Capitolo 23

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J: Non scappo da ciò che amo.-
Beh nemmeno io sarei scappata. Mai. Erano quelle parole che facevano stare bene una persona. Stare bene è anche sentirsi amati, sentirsi voluti, sentirsi appartenenti alla vita di qualcuno. Esseri vivi, esseri amati. Per la prima volta mi sentivo viva. Per la prima volta potevo dire di essere felice. Quella felicità che ti porta a sorridere per ore. Finché non ti cominciamo a far male le guance. Ma ora...ora sentivo male. La mano. Il braccio. Una scossa. Abbassai lo sguardo. Colava del rosso dal mio braccio. I miei occhi poco a poco si chiusero. Sentì il corpo abbandonarmi e un dolore assordante alla testa.

JUSTIN

Il tempo di guardala sorridere che nei suoi occhi vidi il vuoto. In una frazione di secondo cadde a terra quasi la sua anima fosse uscita dal corpo abbandonandola li sul pavimento. Usciva del sangue dal suo braccio. La presi in braccio a la poggiai sul letto. Corsi in bagno e presi una pezza bagnata poi gliela tamponai sulla fronte. La chiamai per nome più volte ma non rispondeva. Respirava lentamente, troppo lentamente. Ricorsi in bagno e presi una fascia avvolgendo il punto in cui usciva il sangue. C'era un taglio profondo. Andai a bagnare la pezza e notai che nel secchio c'erano dei frammenti di vetro. Corsi nel bagno dell'altra stanza e mi accorsi che non c'era più lo specchio. Non aveva potuto farsi del male. Non...no. Sentì un gemito provenire dall'altra stanza e corsi subito da Hope. Si teneva il punto dolorante del braccio e piangeva. Faceva male vederla piangere, ma ora dovevo essere forte e darle forza.

Io: Piccola tranquilla. Respira.-  Cercai di tranquillizzarla ma il viso continuava a essere inondato da fiumi di lacrime.

H: Justin cosa è successo- disse tra un singhiozzo e l'altro.  

Io: Vorrei saperlo anche io- dissi guardando il suo braccio. Abbassò lo sguardo togliendo la mano dalla ferita. Rimase a guardala come se non sapesse la ragione di tutto questo.

Io: Hope ti sei fatta del male?- dissi con gli occhi lucidi.

H: No Justin credimi. Devo essermi fatta male quanto ho rotto lo specchio.- aveva un'espressione spaventata e allo stesso tempo assente. Le accarezzai il viso e le rimisi la benda sulla ferita.

H: Grazie.- disse accarezzandomi la mano.

Io: Beh, devo prendermi cura di te. Lo farò sempre.- mi prese il mento facendomi alzare lo sguardo e mi accarezzò la guancia. Le presi la mano e gli lasciai un leggero bacio su di essa.

Io: E così il leone si innamorò dell'agnello.-

H: Che agnello stupido.-

Io: Che leone pazzo e masochista.-

Hope si mise a ridere come non aveva mai fatto prima.

H: Beh avvertimi quando vedi Twilight.- disse sorridendomi.

Io: Io? Ma è Chaz che ne va pazzo. Mi ha fatto vedere tutti i film almeno una decina di volte.-

Rise ancora e ancora. Non c'era suono più bello della sua risata e non c'era suono più bello che avessi voluto sentire.

HOPE
Quella serata fu bellissima. Ci mettemmo sul divano a vedere qualche film ma alla fine parlammo e la TV ci fece solo da sottofondo. Mi raccontò più della sua infanzia, una difficile infanzia. Gli raccontai più della mia di infanzia. Una tutta rose e fiore, da famiglia del mulino bianco. In confronto alla sua era una favola. Ma odiavo vivere una favola. Mi sarebbe piaciuto vivere più come tutti gli altri bambini, spensierati e senza preoccupazioni. Ma a 15 anni decisi. Sarei stata come tutti gli altri. Una ragazza comune, non la figlia del papi.
Parlammo come non avevamo mai fatto. Scherzammo, ridemmo, parlammo. Fu veramente una bella serata. Dopo poco decidemmo di andare a letto.

J: Buonanotte piccola mia- si sporse in avanti per baciarmi dopodiché mi avvolse in un abbraccio poggiando il punto nell'incavo tra il mio collo e la mia spalla.

Io: Buonanotte Justin- sorrisi e chiusi gli occhi e in poco tempo mi addormentai tra le braccia di quell'angelo dagli occhi color caramello.

Forever? ||Justin Bieber||Leggi questa storia gratuitamente!