"Aspetta, cosa?" esclamò Jenna, scattando in piedi. Tornai a guardare Aubrey, non riuscivo neanche a parlare per quanto fossi sorpresa.

"E voi conoscevate questa ragazza?" chiese Leo, torturandosi le mani.

Aubrey annuì. "Avevamo stretto una buona amicizia. Io- Io e Luke, anzi, abbiamo conosciuto Lory in vacanza a North Las Vegas, lo scorso luglio. Eravamo molto uniti, insieme ad altri ragazzi ma noi tre i più, ecco, eravamo un bel trio."

"Una sera siamo andati in una discoteca, erano quattro giorni prima del ritorno a casa" continuò Luke. "Lory ed io abbiamo litigato pesantemente perché lei voleva andare con uno giusto per provare a farlo e io insistevo di no. Lei diceva che la vita era sua, che non le importava ciò che le dicevo io, così ha iniziato a bere e anche io, ovviamente da soli. Non è vero che Aubrey era l'unica sana in auto, insomma, non aveva bevuto tanto, non quanto a noi almeno."

"È per questo che non bevi più, vero?" osservai, girandomi a guardarla e lei mi annuì timidamente.

Luke prese fiato e continuò. "Abbiamo preso Lory in tempo e l'abbiamo portata in auto, stavamo andando a casa. Io guidavo, lei mi stava accanto e Aubrey dietro. Lory non voleva neanche mettersi la cintura, me lo ricordo bene, voleva mettere la testa fuori dal finestrino, voleva vivere, ecco cosa ci diceva. Abbiamo ripreso a litigare, poi, quando ho cercato di riprendere la guida, siamo andati fuoristrada e precipitati in una specie di fossa enorme."

"Io mi sono svegliata soltanto due giorni dopo, Lory non si è svegliata più" concluse Aubrey, abbassando lo sguardo. Sentivo la sua voce in pezzi; non volevo neanche mettermi nei suoi panni. Il senso di colpa, la distruzione che ti senti dentro, cercare di pensare positivo quando una pioggia di pensieri negativi ti piove addosso. Lo avevo provato quando Jenna aveva fatto l'incidente.
Ma Jenna non era morta e Lory lo era.
Non c'era più, ma c'era ancora nella mente di Aubrey, che avrebbe fatto qualsiasi cosa per tornare indietro a quella sera.

"Questa Lory... aveva qualche parente?" domandò Sierra, rompendo il silenzio.

"I genitori avevano divorziato quando lei aveva quattordici anni, il fratello, Thomas, aveva la sua stessa età ma era, ecco, diverso da Lory, da quello che ne sapevamo" ci spiegò Aubrey. "Thomas era quasi matto, non aveva mai superato il fatto che suo padre avesse tradito sua madre. Una notte l'amante del padre se lo è ritrovato dentro casa, la polizia ha costretto i genitori a portarlo in un centro di ricovero."

"E non ci avete mai detto nulla?" esclamò Travis, sbattendo un pugno sul tavolo.

"No, perché quando ho lasciato Jenna pensavo che tutto sarebbe finito!" ribatté Luke, passando una mano tra I suoi capelli frustrato.

"Aspetta" Isaac lo fermò, facendosi scappare una risata nervosa. "Tu sapevi che Jenna riceveva i messaggi? Pensavi che era questo Thomas e non hai mai detto nulla a nessuno?"

"Se è lui, sta prendendo di mira noi ragazze" lo bloccai, tirando fuori il foglietto che avevo preso in camera di Maya. "Vedete? Per tre settimane ha preso di mira me e Jenna, da quando siamo arrivati Sierra e Maya. Le prossime sono Marcie e Aubrey."

"Ha iniziato con Jenna perché stava con Luke, comunque era una persona a cui teneva molto, e vuole finire con Aubrey perché lei era in macchina con la sorella" osservò Aiden, prendendo tra le mani il pezzo di carta. "E voi due, perché non ci avete detto nulla?"

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