Non avevo parlato con Sierra, avevo occupato la giornata cercando di ricostruire quel documento, era stata un'idea di Travis che era andata bruciata.

La mattina dopo, bussai alla porta della sua stanza sperando non ci fosse Aiden. Non mi andava di litigare con la sua ragazza davanti i suoi occhi, anzi, io speravo proprio di non dover litigare con Sierra.
Era logico che non era stata lei a mettere quei pezzi di carta dentro il cassetto. Sierra era furba, intelligente, e solo un idiota lo avrebbe fatto sul serio.

Quando mi aprì, stava finendo di allacciarsi il costume dietro. "Che vuoi?"

"Parlare" risposi, scrollando le spalle. Avevo messo anche io il costume sotto i pantaloncini e la maglietta, anche se ci aspettava una "faticosa" caccia al tesoro. Aubrey l'aveva definita così.

"Aubrey dove farà la caccia al tesoro? Spero non in spiaggia, sicuramente avrà scelto il bosco qui dietro" borbottò, mentre io chiudevo la porta alle mie spalle.

"Ieri, quando sono venuta a prendere gli occhiali, ho trovato un documento di famiglia nel tuo cassetto, era tutto spezzato, tu ne sai qualcosa?" Pronunciando quelle parole, mi resi conto di quanto fossi stupida. Era ovvio che Sierra non sapeva sicuramente nulla.

"Oh, quei pezzetti? Ho aperto il cassetto per la prima volta ieri e già c'erano, pensavo ci fossero da sempre" rispose, infilando anche la maglietta. "Mhh, sento odore di torta, è così? Quel documento era importante?"

"Sì, penso che Aubrey stia cucinando e sì di nuovo, era davvero importante" Sbuffai e mi sedetti sul letto matrimoniale, accarezzando il lenzuolo già ripiegato. "I tuoi genitori ti hanno mai nascosto qualcosa?"

"No, abbiamo un buon rapporto" mi rispose. "Specialmente con mia madre. Forse perché la differenza di età è poca, mia madre è rimasta incinta presto. Faith, qualsiasi cosa sia successa, dovresti davvero parlarne con i tuoi. E senza averne paura, affrontali come sono sicura li hai affrontati per la tua relazione con Travis."

"Sì, tanto ho anche Isaac dalla mia parte questa volta" dissi. "Nel senso che riguarda anche lui."

Mi passai una mano tra i capelli, quel giorno sciolti, mi veniva il voltastomaco al solo pensiero di non essere la loro vera figlia e di esser stata adottata. Poi, una parte di me si chiese se in quello c'entrasse anche la famiglia di Travis. Fui scossa da un brivido. Non dovevo proprio pensarci.

"Andiamo?" chiesi subito, notando che si stava allacciando le scarpe.
Annuì, prese il suo zaino e uscì con me. Scendemmo velocemente, ormai mancavamo soltanto noi.

"Perché non mi sembravi così contenta quando è arrivata Marcie?" domandai, mentre entravamo in salone.

"Semplicemente le avevo detto di non presentarsi qui, odio quando non fa ciò che dico" mi rispose, sussurrando.

Andammo a sederci ai nostri propri posti e Aubrey venne subito con due vassoi in ognuna mano.

"Cucina russa" esclamò Luke, battendo le mani come un bambino.

"Non ho mai mangiato russo" mormorò Travis, quando Aubrey appoggiò i due vassoi di torta sotto i nostri occhi.

"La prima si chiama Latte di uccello" annunciò, spalancando le braccia. Era una classica torta da dessert, non sembrava neanche da colazione per quella mattina. Quello sotto sembrava proprio pan di spagna, al centro doveva esserci una crema, ma invece di essere gialla come le altre era bianca latte, sopra questa c'era uno strato di cioccolato.

"Perché latte di uccello? Da quando gli uccelli fanno il latte?" le chiese Cameron, mentre Aubrey gli posava una fetta di torta nel suo piatto.

"Ad essere sincera non lo so" rispose lei, facendo spallucce. Mise una fetta in ogni piatto, poi presentò l'altra torta. "Questa è la torta Praga, invece."

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