modo strano, spaventoso.

"Ho iniziato a fare molte ricerche, ricordavo i loro nomi: Aubrey Stan e Luke Orley, facili no? Così ho iniziato a seguire Luke verso metà aprile e nello stesso momento ho conosciuto Charlotte. L'ho sfruttata fin da subito, lei aveva capito con chi aveva a chi fare, non è stupida e sapeva che avrei fatto del male alle persone a cui teneva di più se non mi avesse dato una mano. Doveva essere una cosa molto leggera, all'inizio. Ma poi ho scoperto di Travis, o meglio, Charlotte l'ha fatto. Ricordi quando stavi male? L'hai mandata da lui per farti ridare il libro di geografia. Lei lo ha sentito parlare con la madre, anzi non parlando. Litigando. Urlavano, Travis le urlava contro per ciò che aveva scoperto. Una sorellina. Una bambina della quale lui non era a conoscenza. Charlotte me lo ha subito riferito e io non ci ho messo molto a fare qualche ricerca. Stavo studiando Aubrey nello stesso momento e, quando ho scoperto che era la vostra sorellina, non ho potuto far a meno di prendere di mira anche te."

Venne verso di me e, per una seconda volta, mi staccò quel pezzo che mi impediva di poter parlare o cercare un aiuto.

"È stato Travis a mettere il foglio dell'adozione nel cassetto di Sierra, vero?" osservai, con le lacrime di nuovo agli occhi. Faceva male, faceva male sapere tutto quello.
Lui sapeva tutto, magari non di Aubrey, ma sapeva almeno che sua madre aveva avuto un figlio con mio padre. E, allora, la domanda mi venne spontanea. Mia madre sapeva tutto?
Melanie, Cole, Robert?

Thomas annuì, ma non mi sorprese più di tanto. Dopotutto, lo immaginavo. "Così ho deciso di giocare anche io con il mio nome e sono diventato Steve Linsow."

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