Capitolo 16

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*Max*

Ho litigato con Thomas, ma alla fine mi ha chiesto di perdonarlo e mi ha consegnato la lettera. Poi mi ha invitato a passare la notte lì. Ma Sarah è scomparsa. Fuori dalla casa, è rimasto solo Tobias. Dalla sua espressione, capisco che non le è accaduto nulla di male. Anche se non sono tranquillo, è già qualcosa.
Probabilmente è sconvolta quanto me: in pochi minuti, il mondo in cui vivo è cambiato completamente.
Eppure, sento che sta per cambiare ancora. Tobias mi sta aspettando, per finire il suo discorso. Non può essere venuto fin qui solo per rivelarmi la mia vera storia. Esco e gli vado incontro.
- Allora, perché sei qui? Perché mi hai detto tutte queste cose?
- Dovevo guadagnarmi la tua fiducia.
- Ok, basta giochetti.
- D'accordo, Max. Ti stanno cercando.
- Chi?
- I Divergenti. Ti vogliono come loro capo.
Mi metto a ridere, ma lui mi ferma: - Non sto scherzando. Sei l'unico Divergente che sia predisposto a tutte le fazioni! Sei l'unico che può guidarli tutti! Entrambi i gruppi!
- Quali gruppi?
- I Divergenti si sono divisi in due gruppi di ribelli: le Aquile Rosse e i Delfini Blu. Le Aquile Rosse vogliono fermare gli Eruditi con la forza, si abbandonano totalmente alla loro rabbia, seppur giustificata. Mentre i Delfini Blu utilizzano mezzi più pacifici. Si difendono e basta. Tuo fratello...
- ... è un'Aquila Rossa.
- Già. Il fatto è che entrambi ti vogliono come capo.
- Tu cosa sei?
- Io sto al di sopra delle parti. Trovo molto più che stupido dividersi per ottenere la libertà. Non otterranno mai nulla se continueranno a combattersi tra loro. È per questo che ti suggerisco di tentare la via dell'unione. Sotto la tua guida, potremmo davvero evitare la strage di domenica! Riflettici bene...
Detto questo, se ne va correndo. Io, intanto, cerco di riordinare i miei pensieri, che ormai non sono più legati da nessun nesso logico.

*Sarah*

Resto nel covo degli Esclusi per tutto il pomeriggio, cercando di tenere le mani occupate. La cosa più strana è la soddisfazione che mi dà aiutare. La gratitudine, l'amore nelle mie mani che non stanno mai ferme... Non mi sono mai sentita così utile e importante prima d'ora. Ecco quello che cercavo! Ora sì che mi sento qualcuno. Mi sento viva. Se me l'avessero detto solo un'ora fa, mi sarei messa a ridere. Invece ora eccomi qua. Comincio a pensare che forse potrei anche scegliere gli Abneganti. Così io e Max... Ma cosa dico? Lui è il più Divergente di tutti: non sceglierà mai gli Abneganti. Guarda in faccia alla realtà, Sarah! Il vostro è un amore meraviglioso quanto impossibile. Stai vivendo un sogno e tra qualche giorno ti sveglierai senza di lui. Se non lo uccideranno, sceglierà gli Intrepidi o vivrà da Escluso.

Qualcuno mi prende alle spalle e mi punta un coltello alla gola. Sento la lama fredda e affilata sulla pelle, il mio sudore freddo e la furia di chi mi sta trattenendo. Il panico si impossessa di me.
- Ciao, Sarah...
Al sentire quella voce, scoppio definitivamente in lacrime.
- Seb...?!
- Ormai non mi chiamo più Seb! Sono Shak, una versione di me stesso molto più forte e libera. Essere un Escluso ti cambia dentro, sai?
Max... Max, aiutami... Non riesco a parlare. È tutto come nel mio scenario della paura, lo ricordo bene. Ma io non sono un'Intrepida.
- Dimmi subito dov'è Max! Avanti!! Ne va della vita di molte persone! Non ho intenzione di farmi uccidere perché tu fai tanto la Rigida, che nemmeno ti si addice. Che credi di fare, eh?! Vuoi aiutare i tuoi genitori a individuarci?! Per questo sei qui, vero?!! Vero?!!!
- L... Lasciami... Ti prego...
Sto piagnucolando, ma non riesco a pensare ad altro che al coltello e al suo corpo premuto sul mio. Non c'è Max accanto a me. E tra qualche giorno ci lasceremo per sempre...
- Sto perdendo la pazienza!
- È a casa sua...

*Max*

Quando vedo Sarah varcare la porta di casa mia, sento il mio cuore lacerarsi. Mentre io mi preoccupavo del mio albero genealogico... qualcuno le ha fatto del male! Ha pianto parecchio, ha i capelli spettinati e respira a fatica. Ma ciò che più mi fa male è quel segno rosso sul collo. Vorrei abbracciarla ma ha paura di farsi toccare, perfino da me.
- Ti... Ti stanno cercando.
- Chi ti ha ridotto così?!
- Un'Aquila Rossa. O almeno così mi ha detto. Sta venendo qua...
- Vuoi stenderti? Lì c'è un divano...
- No...
Questa non è la sua voce. È un gemito strozzato!
- Io...
- Sta zitto. Ora io me ne torno a casa mia. Vado da Josh e da papà...
- Ma...
- No. Non hai capito. Questo è un addio, Max... Ci siamo aggrappati a qualcosa che non esiste. E io rivoglio la mia vita.
- Ti prego, non farlo!
- Lasciami!
Non riesco a respirare, né a pensare. Perché sta succedendo tutto questo?! Perché?!
Prima di uscire dalla porta di casa mia, si volta verso di me con il volto rigato dalle lacrime: - Ti amerò per sempre...
Poi se ne va. E io mi sento morire dentro.

Five factions - La fazione prima del cuoreLeggi questa storia gratuitamente!