Erano passati quattro giorni e dei fogli neanche l'ombra. Avevo controllato dappertutto, buttando lo studio di mio padre nella confusione più totale, come non lo avevo mai visto.

Avrei voluto chiamare i miei e farmi spiegare tutto, ma non ero pronta all'ennesima bugia. Avevo scoperto in praticamente un solo giorno i segreti di Maya, quelli della mia famiglia avrei voluto scoprirli da sola
Era ovvio, i miei mi avrebbero detto una cavolata dopo l'altra pur di farmi credere all'inesistenza di quella adozione.

Isaac non sembrava badarci tanto, come se pensasse davvero al fatto che era tutto frutto della mia immaginazione. Ma io sapevo che non era così. Jenna non mi aveva fatto molte domande sulla questione, probabilmente ne aveva parlato con mio fratello e aveva già tutte le risposte che voleva per accontentare la sua curiosità.

Per il resto, tutto stava andando per il meglio. Nessun altro messaggio strano, nessun segreto nuovo liberato. Era tutto tranquillo. Anche troppo tranquillo, dato che Marcie era nella mia stessa casa.

Cercavo di stare attenta a lei, di prevedere ogni sua singola mossa, ma lei non aveva fatto nulla. Viveva semplicemente la sua vita godendosi quella vacanza, cosa che magari avrei dovuto fare anche io.

Aprii gli occhi, ritrovandomi in salone. Sbadigliai a lungo e mi alzai con il busto, accorgendomi di aver dormito sul divano quel pomeriggio.

"Buongiorno" mi disse Aiden, sulla poltrona poco più in là di dove ero io.

"Che ore sono?" chiesi, sbadigliando di nuovo.

"Quasi le cinque" rispose. "Gli altri sono già tornati in spiaggia, io mi sono svegliato cinque minuti fa."

"Abbiamo dormito quasi tre ore" borbottai, ricordandomi di aver iniziato a chiudere gli occhi che erano le due passate.

"Già" affermò, abbassandosi i capelli troppo scompigliati. "Vado in bagno, ci vediamo dopo in spiaggia?"

Annuii e alzai lo sguardo verso il soffitto completamente bianco. Chiusi di nuovo gli occhi, avevo riposato così tanto che avevo troppo sonno e la testa mi faceva leggermente male.

Sentii il telefono squillare rumorosamente, impedendo così il mio secondo riposo pomeridiano.
Mi alzai di scatto, infastidita. Non era il mio cellulare, ma il telefono fisso di casa. Era la prima volta che qualcuno chiamava e pensai subito che fossero i miei.

"Pronto?" chiesi, passando una mano sui capelli. Facendo così, mi accorsi che erano ancora legati.

"Con chi parlo?" chiese una voce dall'altra parte del telefono. Era maschile, di quello ne ero certa.

"Ehm, è stato lei a chiamare, dovrebbe saperlo" mormorai, non sapendo se dire il mio nome o no.

Magari erano i soliti fastidiosi che ti chiamavano per qualche offerta.

Subito ridacchiò. "Sono un ragazzo, perché diavolo mi dai del tu? Comunque sono Steve, il ragazzo di Charlotte. Sei una sua amica, vero? Lei come sta?"

"Sì, sono una sua amica" confermai, "ma lei non è qui con noi. Voglio dire, Charlotte non è mai partita."

"Sei quella bionda?" domandò. "Quella che ho già visto? Maya tipo?"

"Ehm, no, io sono Faith" risposi. "Charlotte non risponde?"

"No, pensavo fosse con voi!" ribatté. "Prima di partire mi ha dato il vostro numero, in caso non avesse risposto al cellulare. Per questo ho chiamato qui, Charlotte non risponde al cellulare."

"Senti, magari posso provare a chiamarla, okay? Se mi lasci il tuo numero posso farti sapere" proposi, iniziando a farmi mille domande su Charlotte. Lei mi aveva mentito, Maya mi aveva nascosto delle cose.

Impossible 2Leggi questa storia gratuitamente!