25. Diciassette

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"Ho-ho paura a tagliarla" balbettò Marcie. Aveva improvvisamente abbassato la mano dove teneva il coltello, posandolo sul tavolo.

"La taglio io, tanto al massimo ci sarà del veleno dentro" dissi, prendendo il coltello che aveva appena posato.
Scansai Marcie e allungai il braccio per tagliare il dolce, partendo dalla metà, tanto nessuno lo avrebbe mai mangiato.

Quindi, divisi in due la torta, posando subito dopo il coltello. Dal dolce usciva uno strano liquido rosso, probabilmente marmellata o qualcosa del genere, mentre il pan di spagna sembrava abbastanza vecchio.

"Io non la mangio" sbottò Aubrey.

"E chi lo farebbe?" replicai, facendo qualche passo all'indietro. Mi girai e notai Luke scambiare uno sguardo proprio con Aubrey. Avrei parlato anche con loro, prima o poi.

"Che compleanno di merda!" esclamò Marcie, spostando la torta. Per un momento, avevo pensato che l'avrebbe buttata per terra, sul perfetto parquet ancora intatto.

"Dai, Marcie, la giornata deve ancora iniziare!" replicò Aiden, dandole una leggera spallata. "Ci sarà tempo per godersi questi diciassette anni, fidati. Ah, che vuoi fare per il tuo compleanno?"

"Volevo stare qui con voi" rispose, guardando tutti e soffermandosi su di me, o forse fu solo una stupida impressione. "Magari prendiamo qualche bottiglia di vodka, no?"

"Chi va a fare spesa, quindi?" chiesi.

"Andiamo noi quattro?" propose Jenna, indicando anche Travis ed Isaac. Annuii, sorridendo. Non c'era niente di meglio.

"Va bene, posso farvi la lista con le cose da comprare e poi vi do i soldi" accettò Marcie, forzando un sorriso. Mi venne in mente che forse voleva andare lei con Travis e gli altri, ma dopotutto era il suo compleanno, quindi perché faticare tanto? Poteva tranquillamente godersi la giornata in spiaggia con Sierra.

"Nah, consideralo come un regalo di compleanno da parte mia che non riceverai a New York" replicò Isaac, scrollando le spalle. Marcie non disse nulla, poi mio fratello salì le scale, sicuramente per andare a prendere il portafogli in camera.

"Che è successo il 10 luglio 2014?" fece Leo, facendo trasalire un pi' tutti. Nessuno lo aveva chiesto, forse nessuno ne aveva avuto il coraggio. E, comunque, nessuno di noi aveva una risposta.

"È morto qualcuno, c'è una tomba" osservò Travis, prendendo la torta in mano. "Vado a buttarla nella spazzatura, qui fuori. Dite ad Isaac di prendere le chiavi della macchina e vi aspetto in garage."

"Pensate che su internet possiamo trovarlo?" chiese Maya, con voce incerta. Dovevo ancora dire che riceveva messaggi da questo ragazzo, ma in realtà non mi sembrava molto il momento.

"Sono successe tante cose il 10 luglio" ribatté Luke, sbuffando.

"Quante cose possono essere successe il 10 luglio 2014?" replicò lei, imitando il modo con cui aveva sbuffato. "Faith, poi provo a fare anche una chiamata a Charlotte, posso farlo io, tranquilla."

Le accennai un sorriso. "Sì, okay, va bene. Io vado a cambiarmi o Marcie non avrà mai la sua spesa, Jenna vieni?"

"Certo" mi rispose, finendo di bere la sua tazzina di caffè. Salimmo velocemente le scale ed entrammo in camera.

"Pensi anche tu che sia morto qualcuno l'anno scorso?" mi domandò, mentre apriva l'armadio.
Mi morsi il labbro. La torta era a forma di tomba, bastava fare due più due per poterlo capire.

"Sì, ma perché prendersela con noi? Non abbiamo ucciso nessuno, io ero a Londra!" chiesi allora. La vera domanda era quella. Era perché, non chi. Mi chiesi se avesse mai potuto finire quella tortura, se un giorno avessi potuto svegliarmi tranquillamente, come quella mattina con Travis.

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