Capitolo III

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-Nora? Nora? Ma dove cazzo se.. - disse Carmela mentre apriva la porta dell'ascensore- Oh, eccoti. Ehi ví, tutto bene? Perché piangi? - chiese accarezzandomi la spalla per tranquillizzarmi.
- Ho ripensato a quello che è successo anni fa.. E non ce l'ho fatta, ho pianto e.. Mela, mi manca troppo. Io mi sento vuota dentro. Mi sento il cuore dilaniato, strappato con forza dal petto e calpestato ripetutamente. - spiegai.
-Ehi, ehi.. Nora sta' tranquilla. È storia passata. Non significa che dovrai dimenticare l'accaduto, ma devi andare avanti. Questione di giorni ed accadrà. Questo posto ti provoca tanto dolore per i ricordi che hai di certa gente. Nora, sei una delle ragazze più forti che io conosca. - parlò Carmela.
Alzai il mio sguardo su di lei, strofinandomi le lacrime rimaste sul viso. Aveva i capelli tutti annodati, indossava il pigiama ed i suoi occhi erano gonfi. Come pensavo: stava dormendo. Tuttavia le sue parole mi tranquillizzarono. Ne avevo davvero bisogno. Il dolore era oramai diventato parte integrante di me.
- Ehm.. Questo è per te.. -Dissi porgendole il pacchettino di carta con uno sguardo da colpevole.
- Uhm.. Cornetto schiacciato, buono! - e ridemmo.
Mi fece entrare nell'appartamento. La sua casa era bellissima, così ariosa, luminosa e moderna.
- Minù! - esclamai prendendo in braccio la gatta.
Era davvero un bel pet, pelo lucido e morbido come la seta dal color biondo, occhi verdi e tanta tanta dolcezza.
Fu il fratello di Carmela che trovò Minù, e la portò a casa. Adesso lei stravede per i suoi "fratelli acquisiti". Dai sei anni in su ho avuto incessantemente paura dei gatti. Quand'ero piccola accarezzai un gatto e lui mi graffiò profondamente le ginocchia. Ancora oggi porto i segni di quello spiacevole incontro. Minù invece era diversa. Era lei ad aver paura degli umani, tant'è che raramente si avvicinava alle persone.
Andammo in cucina ed io mi accomodai sulla sedia.
- Té? - chiese Mela.
- Sì, grazie. Hai del miele?
-Certo. Ma tu hai mangiato? Vedo un solo cornetto qui...
-No, grazie, non ho molta fame.
Finì di preparare il té e si mise anche lei sulla sedia.
- Mmm.. Il cornetto di Don Gino non lo batte nessuno! - esclamò con una venatura di..gratitudine? - Allora, come va con i preparativi?
-Procedono. Una valigia è pronta. L'altra devo ancora chiuderla dato che in questi giorni indosserò gli abiti che devo inserirci. - risposi sorseggiando il té.
- Capisco. Come farai a dire addio al tuo cane? Non riesco a immaginare la mia vita senza Minù..
- Sai che tu, Sabrina e Rudi sarete quelli che mi mancheranno più di tutti gli altri. Ma certe cose sono necessarie. Preferirei allontanarmi piuttosto che fare una vita da zombie. E poi sai che qua non ho un cazzo da fare. Lì almeno ho l'università. La mia cara Sorbonne.
Carmela alzò gli occhi al cielo. -Sappi che faremo molto spesso la videochiamata, eh! - mi avvisò.
- Puoi contarci. - risposi rassicurandola.
- E se poi lì incontri il tuo futuro marito? - mi stuzzicò
Risi. - Scherzi? Come posso avere una relazione, come posso pensare al cuore di un altro quando il mio è ancora in lavori in corso?
- Magari avendo una relazione con un altro ragazzo, il tipo potrebbe curarti.
-"L'amore non aveva forse bisogno, come le piante esotiche, di un terreno preparato, di una temperatura speciale?" - recitai una parte di Madame Bovary.
- Forse.. Ma se troverai quello giusto dimenticherai questa citazione. - disse ammiccando.
Alzai gli occhi al cielo, salutai Carmela, Minù e mi avviai verso la porta.
- Mi mancherai..- confessò Mela.
- Anche tu e lo sai.
- Ci rivedremo, no? Magari con Andrea. Ho ricevuto poco tempo prima che arrivassi qui un messaggio da Andrea sul cellulare dove mi chiedeva con fare accusatorio se sapessi della tua partenza.. - spiegò aggrottando la fronte.
- Ehm.. Certo, ci rivedremo tutti quanti - dissi imbarazzata. E me ne andai. Uscii dell'ascensore e mi avviai verso la mia ex scuola.

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