"Tu!" Jenna gli corse incontro e gli lasciò uno schiaffo sul viso. Spalancai gli occhi quando vidi l'impronta rossa della sua mano. Guardai il mio cellulare e allora capii.

"Jenna-"

"Sei uno stronzo! Tu e quella tua amica, siete così stupidi!" gli urlò, spingendolo. "Di cosa avete paura eh? Perché nascondervi dietro uno schermo? Perché usare Noah James per farmi fare l'incidente, andiamo? Noah James? Ora dovrò dire che mi ha rotto una gamba Noah James?"

"Jenna smettila, non è lui!" urlai, tirandola via.

"Grazie al cielo, Evans!" esclamò Leo, sistemandosi la maglietta.

"Ma cosa? Oh mio Dio, perdonami" mormorò Jenna, accarezzandogli la guancia.

"Non c'è segnale nel bosco, non penso avrebbe potuto mandarmi il messaggio di prima" le spiegai, guardando Leo negli occhi. Mi accennò un debole sorriso, mentre si massaggiava la guancia.

"Non dirò nulla ai ragazzi, tranquille" ci disse, spalancando le braccia. "Ma che diavolo vi è saltato in testa?"

"Come facevi a sapere che eravamo qui?" gli chiese Jenna, incrociando le braccia al petto. Sembrava ancora sospettosa, mentre io non lo ero per niente.

"Quando siete saliti tutti sopra, oggi prima di pranzo, stavamo decidendo cosa preparare ed Aiden ha optato per l'insalata di pollo-"

"Quella immangiabile?" lo interruppe Jenna, aggrottando le sopracciglia.

"Sì, quella" rispose Leo, poi prese fiato per continuare. Era tranquillo, per niente agitato. "Sono salito sopra per chiedere a voi che ve ne eravate andate se andasse bene, ma quando stavo per bussare in camera vostra, ho sentito ciò che stavate dicendo ed eccomi qua."

"Tu ci stavi spiando?" esclamai. "Hai intenzione di dirlo agli altri?"

"Per vostra fortuna no!" replicò, sbuffando. "Andiamo, torniamo a casa."

Lo seguimmo lungo il tragitto verso casa senza proferire parola. Solo una volta Jenna gli chiese se la guancia gli facesse male e Leo aveva risposto che non faceva niente e ci aveva affiancato, perché prima era più avanti rispetto a noi.

Entrammo come sempre dalla porta sul retro, ma poi scendemmo in spiaggia dai ragazzi. Erano tutti seduti sulla spiaggia, la notte ormai era scesa, le stelle luccicavano nel cielo come se fossero diamanti e non c'era nessuna nuvola all'orizzonte. Mi sedetti accanto a Travis e appoggiai la testa sul suo petto.

"Tutto bene?" mi chiese, baciandomi poi la testa.

Annuii, anche se non era vero per niente. Jenna ad Isaac che eravamo andate a fare una passeggiata, Leo aveva promesso di non dire nulla e io non volevo rovinare tutto come sempre. Intrecciai le nostre dita, quando poi un lampo mi attraversò la mente, facendomi ricordare il peggio.
Nessuno doveva sapere del nostro incontro, ma Leo aveva saputo.
Mi vennero i brividi solo al pensiero che potesse essere successo qualcosa.

"Noah James è probabilmente in prigione per ciò che ha fatto a Jenna e sicuramente anche a te" mi mormorò, mentre iniziava a lasciarmi baci accanto l'orecchio. Ma, in quel momento, neanche i suoi baci riuscivano a farmi sentire meglio.

Mi sentivo in colpa, come se potesse succedere qualcosa da un momento all'altro. Guardai i ragazzi: erano così sorridenti e spensierati, ovviamente credevano che tutto fosse andato per il meglio.
Gli unici un po' meno tranquilli mi sembravano Aubrey e Luke, come sempre. Non stavano insieme, ma spesso si lanciavano occhiate strane come se sapessero cosa stava succedendo. Mi appuntai di parlare con uno dei due, magari il giorno dopo, perché in quel momento non ne avevo proprio voglia.

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