13 || L'Elementalon

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I suoi piedi si muovevano rapidi su quella distesa di foglie secche, e gli alti alberi le impedivano di vedere in lontananza. Doveva raggiungere la sua macchina il prima possibile e scappare lontano da quel posto rivelatosi maledettamente pericoloso. Doveva tornare a casa, doveva tornare dalla sua famiglia e difendere le due persone che amava di più al mondo. Non poteva permettere a quell'uomo di raggiungerla.

Perla correva a perdifiato, sentiva i polmoni bruciare ed era sicura che, se fosse arrivata viva a casa, avrebbe sentito un dolore alle gambe per diversi giorni. Si girò per un momento, scorgendo diverse figure vestite da capo a piedi di nero. Erano lontani, forse ce l'avrebbe fatta a fuggire. Così si girò e corse ancora più velocemente. Sentì i rami graffiarle il viso e le braccia, ma non se ne curò. Aveva un solo obiettivo in mente, e l'avrebbe portato a termine.

Ad un tratto si sentì spingere all'indietro da una spinta innaturale, che la scaraventò a una decina di metri più indietro. Picchiò forte la testa contro un masso e avvertì un dolore lancinante alla tempia, ma cercò di alzarsi per continuare a correre. Doveva sopravvivere, voleva sopravvivere.

Perla si inginocchiò, ma qualcuno la spinse per terra e la bloccò mettendole un piede sul collo. La ragazza cercò di liberarsi, ma era tutto inutile. Alzò lo sguardo, e vide due occhi gialli che la scrutavano con uno sguardo spento. Un Oscuro.

«Che cosa vuoi?» gli chiese, quando lo vide estrarre dal lungo mantello nero una spada.

L'Oscuro la guardò per alcuni secondi attraverso la sua maschera ramata, poi sul suo viso apparve un sorriso sardonico.

«Te.»

L'uomo abbassò il busto verso il corpo di Perla stringendo la presa sull'elsa della spada dalla lama azzurra.

«Addio Eulalia» sibilò, poi la pugnalò al cuore.

Perla si svegliò all'improvviso e si trovò in un bagno di sudore. Si guardò intorno e tirò un profondo sospiro di sollievo quando riconobbe la televisione appesa al muro e il caminetto acceso del suo soggiorno. Ma la consapevolezza di essere al sicuro dentro le mura di casa sua non bastò a tranquillizzarla, questa volta.

Addio Eulalia, aveva detto l'Oscuro. Perché? Com'era possibile che quell'uomo l'avesse scambiata per sua madre? Perla aveva ereditato da lei il colore dei capelli e la forma degli occhi, ma per il resto erano completamente diverse. Non riusciva a trovare una motivazione valida, e ripensare a quelle due parole sussurrate dall'Oscuro la faceva stare male. Voleva smettere di pensarci, cancellare quell'immagine dalla mente almeno per qualche minuto e sapeva che l'unico modo era un bagno caldo.

Così si alzò dal divano e raggiunse il bagno; riempì la vasca con acqua calda e una dose eccessiva di bagnoschiuma alla lavanda, mise il lettore musicale del suo cellulare in riproduzione casuale, poi si spogliò e si immerse. Si lasciò cullare dalla piacevole sensazione che le dava l'acqua che le accarezzava la pelle nuda e chiuse gli occhi alle note di For the First Time degli Script, liberandosi di quei pensieri che da diverse settimane le attanagliavano la mente. Dopo essersi lavata i capelli uscì dalla vasca, si avvolse con un asciugamano di spugna verde mela e si pettinò la lunga chioma bionda.

Raggiunse rapidamente la sua stanza e, quando spalancò la porta, dovette trattenere un urlo. Sdraiato sul suo letto, con la testa appoggiata sul suo comodo cuscino e le gambe distese per tutta la lunghezza del materasso c'era Tyler Spark.

Non appena i loro occhi si incrociarono, Tyler si alzò a sedere e fece scorrere lo sguardo sul corpo mezzo nudo della ragazza con le labbra leggermente socchiuse. Perla si portò una mano al petto e lo guardò stranita, dimenticandosi per un momento di essere davanti a lui con indosso solo un asciugamano.

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